Papa famiglie 22I contenuti dell'incontro sintetizzati da Pier Giuseppe Accornero che ringraziamo.
«La famiglia è il luogo dove si impara ad amare e a uscire da sé. La Chiesa è con voi. Tanti giovani non hanno il coraggio di sposarsi». Posa i fogli e racconta: «Tante mamme mi dicono: “Faccia qualcosa, parli a mio figlio, che non si sposa, ha 37 anni!”. “Signora, cominci a non stirargli le camicie e a mandarlo via dal nido”. L’amore familiare spinge i figli a volare; non è possessivo ed è libero. Nei momenti difficili, nelle crisi non prendete la strada facile: “Torno dalla mamma”. No, andate avanti, con coraggio». Al X Incontro mondiale in una coloritissima piazza San Pietro, Papa Francesco invita a vivere in famiglia la libertà, che si esprime nel servizio; a dare fiducia ai figli e a essere fedeli alla vocazione di sposi; a tutti affida il mandato di annunciare dovunque il Vangelo. La celebrazione eucaristica conclusiva è presieduta dal cardinale Kevin Joseph Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita e non dal Papa, per i noti problemi al ginocchio.

La libertà portata da Gesù è orientata all'amore – Le letture della Messa della XIII domenica del Tempo ordinario parlano di «vocazione», tema dell’Incontro «L’amore familiare: vocazione e via di santità». «Tutti desiderano essere liberi e tutti aspirano ad affrancarsi da ogni “prigione” culturale, sociale, economica. Ma quella che conta è la libertà interiore: Cristo, a prezzo del suo sangue, ci libera da ogni schiavitù: «Tutti voi coniugi, formando la vostra famiglia, con la grazia di Cristo avete fatto una scelta coraggiosa: non usare la vostra libertà per voi stessi, ma per amare le persone che Dio vi ha messo accanto. Non vivere come “isole”, “pianeti” e “satelliti” che viaggiano ognuno sulla propria orbita. La famiglia è il luogo dell’incontro, della condivisione, dell’uscire da sé; è il primo luogo dove si impara ad amare. Di ama i giovani, ma non è iperprotettivo; ha fiducia in loro e chiama ciascuno alla misura alta della vita e della missione. Dio ci mostra la strada: non preservare i figli da ogni disagio e sofferenza».

Il Vangelo di Luca descrive tre chiamate ad «aspiranti discepoli di Gesù». Chiamate esigenti che riservano continue sorprese: «Voi sposati, accogliendo la chiamata al matrimonio e alla famiglia, avete lasciato il “nido” e avete iniziato un viaggio, di cui non potevate conoscere le tappe e che vi presenta situazioni sempre nuove ed eventi inaspettati. Care famiglie, siete invitate a non avere altre priorità, a “non volgervi indietro”, non rimpiangere la vita e la libertà di prima. Siate il seme di un popolo nuvo e del volto di Dio. Il prossimo raduno sarà il «Giubileo delle famiglie» a Roma per l’Anno Sano 2025; l’XI Incontro mondiale sarà nel 2028. Il Papa legge il testo «mandato missionario» alle famiglie che invita ad annunciare a tutti la bellezza della famiglia e del Vangelo.

«La Chiesa deve essere “il buon samaritano” delle famiglie». Francesco incoraggia a «partire dalla propria situazione reale, per provare a camminare insieme, come sposi, insieme alla vostra famiglia, insieme alle famiglie, insieme alla Chiesa». Fondamentali, in questo Incontro mondiale, le testimonianze degli sposi e delle famiglie. Luigi e Serena, nelle difficoltà del matrimonio, hanno trovato sostegno dalle altre famiglie perché – osserva il Pontefice - «il matrimonio non è una formalità da adempiere; non ci si sposa per essere cattolici, per obbedire a una regola, perché lo dice la Chiesa; ci si sposa perché si vuole fondare il matrimonio sull’amore di Cristo». Parlando dell’esperienza di Roberto e Maria Anselma - i genitori di Chiara Corbella, la giovane madre che morì pur dare alla luce il figlio, rifiutando le cure abortive - «hanno testimoniato che la dura croce della malattia e della morte di Chiara non ha distrutto la famiglia e non ha eliminato la serenità e la pace dai vostri cuori». Il terzo passo è quello del perdono, stimolato dal racconto della crisi di Paul e Germaine, «che non hanno addolcito la realtà con un po’ di zucchero, ma hanno chiamato per nome tutte le cause della crisi: mancanza di sincerità, infedeltà, uso sbagliato dei soldi, idoli del potere e della carriera, rancore crescente e indurimento del cuore». Approva la scelta di rinnovare le promesse matrimoniali in una festa del perdono davanti ai figli. 

Francesco parla di accoglienza nella testimonianza di Iryna e Sofia: «La guerra vi ha messe di fronte al cinismo e alla brutalità, ma avete incontrato anche persone di grande umanità. Il peggio e il meglio dell’uomo! È importante per tutti non rimanere fissati sul peggio, ma valorizzare il meglio». Iryna e Sofia sono state accolte da Pietro ed Erika, che lo hanno agito «per gratitudine, e questa è la dinamica propria della famiglia». Infine un passo in più verso la fratellanza, con la storia di Zakia e Luca, Luca Attanasio ambasciatore italiano ucciso in Repubblica Democratico del Congo nel 2021: «Non solo l’esempio e l’eredità di Luca rimangono vivi e parlano alle coscienze di molti, ma anche l’organizzazione che Zakia porta avanti la sua missione. La missione diplomatica di Luca è diventata una missione di pace di tutta la famiglia».

Otto famiglie esemplari di Francia, Italia, Spagna, Giappone, Ruanda sottolineano la santità nelle famiglie: i santi francesi Louis e Zélie Martin, genitori di santa Teresa di Lisieux; i beati italiani Luigi Beltrame Quattrocchi e Maria Corsini; i venerabili Sergio Bernardini e Domenica Bedonni (Italia); i servi di Dio Tomás Alvira Alvira e Paquita Domínguez Susín (Spagna); Ulisse Amendolagine e Lelia Cossidente (Italia); Eduardo Ortiz de Landázuri Fernández de Heredia e Laura Busca Otaegui (Spagna); Takashi Paolo e Midori Marina Nagai (Giappone); Cyprien Rugamba e Daphrose Mukansanga martiri con i loro 6 su 7 figli (Ruanda).