Messaggio per la quaresima: compassione per le vittime innocenti
“Mettere il mistero pasquale al centro della vita significa sentire compassione per le piaghe di Cristo crocifisso presenti nelle tante vittime innocenti delle guerre, dei soprusi contro la vita, dal nascituro fino all’anziano, delle molteplici forme di violenza, dei disastri ambientali, dell’iniqua distribuzione dei beni della terra, del traffico di esseri umani in tutte le sue forme e della sete sfrenata di guadagno, che è una forma di idolatria”. È un appello a 360°, quello con cui si conclude il messaggio del Papa per la Quaresima sul tema “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio”. “Anche oggi – scrive Francesco – è importante richiamare gli uomini e le donne di buona volontà alla condivisione dei propri beni con i più bisognosi attraverso l’elemosina, come forma di partecipazione personale all’edificazione di un mondo più equo”. “La condivisione nella carità rende l’uomo più umano”, la tesi del Papa: “L’accumulare rischia di abbrutirlo, chiudendolo nel proprio egoismo”. L’appello a tutti è conversione e preghiera due atteggiamenti caratteristici del tempo quaresimale.(Il messaggio del Papa)
Querida Amazonia: l’Esortazione post-sinodale
Il documento traccia nuovi cammini di evangelizzazione e di cura dell’ambiente e dei poveri e auspica un nuovo slancio missionario incoraggiando il ruolo dei laici nelle comunità ecclesiali.
“L’amata Amazzonia si mostra di fronte al mondo con tutto il suo splendore, il suo dramma, il suo mistero”. Inizia così l’Esortazione apostolica post-sinodale, Querida Amazonia. Il Pontefice, nei primi punti, (2-4) spiega “il senso di questa Esortazione” ricca di riferimenti a documenti delle Conferenze episcopali dei Paesi amazzonici ma anche a poesie di autori legati all’Amazzonia. Sottolinea che desidera “esprimere le risonanze” che il Sinodo ha provocato in lui. E precisa che non intende né sostituire né ripetere il Documento finale che invita a leggere “integralmente”, auspicando che tutta la Chiesa si lasci “arricchire e interpellare” da esso e che la Chiesa dell’Amazzonia si impegni “nella sua applicazione”. Francesco condivide i suoi “Sogni per l’Amazzonia” (5-7), la cui sorte deve preoccupare tutti perché questa terra è anche “nostra”. Formula cosi “quattro grandi sogni”: che l’Amazzonia “lotti per i diritti dei più poveri”, “che difenda la ricchezza culturale”, che “custodisca gelosamente l’irresistibile bellezza naturale”, che infine le comunità cristiane siano “capaci di impegnarsi e di incarnarsi in Amazzonia”.
Mediterraneo, frontiera di pace
Si è concluso domenica 23 febbraio a Bari, con la Messa celebrata da Papa Francesco, l'incontro Mediterraneo frontiera di pace” promosso dalla CEI, che ha riunito 58 vescovi di 20 nazioni affacciate sul grande mare.Due i grandi temi che si sono affrontati: la trasmissione della fede e il rapporta tra Chiesa e società.
Nella Messa iniziale il Cardinale Bassetti, presidente della CEI, ha reso evidente l'obiettivo dell'incontro: cercare nuove vie di riconciliazione tra i popoli: “Sono convinto che la pace nel mondo dipenda dalla pace nel Mediterraneo”, spiega il cardinale. Per questo il Mediterraneo, oggi “ridotto a tomba di migliaia di fratelli”, deve tornare ad essere “mosaico delle culture e delle tradizioni cristiane”, ha sottolineato ancora Bassetti nell'incontro di apertura, dove ha ricordato le situazioni di ingiustizia e iniquità che “minano il fondamento dei diritti inviolabili della persona” e ha indicato con chiarezza il ruolo delle Chiese “Chiese che ritornano costantemente alle sorgenti della fede... Chiese della profezia”.
La dimensione pubblica della fede
Viviamo oggi un cambio epocale in cui è coinvolta anche la nostra fede e la nostra appartenenza alla chiesa. La fede è sempre più relegata nell’ambito del privato se non della devozione magica e si rischia di fare confusione tra fede e religione. Fede e religione non sono sinonimi anche se tra loro connessi. La fede è un’esperienza esistenziale radicata su una scelta di fondo che tocca tutti gli aspetti della vita; abbiamo sempre più bisogno di una fede personale, vissuta e testimoniata. L’obiettivo quindi del Piano di lavoro è dare voce ad un modo di pensare, di vivere e di decidere alternativo, in sintonia con la vita e le scelte di Cristo.Egli negli anni della sua vita pubblica ha predicato il Regno di Dio e lo ha mostrato con gesti e segni a vantaggio degli ultimi. Le prime comunità cristiane hanno fatto proprio questo stile di vita e ne hanno fatto fermento di cambiamento per tutta la società. Oggi nella vita della comunità è prevalso un atteggiamento di disinteresse nei confronti dell’impegno politico e culturale.
La proposta del Movimento per questo anno è un itinerario che tenga in considerazioni le convinzioni di fede personali, comunitarie e il cammino dell'umanità per rinnovare la capacità di annuncio e di immaginazione verso un bene comune possibile per tutti.
Costruire un ponte tra il mondo della Bibbia e il nostro mondo
Seminario biblico-teologico Roma 7-9 febbraio 2020
P. Jean Louis Ska ha sviluppato i suoi interventi su tre direttrici: come si legge la Bibbia, quali le mediazioni necessarie per una lettura critica della Bibbia, generi e convenzioni letterarie nell'AT e nel NT. Ha sottolineato come un uso utilitaristico del testo biblico (come lo posso usare?) può far sì che il racconto venga usato in funzione di una verità che si vuole spiegare a discapito di una corretta interpretazione del testo. Il teso biblico, invece, ha bisogno di un approccio paziente, che si soffermi sulle immagini e sui dettagli. Le immagini sono essenziali per entrare, attraverso il linguaggio simbolico, nel vero significato e i dettagli sono essenziali ai fini dell'esperienza della lettura. “La Bibbia è uno spartito di musica da interpretare”, la scelta è interpretare bene o male, tenuto conto che l'ispirazione non sta nelle note (personaggi, fatti) ma nella musica; è una qualità dell'insieme che si distribuisce nel testo. Per interpretare bene il testo biblico sono necessarie alcune mediazioni e la collocazione in un contesto storico e letterario che aiuta a non interpretare il testo in senso puramente letterale. Si supera così anche la lettura utilitaristica della Bibbia, che ha un valore in se stessa e che attraverso la narrazione ci rivela il suo fondamento: la ragione ultima dell'universo è la gratuità (Pr 8).
E di una Chiesa locale di oggi ci ha parlato P. Miguel Yanez, introducendoci nelle dinamiche che hanno suggerito il Sinodo sull'Amazzonia e accompagnato il suo sviluppo. Per capire le tensioni e le esigenze della Chiesa amazzonica bisogna che noi occidentali usciamo da una concezione eurocentrica della Chiesa; non è possibile, in realtà lontane dai nostri modi di vivere e di pensare, proporre soluzioni che risultano impraticabili. P.Yanez ha offerto una lettura del valore simbolico del Sinodo sia dal punto di vista simbolico dal punto di vista ecclesiale che ambientale. Le problematiche che emergono dall'Amazzonia sono problematiche mondiali, i giovani vivono la tensione tra la cultura globalizzata e la loro tradizione così come avviene ovunque.
Che cosa ha ascoltato il Sinodo? Il grido della Terra e il grido dei poveri. L'ascolto modifica l'annuncio; la verità va capita nel dialogo, va fatta emergere dal dialogo; la verità è relazionale, non relativistica. Il dialogo, invece, continua ad essere un problema nella società contemporanea che ama un confronto che contrappone e dal quale scaturisce la violenza.
La Chiesa di Francesco, un cantiere a cielo aperto, è connotata dal dialogo ha affermato la prof.ssa Marinella Perroni.
Perché cantiere? Quella di Francesco è una Chiesa decentralizzata che vuole dare respiro e ruolo alle conferenze episcopali, cantieri radicati nelle realtà locali, ma che devono garantire l'universalità della Chiesa; una Chiesa in uscita verso le periferie esistenziali, che tiene conto del fatto che oggi sono mutate le regole della dialettica tra centro e periferia perché non c'è più un solo centro.
La teologia di Francesco non è vincolata all'ambito accademico, vuole intrecciarsi con le condizioni di vita degli uomini d'oggi, abitare la pastorale. Il magistero di Francesco è riconducibile a una delle dimensioni fondamentali della teologia biblica, quella kerigmatica; l'annuncio di Francesco ha al centro la persona di Gesù e il suo messaggio, una parola spinta alla trasformazione del mondo. Venire “dalla fine del mondo”, espressione che Francesco ha usato quando si è presentato ai fedeli, non è un'espressione geografica, significa essere toccati dalla responsabilità di aver costruito un sistema iniquo.



