Consiglio nazionale in video conferenza
Sabato 31 ottobre via zoom si è radunato il Consiglio Nazionale: tutti hanno sottolineato la necessità di creare occasioni e, laddove è possibile, luoghi di dialogo e confronto per vivere insieme l’esperienza della meditazione e dell’inchiesta proposta nel Piano di Lavoro. L’esperienza della video-conferenza è stata molto bella anche se è mancata la stretta di mano, lo scambio di un sorriso; nelle nostre case è risonata la voce di persone alle quali sappiamo di voler bene e con cui condividiamo un progetto comune. “Siamo stati ospitati di tutti e tutti abbiamo ospitato” come si è espresso uno di noi. Lo scambio sulle realtà di tutte le regioni ha messo in evidenza la creatività e la voglia di fare di tutti, anche e soprattutto dei gruppi più anziani. E' stata accolta la proposta di un gruppo nazionale tra i tanti partecipanti a Rinascita che desiderano collegarsicirca una volta al mese. La prima riunione di questo gruppo nazionale sarà sabato 21.
A conclusione dell'incontro la Responsabile nazionale: "Vi chiedo di non mollare, di diffondere quello che facciamo poichè il nostro Piano di Lavoro è facilmente fruibile e i temi suggeriti sono di interesse nella società di oggi e sono le stesse sfide indicate nella “Laudato sii”. Cerchiamo di lavorare insieme e se non è possibile incontrarci scriviamoci, telefoniamoci e rimaniamo in contatto".
Sui sentieri della speranza
Negli anni passati abbiamo trattato i temi dei confini, dell'immigrazione, della solidarietà, senza, forse, sentirne realmente l'urgenza, e pensando che piccoli aggiustamenti fossero sufficienti. A rompere questa convinzione hanno iniziato i disastri ecologici, il Sinodo sull'Amazzonia e infine la diffusione della pandemia. Tutti questi fenomeni hanno reso evidenti le contraddizioni in cui siamo immersi e reso attuali parole troppo spesso snobbate come interdipendenza, beni comuni, cura del pianeta. La "dimensione pubblica della fede" è emersa con forza e con modalità nuove dalle riflessioni appena terminate; sta a noi ora proseguire queste riflessioni e testimoniare nella nuova situazione in cui ci troviamo il nostro impegno di cristiani "costruttori di speranza". Alcune “parole chiave” come vita, solidarietà, povertà, razzismo, istruzione, ecologia, corpo… poste insieme ad altre in apertura alla nostra inchiesta ci rimandano ai tanti aspetti della vita quotidiana per rimettere in discussione modelli economici, finanziari e tecnologici e sviluppare partecipazione, democrazia e uno stile di vita più ecologico e solidale. Il nostro discernimento sarà aiutato dai testi della Laudati si' di cui ricorre il quinto anniversario.
Ansa, SIR e Faro di Roma: comunicato stampa
Quale idea di fede, di comunità, di popolo e di Chiesa abbiamo sperimentato in questo periodo e possiamo intravvedere per il futuro? Che tipo di sviluppo possiamo immaginare, che economia e politica vogliamo, che rapporto tra nord e sud in Italia e nel mondo pensiamo sia possibile? Si può risolvere il problema educativo e il bisogno di socialità dei giovani solo attraverso la tecnologia? A queste domande cerca di dare una risposta il movimento ecclesiale Rinascita Cristiana che quest’anno propone ai suoi gruppi, sparsi in tutta Italia, di ideare nuovi percorsi per essere “donne e uomini costruttori di futuro”. Parlare di futuro in una situazione di crisi non è un azzardo, ma una necessità. Già oggi ci troviamo ad abitare in un mondo cambiato, segnato dai fatti vissuti in cui è fondamentale proseguire la riflessione e testimoniare nelle nuove situazioni l'impegno di cristiani. A partire dai contesti di vita di ciascuno, per incidere poi nell’ambito dell’economia e della finanza, della tecnologia e della scienza, della democrazia e della partecipazione, dell’ecologia e degli stili di vita. L’obiettivo del Piano di lavoro 2020-2021 è proprio quello di aiutare a riflettere sui comportamenti e sulla capacità di fare scelte per provare a testimoniare la fede in maniera più efficace e costruire una società più giusta. Il tutto alla luce della Parola di Dio e di alcune indicazioni fornite dalla Laudato si’ che trovano eco nell’enciclica Fratelli tutti.
Una solidarietà rinnovata tra persone, popoli e nazioni: il messaggio dei vescovi europei
L’assemblea plenaria del CCEE si è svolta in modalità online dal 25 al 27 settembre. I vescovi – presidenti di tutte le Conferenze episcopali europee – hanno discusso e riflettuto delle ricadute che la pandemia ha avuto nella vita delle Chiese e delle singole società. “Non abbiamo, al riguardo, soluzioni pratiche che spettano a quanti hanno responsabilità pubbliche, ma fa parte del nostro dovere pastorale richiamare alla coscienza personale e collettiva alcuni atteggiamenti di ordine spirituale ed etico”, scrivono i vescovi che esortano le comunità cattoliche del continente a non perdere “la fiducia” senza la quale “non è possibile guardare al domani”. Ma al cuore del messaggio c’è soprattutto un richiamo forte al senso di solidarietà. “L’esperienza universale – scrivono – dimostra che ogni essere umano ha bisogno degli altri, che nessuno è autosufficiente: basta un virus invisibile per piegare l’illusione di essere invincibili. La nostra gratitudine va a medici, operatori sanitari, forze dell’ordine, volontari che, sull’esempio di Cristo, hanno sostenuto le popolazioni in difficoltà, specialmente i più deboli”. E aggiungono: “La ricerca di vie solidali per l’affronto delle difficoltà, come per la tenuta e la ripresa della normalità della vita, esprime la consapevolezza di essere gli uni accanto agli altri nel medesimo destino, ed esige forme concrete di espressione, anche verso il creato, per il quale siamo chiamati ad avere una rinnovata cura, perché è l’opera di Dio data a noi come casa comune. Sappiamo che il Continente sta percorrendo questa strada, e noi vescovi incoraggiamo ogni sforzo per essere all’altezza del compito, ricordando la sua responsabilità di fronte al mondo che scaturisce dall’umanesimo cristiano all’origine della sua storia”. (Il testo integrale del messaggio)
Camminare insieme su strade nuove
Dal 21 al 23 settembre si svolge a Roma il Consiglio episcopale permanente della CEI. Aprendo i lavori il card. Bassetti si è soffermato sulla necessità di “camminare insieme” in stile sinodale, per affrontare la pandemia ancora in corso: “lontani dall’essere nostalgici, lamentosi o ripiegati su improbabili scorciatoie, sentiamo la responsabilità di affrontare strade nuove, lungo le quali ridisegnare il volto della nostra presenza ecclesiale”. Il nostro Piano di Lavoro "Sui sentieri della speranza" si scopre in grande sintonia con le parole del Cardinale di cui facciamo nostro l'invito che “questa stagione ci impegna a far crescere il senso di appartenenza e di corresponsabilità, dando tempo al riconoscimento, all’ascolto e alla stima dell’altro, arrivando ad assumere in maniera concorde e convinta scelte condivise”.
Durante la pandemia, “le nostre Chiese hanno messo a disposizione un numero incredibile di strutture”, l’omaggio del cardinale, che segnala le “tante iniziative” della comunità ecclesiale al tempo del Covid tramite la “testimonianza solidale” giunta da diocesi, parrocchie, comunità religiose, sacerdoti e laici, che sul territorio “si sono fatti carico di vecchi e nuovi bisogni, a partire da chi si è ritrovato senza lavoro e alle prese con gravi difficoltà economiche”.
In questi ultimi tempi “Indifferenza, sufficienza e arroganza hanno avuto il loro peso nel condurre un atteggiamento aggressivo e predatorio nei confronti dell’ambiente”, ed “ora è sotto gli occhi di tutti la stoltezza che ci ha visti proseguire imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”, come ha più volte denunciato Papa Francesco.
Sul piano pastorale la situazione attuale, per il Card. Bassetti, è simile a quella della prima comunità cristiana riunita attorno agli apostoli: “È una comunità che sperimenta il pericolo, per reagire al quale non fa conto tanto su analisi o su nuove strategie, ma si raccoglie in preghiera. È questa unità, più forte delle difficoltà come di ogni legittima differenza, che ci fa Chiesa, popolo di Dio”. ”A indebolirci non sono mai state le prove, ma le nostre tiepidezze e infedeltà, la mondanità spirituale che ci allontana da una vita evangelica di povertà e di disponibilità, portandoci a pascere noi stessi invece di quanti ci sono affidati”.
Al termine della sua prolusione il Cardinale formula alcune domande affidate ai vescovi e interessanti per tutto il popolo di Dio.
Giubileo per la terra: messaggio di Papa Francesco
Il Pontefice nel suo messaggio per la Giornata di preghiera per la custodia del creato del 1 settembre invita ad ascoltare "la voce della terra" e chiede una "giustizia riparativa": "Domanda di crescita e ciclo di produzione e consumi stanno estenuando l'ambiente, dalla pandemia la possibilità di sviluppare nuovi modi di vivere" Chiede una giustizia riparativa, la cancellazione del debito dei Paesi poveri in seguito alle crisi connesse alla pandemia da Covid-19 e, infine, protezione per le comunità indigene dagli interessi e dal “nuovo tipo di colonialismo” delle multinazionali. Nel messaggio il Pontefice indica le radici dei problemi che hanno portato a “spezzare i legami che ci univano al Creatore, agli altri esseri umani e al resto del creato”. E lo fa nell’anno del cinquantesimo anniversario del Giorno della Terra: un Giubileo, quindi, un “tempo di ritorno a Dio”. “Abbiamo bisogno di risanare queste relazioni danneggiate, che sono essenziali per sostenere noi stessi e l’intero tessuto della vita”. Cinque i punti in cui si incentra il testo: ricordare, ritornare, riposare, riparare e rallegrarsi. Nel Giubileo l’attenzione – sottolinea il Papa – deve essere rivolta “specialmente ai poveri e ai più vulnerabili”, perché “è un tempo per dare libertà agli oppressi e a tutti coloro che sono incatenati nei ceppi delle varie forme di schiavitù moderna, tra cui la tratta delle persone e il lavoro minorile”.



