Pandemia limitazione o limite? Spunti da Laudato sii e Fratelli tutti – mons. Renzo Pegoraro
Card. Zuppi: "aiutaci a scegliere la direzione"
LETTERA ALLA COSTITUZIONE
Una insolita lettera è stata scritta dal Cardinale Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi.
Il porporato ha sentito il bisogno di scrivere alla Costituzione -“Cara Costituzione” è l'esordio - in questo tempo difficile della nostra storia nazionale: difficile per il persistere del Covid, della sofferenza morale e materiale provocata dal virus, e difficile anche per le lacerazioni sociali e politiche che stanno attraversando la nostra collettività. Il porporato, congratulandosi con la Costituzione per i suoi 75 anni ben portati, ritiene che sia il caso di rivolgersi ai suoi principii ispiratori in questo momento di smarrimento. “Dobbiamo imparare che c'è un limite nell'esercizio del potere e che i diritti sono sempre collegati a delle responsabilità collettive”.
Ricorda come i padri costituenti pur “diversissimi avversari, con idee molto distanti” riuscirono a mettersi d'accordo su quello che contava per ricostruire il nostro paese. Li animava la “speranza” che “possiamo stare bene assieme”; inoltre la Carta ricorda che “dobbiamo imparare che c'è un limite nell'esercizio del potere e che i diritti sono sempre collegati a delle responsabilità collettive”, che “i diritti impongono dei doveri” e che ognuno è chiamato a “progettarsi, pensarsi e immaginarsi sempre insieme agli altri” a “mettere le proprie capacità al servizio della fraternità”.
La lettera ripercorre i principi fondamentali della Carta e sottolinea che “la libertà non è mai solo da qualcuno ma per qualcuno”. Il Cardinale Zuppi chiede di superare gli interessi di parte e di alimentare un “vero amore politico” secondo il richiamo della “Fratelli tutti”. Lancia infine un appello alla pace, tornando a ricordare la capacità di chi ha saputo unire dopo la guerra e invitando a riprenderne l'eredità.
(Il testo integrale della lettera)
La natività nel vangelo di Luca - Conferenza di P. Jean Louis Ska
Un anno di riflessione sull'Amoris Laetitia
E' questo l'annuncio dato dal Papa prima della recita dell'Angelus di domenica 27 dicembre. Un modo per ricordare il quinto anniversario dell'Esortazione apostolica Amoris Laetitia che ricorre il 19 marzo 2021. L'anno di riflessione si concluderà il 26 giugno 2022 in occasione del X Incontro mondiale delle famiglie a Roma."L'esperienza della pandemia ha messo maggiormente in luce il ruolo centrale della famiglia come chiesa domestica - si legge nel comunicato del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita - e ha evidenziato l'importanza dei legami tra famiglie, che rendono la chiesa 'famiglia di famiglie' (A.L. 87)". Il Dicastero ha curato un vademecum con le diverse iniziative.
San Giuseppe: con il cuore di un padre
Con un apposito decreto e con la lettera apostolica Patris Corde, Papa Francesco ha indetto uno speciale Anno di San Giuseppe, da oggi, fino all'8 dicembre 2021.
Ricorrono i 150 anni del Decreto Quemadmodum Deus, con il quale Pio IX, “mosso dalle gravi e luttuose circostanze in cui versava una Chiesa insidiata dall’ostilità degli uomini”, dichiarò San Giuseppe Patrono della Chiesa Cattolica. E alla figura del custode di Gesù Francesco dedica anche un’apposita Lettera apostolica: “tale desiderio – rivela il Papa – è cresciuto durante questi mesi di pandemia, in cui possiamo sperimentare, in mezzo alla crisi che ci sta colpendo, che le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermiere e infermieri, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo”. “Tutti possono trovare in San Giuseppe, l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta, un intercessore, un sostegno e una guida nei momenti di difficoltà”, assicura Francesco, secondo il quale “San Giuseppe ci ricorda che tutti coloro che stanno apparentemente nascosti o in ‘seconda linea’ hanno un protagonismo senza pari nella storia della salvezza”.



