La lettera dei Responsabili Nazionali
Care amiche e cari amici,
siamo vicini ad ognuno di voi in un momento così difficile da comprendere e da vivere. Il virus che ha scosso la realtà sociale, la nostra economia, i tanti precari che stanno perdendo il lavoro o lo potranno perdere, gli incerti della borsa che mettono a repentaglio I risparmi, il blocco dei trasporti e del turismo, ci ha messo davanti alla globalizzazione da un’altra punto di vista dal quale eravamo abituati ad osservarla.Ora ci poniamo tante nuove domande sul nostro modo di vivere insieme, di avere relazioni, di lavorare… Come sarà il futuro? Non lo sappiamo e non possiamo prevedere molto, per ora possiamo cercare di contenere il virus a prezzo di sacrifici enormi senza però che questo mini le nostre certezze e aumenti troppo le nostre paure.
Da cristiani viviamo come sempre la nostra fede fatta di relazione, di comunità, di dialogo con tutti fratelli e stranieri; da cristiani non vogliamo sottostare ad un individualismo dilagante, al prevalere della paura.Mille e a volte contraddittorie sono le informazioni che ci arrivano dai mezzi di comunicazione e dai social; mai come ora è necessario attivare il nostro pensiero critico e riflettere, usare il nostro discernimento, avere consapevolezza nell’informarsi, fiducia nelle regole che il governo ci impone e responsabilità personale nel nostro modo di agire. Crediamo che Rinascita Cristiana ci ha formati a tutto questo!
Che la Speranza di tempi migliori non ci abbandoni mai, noi siamo con voi con il nostro affetto e con le nostre preghiere e cercheremo di portare avanti i nostri obbiettivi e progetti sempre con l’aiuto del Signore.
Vi abbracciamo uno per uno, i vostri ResponsabiliSerena, Padre Licio, Francesca
Messaggio per la quaresima: compassione per le vittime innocenti
“Mettere il mistero pasquale al centro della vita significa sentire compassione per le piaghe di Cristo crocifisso presenti nelle tante vittime innocenti delle guerre, dei soprusi contro la vita, dal nascituro fino all’anziano, delle molteplici forme di violenza, dei disastri ambientali, dell’iniqua distribuzione dei beni della terra, del traffico di esseri umani in tutte le sue forme e della sete sfrenata di guadagno, che è una forma di idolatria”. È un appello a 360°, quello con cui si conclude il messaggio del Papa per la Quaresima sul tema “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio”. “Anche oggi – scrive Francesco – è importante richiamare gli uomini e le donne di buona volontà alla condivisione dei propri beni con i più bisognosi attraverso l’elemosina, come forma di partecipazione personale all’edificazione di un mondo più equo”. “La condivisione nella carità rende l’uomo più umano”, la tesi del Papa: “L’accumulare rischia di abbrutirlo, chiudendolo nel proprio egoismo”. L’appello a tutti è conversione e preghiera due atteggiamenti caratteristici del tempo quaresimale.(Il messaggio del Papa)
Querida Amazonia: l’Esortazione post-sinodale
Il documento traccia nuovi cammini di evangelizzazione e di cura dell’ambiente e dei poveri e auspica un nuovo slancio missionario incoraggiando il ruolo dei laici nelle comunità ecclesiali.
“L’amata Amazzonia si mostra di fronte al mondo con tutto il suo splendore, il suo dramma, il suo mistero”. Inizia così l’Esortazione apostolica post-sinodale, Querida Amazonia. Il Pontefice, nei primi punti, (2-4) spiega “il senso di questa Esortazione” ricca di riferimenti a documenti delle Conferenze episcopali dei Paesi amazzonici ma anche a poesie di autori legati all’Amazzonia. Sottolinea che desidera “esprimere le risonanze” che il Sinodo ha provocato in lui. E precisa che non intende né sostituire né ripetere il Documento finale che invita a leggere “integralmente”, auspicando che tutta la Chiesa si lasci “arricchire e interpellare” da esso e che la Chiesa dell’Amazzonia si impegni “nella sua applicazione”. Francesco condivide i suoi “Sogni per l’Amazzonia” (5-7), la cui sorte deve preoccupare tutti perché questa terra è anche “nostra”. Formula cosi “quattro grandi sogni”: che l’Amazzonia “lotti per i diritti dei più poveri”, “che difenda la ricchezza culturale”, che “custodisca gelosamente l’irresistibile bellezza naturale”, che infine le comunità cristiane siano “capaci di impegnarsi e di incarnarsi in Amazzonia”.
Mediterraneo, frontiera di pace
Si è concluso domenica 23 febbraio a Bari, con la Messa celebrata da Papa Francesco, l'incontro Mediterraneo frontiera di pace” promosso dalla CEI, che ha riunito 58 vescovi di 20 nazioni affacciate sul grande mare.Due i grandi temi che si sono affrontati: la trasmissione della fede e il rapporta tra Chiesa e società.
Nella Messa iniziale il Cardinale Bassetti, presidente della CEI, ha reso evidente l'obiettivo dell'incontro: cercare nuove vie di riconciliazione tra i popoli: “Sono convinto che la pace nel mondo dipenda dalla pace nel Mediterraneo”, spiega il cardinale. Per questo il Mediterraneo, oggi “ridotto a tomba di migliaia di fratelli”, deve tornare ad essere “mosaico delle culture e delle tradizioni cristiane”, ha sottolineato ancora Bassetti nell'incontro di apertura, dove ha ricordato le situazioni di ingiustizia e iniquità che “minano il fondamento dei diritti inviolabili della persona” e ha indicato con chiarezza il ruolo delle Chiese “Chiese che ritornano costantemente alle sorgenti della fede... Chiese della profezia”.
La dimensione pubblica della fede
Viviamo oggi un cambio epocale in cui è coinvolta anche la nostra fede e la nostra appartenenza alla chiesa. La fede è sempre più relegata nell’ambito del privato se non della devozione magica e si rischia di fare confusione tra fede e religione. Fede e religione non sono sinonimi anche se tra loro connessi. La fede è un’esperienza esistenziale radicata su una scelta di fondo che tocca tutti gli aspetti della vita; abbiamo sempre più bisogno di una fede personale, vissuta e testimoniata. L’obiettivo quindi del Piano di lavoro è dare voce ad un modo di pensare, di vivere e di decidere alternativo, in sintonia con la vita e le scelte di Cristo.Egli negli anni della sua vita pubblica ha predicato il Regno di Dio e lo ha mostrato con gesti e segni a vantaggio degli ultimi. Le prime comunità cristiane hanno fatto proprio questo stile di vita e ne hanno fatto fermento di cambiamento per tutta la società. Oggi nella vita della comunità è prevalso un atteggiamento di disinteresse nei confronti dell’impegno politico e culturale.
La proposta del Movimento per questo anno è un itinerario che tenga in considerazioni le convinzioni di fede personali, comunitarie e il cammino dell'umanità per rinnovare la capacità di annuncio e di immaginazione verso un bene comune possibile per tutti.




