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Rinascita dopo il Coronavirus

Serena fotoUna lettera della Responsabile Nazionale.
Rinascita. Questa parola, questa realtà, mi accompagna da venti anni, quanti sono gli anni che ho passato nel Movimento Rinascita Cristiana. Devo dire però che mai l’ho sentita viva e fremere dentro di me come ora! Rinascere, dopo essere stati colpiti dal coronavirus con tutta la sua malefica potenza è duro e faticoso. Non parlo solo del dolore fisico, ma soprattutto della sofferenza psicologica; un’ esperienza di morte e di vita sconvolgente. Mai avrei creduto di vivere di persona le parole del salmo 23 (22) “Iaweh è il mio pastore”.
Sì, mi sono ritrovata in quella ‘valle oscura’ e lì ho trovato il Signore, il buon pastore che mi aspettava, mi faceva strada con il suo ‘bastone’ e il suo ’vincastro’, mi sosteneva  e  mi dava la forza per uscirne. Ho sentito sulla mia pelle la forza e la potenza delle preghiere di tutta la comunità di Rinascita e di tante altre persone, perfino di alcune che, a detta loro, si dichiaravano atee. Ero stremata e Lui mi ha dato da bere; mentre ero prigioniera di quella ‘palla’ che mi sparava la vita nei polmoni rattrappiti dalla malattia, ho chiesto il Suo aiuto e Lui non me lo ha fatto mancare. La paura che sentivo dentro di me e che leggevo negli occhi di tutti è sparita: la certezza di una guarigione, anche se lontana, si è fatta avanti e mi ha sorretto: “Felicità e grazia mi saranno sempre compagne  tutti i giorni della mia vita”.

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D. Mauro Sobrino: Ogni cosa a suo tempo

ChagsllUna riflessione di un nostro Assistente romano
Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo, come ci ricorda il libro di Qoelet. 
C'è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante. Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Queste parole del Qoelet, libro biblico sapienziale, forse un po’ amare, ma piene di realismo, se da una parte ci mettono davanti la realtà di oggi: tempo di malattia, di restare chiusi in casa, di isolamento, di paura anche, di domande; ci aprono anche a una certa speranza: ogni tempo passa e arriva un altro tempo: verrà il tempo della salute, di uscire, di stare in compagnia, di rallegrarsi e gioire di stare insieme senza timore. Sì! Verrà questo tempo e lo aspettiamo con profondo desiderio.
Ma intanto? Intanto c’è questo tempo, non altro, e questo dobbiamo vivere, abitare, spendere senza che scorra via insignificante, come una brutta parentesi delle nostre esistenze. Non possiamo permettere a nulla e nessuno di rubarci il tempo e quindi la vita. Un animale in letargo sembra quasi morto, inerte, ma non cessano le sue funzioni vitali: batte il cuore, respirano i polmoni, invia impulsi e stimoli il cervello, e per questo, appena passata la stagione brutta, l’animale esce dalla tana vivo e capace di affrontare un nuovo tempo.
La nostra in questi giorni, non brevi, di isolamento è una vita “senza” tante cose che abitualmente ci sono e ci occupano. Forse questo fatto, in parte negativo certo, ci può provocare a vedere cosa resta dopo tutti questi “senza”, a cosa, alla fine, crediamo, cosa vogliamo per noi come essenziale, ciò a cui teniamo davvero, che dà senso alla nostra vita, che riempie il cuore, che è come il battito, il respiro, l’impulso cerebrale che mi rendono vivo anche nel rallentamento e assenza di tante cose.
Non c’è una risposta valida per tutti, ognuno deve cercare e trovare dentro di sé il “centro” della sua vita, ma c’è la possibilità di cercare insieme, di aiutarsi, di condividere, di comunicarsi il segreto di quella piccola felicità che ancora e sempre è possibile.

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Con Cristo a bordo non si fa naufragio

Papa Francesco II«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». L’inizio della fede è saperci bisognosi di salvezza. Non siamo autosufficienti, da soli; da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio. Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai.
Abbiamo un’ancora: nella sua croce siamo stati salvati. Abbiamo un timone: nella sua croce siamo stati riscattati. Abbiamo una speranza: nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati affinché niente e nessuno ci separi dal suo amore redentore
Di seguito il testo integrale dell'omelia pronunciata da Papa Francesco al momento di preghiera straordinario in tempo di epidemia.

Messaggio dell'Assistente Nazionale

cristo licioAlla mia gente di Rinascita Cristiana! In particolare al Consiglio Nazionale, al Comitato consultivo, ai responsabili ed assistenti diocesani, ai responsabili nazionali emeriti, ai miei gruppi romani…

“E’ mio fratello… che viene con me… | È mia sorella… che viene con me… |  È la mia gente… che viene con me…  |  Lungo la strada , Signor, che porta a te…“. Visione semplicemente potente di un popolo (sì, anche di Rinascita) che ama la vita e il Dio che è amante della vita. Camminavamo e pregavamo, cantando questa canzone che mi torna alla memoria improvvisamente, non appena accendo il computer per  mettermi in contatto con voi. Avevamo in programma - un po’ tutti - un… po’ di cose da fare, noi di Rinascita! Lo dico senza retorica, ma le attività di questo anno cominciavano timidamente a dirci: continuiamo in RC senza stancarci: la primavera è vicina.

In questi giorni, che non ci permettono una normale attività dei gruppi, cresce in RC  il bisogno di sentirsi ed andare avanti: telefono, internet. Aiutiamoci: insieme cantando, pensando, pregando.. Approfittiamo di questo tempo: tempo di sofferenza e di solitudine; ed anche di lutto. Ma anche tempo per rileggere con calma e con onestà, nella memoria e in visione prospettica, il bene dato e ricevuto e quanto ancora di bene, di gioia, di bellezza, di pace, ecc. possiamo condividere con chi … “viene con me” - non è questo “regno di DIO”? –  Ho preso in mano insieme a Serena e Francesca il convegno di Rimini (1994) per fare il punto sul cammino del nostro movimento. Mi sono ricordato del canto:
La speranza no, non muore: brilla ancora il sole in ciel |Soffio vivo ci sospinge; luce e azzurro su di noi | il Signore ci accompagna e cammina in mezzo a noi.    
Nel sole della Pasqua  è risorto e vive in noi | Nei solchi della storia verso il Regno che verrà: |una terra liberata, una nuova umanità.
In realtà la speranza fa parte del DNA di Rinascita Cristiana, visti i tempi e gli obbiettivi del suo nascere.

Siamo uniti nella memoria e nel desiderio; lo sguardo nella stessa direzione.

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Rinascita Cristiana ed emergenza Coronavirus

Celebration Vendredi soirDal 10 marzo nuovi decreti della Presidenza del Consiglio chiedono un sacrificio di contenimento a tutta l'Italia e non più solo alle regioni del nord. Nelle settimane passate abbiamo rinviato molti appuntamenti e forse lo dovremmo continuare a fare. L’affetto e la preghiera di tutto il Movimento va in particolare alle città e alle regioni in cui sono presenti e attivi i nostri gruppi. Desideriamo esprimere anche tutta la nostra gratitudine a quei gruppi che, anche in questa occasione, hanno fatto sentire la loro partecipazione al movimento inviando i loro resoconti d’inchiesta, le loro riflessioni e contributi.
Viviamo in un periodo privilegiato dell’anno liturgico: la Quaresima e il cammino verso la Pasqua, un tempo forte che eravamo abituati a vivere in maniera comunitaria e che adesso dobbiamo riscoprire in un’altra dimensione. Anche la Chiesa che vive in Italia condivide la comune preoccupazione, di fronte all’emergenza sanitaria che sta interessando il Paese. “Rispetto a tale situazione, la CEI – all’interno di un rapporto di confronto e di collaborazione – in queste settimane ha fatto proprie, rilanciandole, le misure attraverso le quali il Governo è impegnato a contrastare la diffusione del “coronavirus”. Il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo sospende a livello preventivo, fino a venerdì 3 aprile, sull’intero territorio nazionale “le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri”. L’interpretazione fornita dal Governo include rigorosamente le Sante Messe e le esequie tra le “cerimonie religiose”. Si tratta di un passaggio fortemente restrittivo, la cui accoglienza incontra sofferenze e difficoltà nei Pastori, nei sacerdoti e nei fedeli. L’accoglienza del Decreto è mediata unicamente dalla volontà di fare, anche in questo frangente, la propria parte per contribuire alla tutela della salute pubblica.

I gruppi di RC hanno interrotto gli incontri in questo periodo e lo hanno fatto per senso di responsabilità verso il bene comune; perciò in questo momento i Responsabili nazionali desiderano esprimere a tutti la loro vicinanza e incoraggiare ciascuno affinché i nostri gruppi possano essere per tutti una testimonianza di serenità, di relazioni buone, di vicinanza e di sostengo reciproco nel coltivare la Speranza.
Ci ricordiamo della preghiera del nostro ultimo Congresso nazionale che può unirci tutti

Donaci, o Signore Gesù crocifisso e risorto,
di uscire dalla folla per seguirti
con passo deciso sulle strade difficili e meravigliose
di un’umanità resa nuova dal tuo amore e dalla tua tenerezza.  

Liberaci dalla paura da ciò che è nuovo.
Rendici capaci di cogliere
i segni della tua perenne presenza tra noi:
nelle ferite degli uomini e delle donne del nostro tempo,
nei gesti di solidarietà che arricchiscono il banchetto della vita,
nel bene che cresce, nel silenzio interiore
che è attesa e invocazione di Te.

Fa che possiamo conoscerti e la conoscenza ci porti ad amarti
e
a servirti nei nostri fratelli.
Perché senza di te anche la speranza muore
perché tu sei la vita, la nostra pace,
la meta finale dei nostri cammini.

Donaci il coraggio del tuo Spirito
per riprendere il nostro cammino verso il futuro.

  1. La lettera dei Responsabili Nazionali
  2. Messaggio per la quaresima: compassione per le vittime innocenti
  3. Querida Amazonia: l’Esortazione post-sinodale
  4. Mediterraneo, frontiera di pace

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