cristo licioAlla mia gente di Rinascita Cristiana! In particolare al Consiglio Nazionale, al Comitato consultivo, ai responsabili ed assistenti diocesani, ai responsabili nazionali emeriti, ai miei gruppi romani…

“E’ mio fratello… che viene con me… | È mia sorella… che viene con me… |  È la mia gente… che viene con me…  |  Lungo la strada , Signor, che porta a te…“. Visione semplicemente potente di un popolo (sì, anche di Rinascita) che ama la vita e il Dio che è amante della vita. Camminavamo e pregavamo, cantando questa canzone che mi torna alla memoria improvvisamente, non appena accendo il computer per  mettermi in contatto con voi. Avevamo in programma - un po’ tutti - un… po’ di cose da fare, noi di Rinascita! Lo dico senza retorica, ma le attività di questo anno cominciavano timidamente a dirci: continuiamo in RC senza stancarci: la primavera è vicina.

In questi giorni, che non ci permettono una normale attività dei gruppi, cresce in RC  il bisogno di sentirsi ed andare avanti: telefono, internet. Aiutiamoci: insieme cantando, pensando, pregando.. Approfittiamo di questo tempo: tempo di sofferenza e di solitudine; ed anche di lutto. Ma anche tempo per rileggere con calma e con onestà, nella memoria e in visione prospettica, il bene dato e ricevuto e quanto ancora di bene, di gioia, di bellezza, di pace, ecc. possiamo condividere con chi … “viene con me” - non è questo “regno di DIO”? –  Ho preso in mano insieme a Serena e Francesca il convegno di Rimini (1994) per fare il punto sul cammino del nostro movimento. Mi sono ricordato del canto:
La speranza no, non muore: brilla ancora il sole in ciel |Soffio vivo ci sospinge; luce e azzurro su di noi | il Signore ci accompagna e cammina in mezzo a noi.    
Nel sole della Pasqua  è risorto e vive in noi | Nei solchi della storia verso il Regno che verrà: |una terra liberata, una nuova umanità.
In realtà la speranza fa parte del DNA di Rinascita Cristiana, visti i tempi e gli obbiettivi del suo nascere.

Siamo uniti nella memoria e nel desiderio; lo sguardo nella stessa direzione.

 Pasqua è quando Maddalena esce di casa – ed è ancora buio - piangendo e va al sepolcro. E’ questa nostra Quaresima-Quarantena. Pasqua  è sempre un evento eccezionale.  E' un viaggio, nel passato e nel presente, interiore e collettivo che esplora l'intimità amica delle case, le strade e le piazze vuote e desolate o brulicanti di genti , le notti della solitudine e della disperazione, i tribunali e le carceri, le regge e i templi, le favelas e i paradisi fiscali, le foreste distrutte e i campi riarsi.. E i cimiteri, e la visione degli uccisi. Tutti uccisi. Dall'inimicizia che divide uomo da uomo , e uomo da Dio. Tutti uccisi. E un sepolcro in particolare: enigmaticamente vuoto. Qui il viaggio finisce per molti, ma non per la fede dei cristiani. Perché Gesù di Nazareth, nostro Dio e Signore, è risuscitato. Qui l'orizzonte della vita si spalanca improvviso, su luoghi finora inimmaginati: spazi aperti e appetibili, ma ancora parzialmente sigillati. Nella consapevolezza di essere solo in una tappa , nasce la voglia di Pasqua, la voglia di essere dove lui è, di essere come lui è..  I cristiani si chiedono, guardando alla morte e alla risurrezione di Cristo: "Quando sarà la nostra Pasqua?". Intanto ad essi non resta che inoltrarsi, con timore e gioia grande, per i sentieri della Risurrezione. A  Pasqua , nelle chiese, i cristiani ne cercano le tracce.

Perché la Risurrezione ha i suoi segni.
Sono i segni della memoria, come le cicatrici che Cristo risorto mostra a Tommaso nelle penombre del cenacolo. Sono  consapevolezza continua di un amore ricevuto che impegna ad amare. Sempre.
Sono i segni della presenza, come la voce del risorto che, irriconoscibile, chiama Maria per nome, nella  luce incerta dell'alba. Sono, le sue, parole che risuonano nel vangelo e nella comunità cristiana, mentre il cuore impazzisce di gioia, e lo riconosce, Vivente, sulle strade degli uomini.
Sono i segni del desiderio, come l'appuntamento sul lago di Galilea, quando il risorto è vicino e vuol mangiare con i suoi amici, e Pietro lo raggiunge a nuoto, e i pescatori, stupiti per le barche traboccanti di pesce, concludono la loro disperata fatica. E insieme mangiano pane e pesci.
E' attesa di un incontro che impegna a lavorare anche nella delusione, che spinge ad avventurarsi nelle insicurezze, che mette fretta per un approdo. Allora sarà Pasqua.

Vi allego due preghiere: Le propongo a tutti voi e amo pensare che in Rinascita ci stiano aiutando in questa Quaresima-Quarantena. Tra di voi, con l’aiuto degli assistenti, cercate di vivere uniti  tra di voi e con tutta la comunità ecclesiale il percorso verso la Pasqua. Nei recenti piani di lavoro, che avete in casa, ed anche sul sito internet del Movimento potete riprendere testi utili per la riflessione, la meditazione e la preghiera.  Scusatemi le lungaggini. Ma ho desiderato sentirmi vicino a voi. Magar la prossima volta sarò più breve. Un grazie particolare agli assistenti che sono insieme a voi. Ci sentiremo ancora,.. UN saluto particolare alla responsabile nazionale augurandole veloce guarigione. Un grazie anche a Francesca ed Elisabetta che in questi giorni vigilano sulla sede di RC via della Transpontina e cercano di tenere vivi i contatti on line.

Preghiera per il cammino di Rinascita Cristiana

Rendici capaci, Signore crocifisso e risorto,
di cogliere i segni della tua presenza tra noi
nelle ferite degli uomini e delle donne
di questi nostri giorni,
nei gesti di solidarietà
che arricchiscono il banchetto della vita,
nel bene che cresce,
nel silenzio interiore
che è attesa e invocazione di te.
Perché senza di te,
anche la speranza muore;
perché Tu sei la Vita, sei la nostra Pace,
la meta dei nostri cammini.
Donaci il coraggio del tuo Spirito
per riprendere sempre il cammino,
sulla tua strada..

Salmo 22

Il Signore è il mio pastore
Nulla manca ad ogni mia attesa
In verdissimi prati mi pasce
Mi disseta a placide acque.
E’ il ristoro dell’anima mia,
in sentieri diritti mi guida
per amore del santo suo nome;
dietro a lui mi sento sicuro.
Pur se andassi per valle oscura
Non avrò a temere alcun male
Perché sempre mi sei vicino
Mi sostieni col tuo vincastro.
Quale mensa per me tu prepari
Sotto gli occhi dei miei nemici
E di olio mi ungi il capo
il mio calice è colmo di ebbrezza.
Bontà e grazia mi sono compagne
Quanto dura il mio cammino
Io starò nella casa di Dio
Lungo tutto il migrare dei giorni

Con amicizia e affetto, in Cristo,

don Licio assistente