I cantieri di Betania
Inizia il secondo anno del cammino sinodale. Il documento – spiega il cardinale Zuppi - «è frutto della sinodalità e nasce dalla consultazione del popolo di Dio, per il prosieguo del cammino che intende coinvolgere anche coloro che sono restati ai margini. È necessario ascoltare per capire - e tanti non si sentono ascoltati -; per non parlare sopra; per farci toccare il cuore; per comprendere le urgenze e sentire le sofferenze; per farci ferire dalle attese; per annunciare il Signore Gesù». Il testo presenta tre cantieri: la strada e il villaggio; l’ospitalità e la casa; le diaconie e la formazione spirituale.
Questi cantieri potranno essere adattati liberamente a ciascuna realtà, scegliendo quanti e quali proporre nei diversi territori. A questi, ogni Chiesa locale potrà aggiungerne un quarto che valorizzi una priorità risultante dalla propria sintesi diocesana o dal Sinodo che sta celebrando o ha concluso da poco. Il documento viene diffuso all’inizio dell’estate, “perché così abbiamo modo di impostare il cammino del prossimo anno”. “Lo sappiamo: a volte sarà faticoso, altre coinvolgente, altre ancora gravato dalla diffidenza che ‘tanto poi non cambia niente’, ma siamo certi – conclude il Card. Zuppi – che lo Spirito trasformerà la nostra povera vita e le nostre comunità e le renderà capaci di uscire, come a Pentecoste, e di parlare pieni del suo amore”.
In vista della realizzazione dei cantieri, durante l’estate, attraverso il sito dedicato (https://camminosinodale.chiesacattolica.it/), verranno messe a disposizione esperienze e buone pratiche come doni reciproci tra le Chiese locali.
Un appello perché vada avanti il progetto di comunità energetiche
Un impegno preso dal governo italiano e auspicato nella Settimana Sociale di Taranto, ma mancano i decreti attuativi. Rinascita Cristiana tra i primi cento firmatari.
L’aggressione russa dell’Ucraina ha messo in luce quanto la dipendenza energetica dalle fonti fossili (e in particolare dal gas russo) sia un profondo fattore di debolezza per l’Italia e per l’Unione Europea. E ha rafforzato, se ce ne fosse stato bisogno, la convinzione che l’obiettivo della transizione ecologica non è solo urgente per motivi di contrasto alla sempre più grave emergenza climatica, salute e lotta all’inquinamento, convenienza di prezzo (la produzione di energia da fonti rinnovabili è oggi la meno cara), ma anche per evitare di essere esposti a rischi geopolitici e ad una volatilità dei prezzi che è un grave fattore di rischio per le imprese ed ha fatto risorgere l’inflazione, con una vera e propria “controsanzione” della Russia nei nostri confronti che sta erodendo potere d’acquisto e valore dei risparmi facendo precipitare sotto la soglia di povertà nuovi gruppi sociali.
Consapevole di ciò, a seguito della guerra, l’Unione Europea ha rivisto verso l’alto rendendo più ambizioso con il programma RePowerEU l’obiettivo di aumento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili passando dal 40 al 45 percento entro il 2030. Il piano nazionale italiano per l’energia e il clima (PNIEC) dovrà essere aggiornato per allinearlo ai target europei e per raggiungere i medesimi traguardi ambiziosi che si perseguono semplificando gli iter autorizzativi, stimolando l’autoproduzione di energia per imprese industriali, agricole e comunità. E’ su questo terzo fronte che il governo italiano ha recepito la direttiva europea REDII che propone la soluzione della comunità energetica come strumento per la transizione ecologica allargando la sua portata potenziale con un recente decreto legge. Il decreto ha suscitato molte iniziative, entusiasmi e progetti che sono ora in sospeso per la mancanza dei decreti attuativi. Ne va di mezzo anche l’utilizzo dei 2,2 miliardi di fondi previsti dal PNRR per finanziare le comunità energetiche nei piccoli comuni attraverso forme di credito agevolato.
I padroni della terra
E' stato presentato a Roma il V Rapporto FOCSIV "I padroni della terra". Rapporto sull'accaparramento della terra 2022: conseguenze sui diritti umani, ambiente e migrazioni.
Dal Rapporto emerge come siano 91,7 milioni di ettari le terre che sono state accaparrate negli ultimi vent'anni a danno delle comunità locali, dei contadini e dei popoli nativi; i dati sono stati rilevati a marzo dalla banca dati di Land Matrix, il sito che raccoglie informazioni sui contratti di cessione e affitto di grandi estensioni di terra. Il paese più colpito è il Perù a cui seguono il Brasile, l'Argentina, l'Indonesia e la Papua Nuova Guinea, nell'Europa orientale l'Ucraina e nel continente africano il Sud Sudan, il Monzambico, la Liberia e il Madagascar.
Un'altra situazione drammatica messa in luce dal Rapporto è quella della deforestazione per lo sfruttamento delle risorse naturali a favore dell'espansione delle grandi piantagioni monoculturali. Le conseguenze sono pesanti e molteplici: perdita della biodiversità, espulsioni delle popolazioni native, insicurezza umana e nuove tensioni.
Su questo tema si è svolto a Roma alla Domus Mariae un interessante convegno promosso dalla Pastorale Sociale del Lavoro della CEI.
Il Rapporto della FOCSIV indica dieci raccomandazioni rese ormai urgenti dalla guerra in Ucraina che sta aggravando l'insicurezza alimentare dei paesi più vulnerabili. (Scarica il Rapporto)
X incontro mondiale delle famiglie con il Papa
I contenuti dell'incontro sintetizzati da Pier Giuseppe Accornero che ringraziamo.
«La famiglia è il luogo dove si impara ad amare e a uscire da sé. La Chiesa è con voi. Tanti giovani non hanno il coraggio di sposarsi». Posa i fogli e racconta: «Tante mamme mi dicono: “Faccia qualcosa, parli a mio figlio, che non si sposa, ha 37 anni!”. “Signora, cominci a non stirargli le camicie e a mandarlo via dal nido”. L’amore familiare spinge i figli a volare; non è possessivo ed è libero. Nei momenti difficili, nelle crisi non prendete la strada facile: “Torno dalla mamma”. No, andate avanti, con coraggio». Al X Incontro mondiale in una coloritissima piazza San Pietro, Papa Francesco invita a vivere in famiglia la libertà, che si esprime nel servizio; a dare fiducia ai figli e a essere fedeli alla vocazione di sposi; a tutti affida il mandato di annunciare dovunque il Vangelo. La celebrazione eucaristica conclusiva è presieduta dal cardinale Kevin Joseph Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita e non dal Papa, per i noti problemi al ginocchio.
La libertà portata da Gesù è orientata all'amore – Le letture della Messa della XIII domenica del Tempo ordinario parlano di «vocazione», tema dell’Incontro «L’amore familiare: vocazione e via di santità». «Tutti desiderano essere liberi e tutti aspirano ad affrancarsi da ogni “prigione” culturale, sociale, economica. Ma quella che conta è la libertà interiore: Cristo, a prezzo del suo sangue, ci libera da ogni schiavitù: «Tutti voi coniugi, formando la vostra famiglia, con la grazia di Cristo avete fatto una scelta coraggiosa: non usare la vostra libertà per voi stessi, ma per amare le persone che Dio vi ha messo accanto. Non vivere come “isole”, “pianeti” e “satelliti” che viaggiano ognuno sulla propria orbita. La famiglia è il luogo dell’incontro, della condivisione, dell’uscire da sé; è il primo luogo dove si impara ad amare. Di ama i giovani, ma non è iperprotettivo; ha fiducia in loro e chiama ciascuno alla misura alta della vita e della missione. Dio ci mostra la strada: non preservare i figli da ogni disagio e sofferenza».
Giornata del creato: la guerra distrugge la terra e limita la distribuzione del cibo
Nel messaggio della Cei per la prossima Giornata del creato, 1 settembre, troviamo forte l'invito a tornare al "gusto del pane” da condividere tra fratelli.
Il Messaggio “Prese il pane, rese grazie”, è stato preparato dalla Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace e dalla Commissione Episcopale per l'ecumenismo e il dialogo; accompagnerà anche il tempo del Creato dal 1° settembre al 4 ottobre 2022).
“Chi non è grato non è misericordioso. Chi non è grato non sa prendersi cura e diventa predone e ladro, favorendo le logiche perverse dell’odio e della guerra. Chi non è grato diventa vorace, si abbandona allo spreco, spadroneggia su quanto, in fondo, non è suo ma gli è stato semplicemente offerto. Chi non è grato, può trasformare una terra ricca di risorse, granaio per i popoli, in un teatro di guerra, come tristemente continuiamo a constatare in questi mesi”. Con una guerra che distrugge la terra e limita la distribuzione del cibo” “siamo tutti a rischio di divenire ingrati e rapinatori; ingrati ed ingiusti. E questo verso la creazione, la società umana e Dio”. “Gesù, dopo aver preso il pane nelle sue mani, pronuncia le parole di benedizione e rende grazie”, ricordano i vescovi nel messaggio: “È la gratitudine il suo atteggiamento più distintivo, nel solco della tradizione pasquale. Essere grati è, dunque, l’attitudine fondamentale di ogni cristiano, è la matrice che ne plasma la vita; più radicalmente, è la cifra sintetica di ogni essere umano: siamo tutti ‘un grazie che cammina’. (Leggi l'intero documento)



