Tessere reti tra le chiese e costruire la pace
L'incontro di Marsiglia sul Mediterraneo a cui ha partecipato Papa Francesco che con parole dure ed efficaci ha ricordato il valore sacro della vita umana, della fraternità che ci obbliga a salvare ogni vita in mare e a rifiutare la logica del respingimento per trovare le strade di una vera accoglienza. Dopo l'ultimo decreto non possiamo tacere lo scandalo che la protezione di una vita umana valga circa 5.000 euro. È la logica di un paese che rivendica le sue radici cristiane? O è la logica dei mercanti di schiavi e di morte?
Al termine dell'incontro è stato prodotto un Manifesto dal titolo "Per una teologia del Mediterraneo". I firmatari del manifesto avvertono che la teologia del Mediterraneo "profondamente radicata nei vissuti ecclesiali" "vuole essere fermento e lievito per una narrazione del Mediterraneo", "in cui sia possibile riconoscersi in maniera costruttiva, pacifica e generatrice di speranza". L'opzione preferenziale per i piccoli e per i poveri dettata dal vangelo diventa perciò opzione preferenziale per le minoranze.
Dopo questo incontro abbiamo celebrato domenica 24 settembre la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato dal titolo "Liberi di scegliere se migrare o restare". Quella di migrare dovrebbe essere una libera scelta come ha ribadito il Papa nel suo messaggio.
In ricordo di don James Schianchi
Il Movimento Rinascita Cristiana ricorda con particolare affetto ed amicizia don James Schianchi.
Fin dal 1969, assistente dei gruppi di Parma, è sempre presente alle attività del Movimento Rinascita Cristiana a livello regionale e nazionale.
Assistente nazionale del Movimento per dieci anni dal 1995 al 2004 e subito dopo assistente internazionale del MIAMSI fino al 2013, don James ha contribuito allo sviluppo culturale del Movimento nazionale ed internazionale con particolare competenza negli anni della nascita di una società sempre più globalizzata.
Attento alla dimensione spirituale ed ecclesiale dei laici da lui seguiti, formati e rispettati nella loro peculiarità ecclesiale, ha ravvivato continuamente la fedeltà al Concilio Vaticano II.
Lo stesso impegno formativo verso i ceti medi, esplicato nella dimensione internazionale, lo ha portato a contribuire allo sviluppo dei Movimenti africani e alla formazione di una collaborazione viva tra le associazioni di Azione Cattolica specializzata a livello europeo (Relais Europeo del MIAMSI).
Il Movimento Rinascita Cristiana ringrazia il Signore per la sua opera, per la sua presenza e per il suo servizio presbiteriale e lo accompagna con la preghiera verso la casa del Padre.
8Xmille alla Chiesa cattolica: la firma della solidarietà
Una firma che non costa nulla, ma che vale molto per tanti. È la firma dei contribuenti che decidono di destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica. È un gesto importante che permette alla Chiesa cattolica di offrire aiuto, conforto e sostegno ai più fragili in Italia e nei paesi più poveri del mondo. Scopri di più su 8xmille.it (Youtube 8xmille)
La pace dono e promessa: il lavoro dei gruppi
In questo anno di riflessione e di azione per i gruppi di RC il tema della pace, proposto dal Piano di Lavoro 2022/23 è stato approfondito in tutte le città italiane in diversi modi e con diversi strumenti: conferenze, incontri via zoom, incontri di gruppo e attività cittadine con altre associazioni ecclesiali e civili.
Molti resoconti di inchiesta sono stati pubblicati sul numero di Rinascere 2/3 altri per motivi di spazio non hanno trovato posto sulla rivista; li inseriamo nel sito affinché siano a disposizione di tutto il Movimento. Per un approfondimento ulteriore segnaliamo anche la voce "Documenti".
(Leggi i documenti integrali)
Segnaliamo il percorso sinodale fatto a Genova da Rinascita Cristiana, Cif, Udi, Consultori e Sindacati CGIL, CISL, UIL nelle loro componenti femminili sul Cantiere della strada e del villaggio: COSTRUIRE PAROLE DI PACE
La Chiesa e i cristiani credono nella pace
La prolusione del Card. Matteo Zuppi all’Assemblea della Cei
“La guerra è una pandemia. Ci coinvolge tutti”. Lo ha detto il card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, affrontando il tema della pace in Ucraina, a partire dall’impegno di Papa Francesco per questo “popolo martoriato”. “Gli siamo grati per la sua profezia, così rara oggi, quando parlare di pace sembra evitare di schierarsi o non riconoscere le responsabilità”, ha affermato Zuppi introducendo i lavori dell’Assemblea della Cei, in corso in Vaticano fino al 25 maggio: “La sua voce si fa carico dell’ansia profonda, talvolta inespressa, spesso inascoltata, dei popoli che hanno bisogno della pace”. “Dove sono gli sforzi creativi di pace?”. È questa, per il presidente della Cei, la domanda da porsi, come ha fatto il Papa nel recente viaggio in Ungheria: “Lasciamoci inquietare da questa domanda, perché non rimanga solo la logica spietata del conflitto”. No, allora, al “deterioramento delle relazioni internazionali”, che comportano il “triste tramonto del sogno corale di pace, mentre si fanno spazio i solisti della guerra”, ha affermato il cardinale citando ancora il viaggio di Francesco in terra magiara. E ancora, sempre con le parole del Papa: “sembra essersi disgregato negli animi l’entusiasmo di edificare una comunità delle nazioni pacifica e stabile, mentre si marcano le zone, si segnano le differenze, tornano a ruggire i nazionalismi…
A livello internazionale pare persino che la politica abbia come effetto quello di infiammare gli animi anziché di risolvere i problemi, dimentica della maturità raggiunta dopo gli orrori della guerra e regredita a una sorta di infantilismo bellico. Ma la pace non verrà mai dal perseguimento dei propri interessi strategici, bensì da politiche capaci di guardare all’insieme, allo sviluppo di tutti”.
“Per noi la pace non è solo un auspicio, ma è la realtà stessa della Chiesa, che germina – come il segno di pace – dall’Eucaristia e dal Vangelo”. “Proprio tra pochi giorni ricorderemo i sessant’anni della morte di San Giovanni XXIII, che visse due guerre mondiali e attualizzò con efficacia il messaggio pacifico della fede con la Pacem in terris, cominciando a rivolgersi agli ‘uomini di buona volontà’”, ha sottolineato il cardinale: “Siamo il popolo della pace, a partire da Gesù che è la nostra pace. Lo siamo per la storia del nostro Paese, per la sua collocazione nel Mediterraneo, cerniera tra Nord e Sud, ma anche tra Est e Ovest. Lo siamo – mi sembra – per le radici più profonde e caratteristiche del nostro popolo”. E ancora “abbiamo bisogno di migranti per vivere”, mentre “ancora si rimanda decisione su ius culturae” e certamente il “naufragio di Cutro non doveva avvenire”. Infine parlando della sitazione politica italiana il Cardinale ricorda che “per cambiare la Costituzione è necessario ritrovare uno spirito costituente”, “primo banco di prova è legge elettorale”. (Il testo della Prolusione)



