Rotta Balcanica: appello dei gruppi romani
Forte preoccupazione per “le condizioni precarie in cui versano migranti e richiedenti asilo nel campo di Lipa, in Bosnia-Erzegovina” è stata espressa da alcuni gruppi romani di Rinascita Cristiana che hanno indirizzato un documento al Movimento internazionale d’Apostolato dei ceti sociali indipendenti (Miamsi) perché chieda “al Consiglio d’Europa di dibattere e imporre regole più giuste a tutti i Paesi membri per la protezione dei migranti e richiedenti asilo”. “Come europei e come cristiani oggi diciamo basta al guardare distrattamente cosa avviene nella nostra casa comune, per volgere la mente alle nostre occupazioni quotidiane”, scrivono i membri di Rinascita Cristiana, per i quali quanto “avviene in questi giorni tra le città di Bihac e Velika Kladusa, in Bosnia-Erzegovina, e la regione croata che comprende anche il parco nazionale patrimonio Unesco dei laghi di Plitvice è contrario alla politica europea dei diritti dell’uomo e dei diritti dei migranti e richiedenti asilo”. Alle “colpe principali” attribuibili ai Governi della Croazia e della Bosnia-Erzegovina, si somma il mancato intervento da parte della Commissione Europea “malgrado i molti allarmi pervenuti finora”. Secondo il documento indirizzato al Miamsi, inoltre, “la nuova politica europea in materia, ‘The new pact on migration and Asylum’, non sembra soddisfare le condizioni per impedire che queste situazioni si ripetano, in particolare per la protezione della vita e della dignità di coloro che cercano rifugio o lavoro in Europa e per assicurare pronte sanzioni certe a quegli stati membri che infrangono le politiche europee e la Carta dei diritti umani in materia di accoglienza”. (Leggi l’appello)
Pandemia limitazione o limite? Spunti da Laudato sii e Fratelli tutti – mons. Renzo Pegoraro
Card. Zuppi: "aiutaci a scegliere la direzione"
LETTERA ALLA COSTITUZIONE
Una insolita lettera è stata scritta dal Cardinale Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi.
Il porporato ha sentito il bisogno di scrivere alla Costituzione -“Cara Costituzione” è l'esordio - in questo tempo difficile della nostra storia nazionale: difficile per il persistere del Covid, della sofferenza morale e materiale provocata dal virus, e difficile anche per le lacerazioni sociali e politiche che stanno attraversando la nostra collettività. Il porporato, congratulandosi con la Costituzione per i suoi 75 anni ben portati, ritiene che sia il caso di rivolgersi ai suoi principii ispiratori in questo momento di smarrimento. “Dobbiamo imparare che c'è un limite nell'esercizio del potere e che i diritti sono sempre collegati a delle responsabilità collettive”.
Ricorda come i padri costituenti pur “diversissimi avversari, con idee molto distanti” riuscirono a mettersi d'accordo su quello che contava per ricostruire il nostro paese. Li animava la “speranza” che “possiamo stare bene assieme”; inoltre la Carta ricorda che “dobbiamo imparare che c'è un limite nell'esercizio del potere e che i diritti sono sempre collegati a delle responsabilità collettive”, che “i diritti impongono dei doveri” e che ognuno è chiamato a “progettarsi, pensarsi e immaginarsi sempre insieme agli altri” a “mettere le proprie capacità al servizio della fraternità”.
La lettera ripercorre i principi fondamentali della Carta e sottolinea che “la libertà non è mai solo da qualcuno ma per qualcuno”. Il Cardinale Zuppi chiede di superare gli interessi di parte e di alimentare un “vero amore politico” secondo il richiamo della “Fratelli tutti”. Lancia infine un appello alla pace, tornando a ricordare la capacità di chi ha saputo unire dopo la guerra e invitando a riprenderne l'eredità.
(Il testo integrale della lettera)
La natività nel vangelo di Luca - Conferenza di P. Jean Louis Ska
Un anno di riflessione sull'Amoris Laetitia
E' questo l'annuncio dato dal Papa prima della recita dell'Angelus di domenica 27 dicembre. Un modo per ricordare il quinto anniversario dell'Esortazione apostolica Amoris Laetitia che ricorre il 19 marzo 2021. L'anno di riflessione si concluderà il 26 giugno 2022 in occasione del X Incontro mondiale delle famiglie a Roma."L'esperienza della pandemia ha messo maggiormente in luce il ruolo centrale della famiglia come chiesa domestica - si legge nel comunicato del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita - e ha evidenziato l'importanza dei legami tra famiglie, che rendono la chiesa 'famiglia di famiglie' (A.L. 87)". Il Dicastero ha curato un vademecum con le diverse iniziative.



