In ricordo di don James Schianchi
Il Movimento Rinascita Cristiana ricorda con particolare affetto ed amicizia don James Schianchi.
Fin dal 1969, assistente dei gruppi di Parma, è sempre presente alle attività del Movimento Rinascita Cristiana a livello regionale e nazionale.
Assistente nazionale del Movimento per dieci anni dal 1995 al 2004 e subito dopo assistente internazionale del MIAMSI fino al 2013, don James ha contribuito allo sviluppo culturale del Movimento nazionale ed internazionale con particolare competenza negli anni della nascita di una società sempre più globalizzata.
Attento alla dimensione spirituale ed ecclesiale dei laici da lui seguiti, formati e rispettati nella loro peculiarità ecclesiale, ha ravvivato continuamente la fedeltà al Concilio Vaticano II.
Lo stesso impegno formativo verso i ceti medi, esplicato nella dimensione internazionale, lo ha portato a contribuire allo sviluppo dei Movimenti africani e alla formazione di una collaborazione viva tra le associazioni di Azione Cattolica specializzata a livello europeo (Relais Europeo del MIAMSI).
Il Movimento Rinascita Cristiana ringrazia il Signore per la sua opera, per la sua presenza e per il suo servizio presbiteriale e lo accompagna con la preghiera verso la casa del Padre.
8Xmille alla Chiesa cattolica: la firma della solidarietà
Una firma che non costa nulla, ma che vale molto per tanti. È la firma dei contribuenti che decidono di destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica. È un gesto importante che permette alla Chiesa cattolica di offrire aiuto, conforto e sostegno ai più fragili in Italia e nei paesi più poveri del mondo. Scopri di più su 8xmille.it (Youtube 8xmille)
La pace dono e promessa: il lavoro dei gruppi
In questo anno di riflessione e di azione per i gruppi di RC il tema della pace, proposto dal Piano di Lavoro 2022/23 è stato approfondito in tutte le città italiane in diversi modi e con diversi strumenti: conferenze, incontri via zoom, incontri di gruppo e attività cittadine con altre associazioni ecclesiali e civili.
Molti resoconti di inchiesta sono stati pubblicati sul numero di Rinascere 2/3 altri per motivi di spazio non hanno trovato posto sulla rivista; li inseriamo nel sito affinché siano a disposizione di tutto il Movimento. Per un approfondimento ulteriore segnaliamo anche la voce "Documenti".
(Leggi i documenti integrali)
Segnaliamo il percorso sinodale fatto a Genova da Rinascita Cristiana, Cif, Udi, Consultori e Sindacati CGIL, CISL, UIL nelle loro componenti femminili sul Cantiere della strada e del villaggio: COSTRUIRE PAROLE DI PACE
La Chiesa e i cristiani credono nella pace
La prolusione del Card. Matteo Zuppi all’Assemblea della Cei
“La guerra è una pandemia. Ci coinvolge tutti”. Lo ha detto il card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, affrontando il tema della pace in Ucraina, a partire dall’impegno di Papa Francesco per questo “popolo martoriato”. “Gli siamo grati per la sua profezia, così rara oggi, quando parlare di pace sembra evitare di schierarsi o non riconoscere le responsabilità”, ha affermato Zuppi introducendo i lavori dell’Assemblea della Cei, in corso in Vaticano fino al 25 maggio: “La sua voce si fa carico dell’ansia profonda, talvolta inespressa, spesso inascoltata, dei popoli che hanno bisogno della pace”. “Dove sono gli sforzi creativi di pace?”. È questa, per il presidente della Cei, la domanda da porsi, come ha fatto il Papa nel recente viaggio in Ungheria: “Lasciamoci inquietare da questa domanda, perché non rimanga solo la logica spietata del conflitto”. No, allora, al “deterioramento delle relazioni internazionali”, che comportano il “triste tramonto del sogno corale di pace, mentre si fanno spazio i solisti della guerra”, ha affermato il cardinale citando ancora il viaggio di Francesco in terra magiara. E ancora, sempre con le parole del Papa: “sembra essersi disgregato negli animi l’entusiasmo di edificare una comunità delle nazioni pacifica e stabile, mentre si marcano le zone, si segnano le differenze, tornano a ruggire i nazionalismi…
A livello internazionale pare persino che la politica abbia come effetto quello di infiammare gli animi anziché di risolvere i problemi, dimentica della maturità raggiunta dopo gli orrori della guerra e regredita a una sorta di infantilismo bellico. Ma la pace non verrà mai dal perseguimento dei propri interessi strategici, bensì da politiche capaci di guardare all’insieme, allo sviluppo di tutti”.
“Per noi la pace non è solo un auspicio, ma è la realtà stessa della Chiesa, che germina – come il segno di pace – dall’Eucaristia e dal Vangelo”. “Proprio tra pochi giorni ricorderemo i sessant’anni della morte di San Giovanni XXIII, che visse due guerre mondiali e attualizzò con efficacia il messaggio pacifico della fede con la Pacem in terris, cominciando a rivolgersi agli ‘uomini di buona volontà’”, ha sottolineato il cardinale: “Siamo il popolo della pace, a partire da Gesù che è la nostra pace. Lo siamo per la storia del nostro Paese, per la sua collocazione nel Mediterraneo, cerniera tra Nord e Sud, ma anche tra Est e Ovest. Lo siamo – mi sembra – per le radici più profonde e caratteristiche del nostro popolo”. E ancora “abbiamo bisogno di migranti per vivere”, mentre “ancora si rimanda decisione su ius culturae” e certamente il “naufragio di Cutro non doveva avvenire”. Infine parlando della sitazione politica italiana il Cardinale ricorda che “per cambiare la Costituzione è necessario ritrovare uno spirito costituente”, “primo banco di prova è legge elettorale”. (Il testo della Prolusione)
Parlare con il cuore. "Secondo verità nella carità" (Ef 4,15)
Saper parlare con il cuore significa educarsi alla pace e alla compassione per partecipare alla costruzione di una società più umana e più giusta. È questo il senso del messaggio di Papa Francesco per la 57° Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che sarà celebrata nella festa dell'Ascensione, il 21 maggio.
Cari fratelli e sorelle!
Dopo aver riflettuto, negli anni scorsi, sui verbi “andare e vedere” e “ascoltare” come condizione per una buona comunicazione, vorrei con questo Messaggio per la LVII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali soffermarmi sul “parlare con il cuore”. È il cuore che ci ha mosso ad andare, vedere e ascoltare ed è il cuore che ci muove a una comunicazione aperta e accogliente. Dopo esserci allenati nell’ascolto, che richiede attesa e pazienza, nonché la rinuncia ad affermare in modo pregiudiziale il nostro punto di vista, possiamo entrare nella dinamica del dialogo e della condivisione, che è appunto quella del comunicare cordialmente. Una volta ascoltato l’altro con cuore puro, riusciremo anche a parlare seguendo la verità nell'amore (cfr Ef 4,15). Non dobbiamo temere di proclamare la verità, anche se a volte scomoda, ma di farlo senza carità, senza cuore. Perché «il programma del cristiano – come scrisse Benedetto XVI – è “un cuore che vede”» [1]. Un cuore che con il suo palpito rivela la verità del nostro essere e che per questo va ascoltato. Questo porta chi ascolta a sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda, al punto da arrivare a sentire nel proprio cuore anche il palpito dell’altro. Allora può avvenire il miracolo dell’incontro, che ci fa guardare gli uni gli altri con compassione, accogliendo le reciproche fragilità con rispetto, anziché giudicare per sentito dire e seminare discordia e divisioni.
Gesù ci avverte che ogni albero si riconosce dal suo frutto (cfr Lc 6,44): «L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda» (v. 45). Per questo, per poter comunicare secondo verità nella carità, occorre purificare il proprio cuore. Solo ascoltando e parlando con il cuore puro possiamo vedere oltre l’apparenza e superare il rumore indistinto che, anche nel campo dell’informazione, non ci aiuta a discernere nella complessità del mondo in cui viviamo. L’appello a parlare con il cuore interpella radicalmente il nostro tempo, così propenso all’indifferenza e all’indignazione, a volte anche sulla base della disinformazione, che falsifica e strumentalizza la verità.



