Sinodo Europeo: il contributo del MIAMSI
Il testo dal titolo "Rivelare Gesù Cristo in un continente colpito dalla secolarizzazione e scosso dalle sfide globali" è strutturato in tre parti che corrispondono alle tre domande del documento di lavoro per la fase continentale del Sinodo (DTC). Il documento nella sua parte centrale afferma la necessità di tornare al progetto europeo iniziale "basato sul personalismo cristiano, un progetto nato dopo le due guerre mondiali e animato da un desiderio di pace duratura".
Il 6 febbraio a Strasburgo i Presidenti di quattro Movimenti nazionali del Relais Europeo hanno pubblicato un contributo per la fase continentale del Sinodo. Lo hanno fatto in connessione con i movimenti MIAMSI presenti in Siria e Libano, dimostrando così la solidarietà che li unisce all'interno dello spazio mediterraneo.
Il contributo è strutturato in tre parti che corrispondono alle tre domande a cui il DTC invita a rispondere nella sua conclusione (§106). In un'Europa secolarizzata, essa sottolinea la necessità di saper rivelare il messaggio evangelico al centro di ciò che costituisce la vita dei nostri contemporanei.
1. INTUIZIONI CHE RISUONANO PIÙ FORTEMENTE
I movimenti europei del MIAMSI si riconoscono nelle espressioni riportate dalla DEC (Documento di lavoro per la fase continentale del Sinodo sulla sinodalità, riguardo allo scandalo degli abusi sessuali commessi da membri del clero (§ 20) e alla persistenza di una distanza tra sacerdoti e laici (§ 19) che mette in discussione la comune dignità battesimale. I nostri movimenti fanno eco alle espressioni delle commissioni episcopali belga e italiana che sottolineano la necessità della corresponsabilità in una pluralità di ministeri, ordinati o meno, per un servizio comune della missione (§67).
L'esperienza sinodale si svolge in un periodo segnato dalla continuazione dei conflitti in Medio Oriente e dal ritorno della guerra nell'est del continente europeo. Questa situazione ci rende più sensibili ai conflitti che si svolgono in altre parti del mondo (§21), che tendiamo a dimenticare e le cui cause profonde evitiamo di cercare che potrebbero mettere in discussione le nostre responsabilità. Siamo sensibili a come la religione possa essere usata per coprire crimini di guerra e atrocità. In questo contesto, i membri dei nostri movimenti cercano il modo migliore per vivere la speranza cristiana, seguendo l'apostolo Paolo: «L'angoscia produce perseveranza, la perseveranza prova la fedeltà, la fedeltà prova la speranza» (Rm 5,3-4).
Anche la necessità di ascoltare, di camminare, di camminare insieme nell'ambito ecclesiale, ma anche con l'umanità intera, è un importante punto di risonanza. Dobbiamo lasciare, come espresso al paragrafo 31, "la comoda posizione di chi offre ospitalità per farci accogliere nell'esistenza di coloro che, sui nostri sentieri di umanità, sono nostri compagni".
Tutte le comunità in preghiera per la pace
La Presidenza dei Vescovi italiani ha fatto suo il grido accorato di Papa Francesco: “Tutto il mondo è in guerra, è in autodistruzione. Fermiamoci in tempo!”
Se da una parte è urgente un’azione diplomatica capace di spezzare la sterile logica della contrapposizione, dall’altra tutti i credenti devono sentirsi coinvolti nella costruzione di un mondo pacificato, giusto e solidale. Il tempo di Quaresima ci ricorda il valore della preghiera, del digiuno e della carità, le uniche vere armi capaci di trasformare i cuori delle persone e di renderci “fratelli tutti”.
Aderendo all’iniziativa del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE), invitiamo a celebrare venerdì 10 marzo una Santa Messa per le vittime della guerra in Ucraina e per la pace in questo Paese. Sarà un’occasione per rinnovare la nostra vicinanza alla popolazione e per affidare al Signore il nostro desiderio di pace. Chiedere la conversione del cuore, affinché si costruisca una rinnovata cultura di pace, sarà il modo in cui porteremo nel mondo quei germogli della Pasqua a cui ci prepariamo.
Ascesi quaresimale, itinerario sinodale
Il messaggio del Papa per la Quaresima
...Il cammino ascetico quaresimale e, similmente, quello sinodale, hanno entrambi come meta una trasfigurazione, personale ed ecclesiale. Una trasformazione che, in ambedue i casi, trova il suo
modello in quella di Gesù e si opera per la grazia del suo mistero pasquale. Affinché tale trasfigurazione si possa realizzare in noi quest’anno, vorrei proporre due “sentieri” da seguire per
salire insieme a Gesù e giungere con Lui alla meta. Il primo fa riferimento all’imperativo che Dio Padre rivolge ai discepoli sul Tabor, mentre contemplano Gesù trasfigurato. La voce dalla nube dice: «Ascoltatelo» (Mt 17,5). Dunque la prima indicazione è molto chiara: ascoltare Gesù. La Quaresima è tempo di grazia nella misura in cui ci mettiamo in ascolto di Lui che ci parla. E come ci parla? Anzitutto nella Parola di Dio, che la Chiesa ci offre nella Liturgia: non lasciamola cadere nel vuoto; se non possiamo partecipare sempre alla Messa, leggiamo le Letture bibliche giorno per giorno, anche con l’aiuto di internet. Oltre che nelle Scritture, il Signore ci parla nei fratelli, soprattutto nei volti e nelle storie di coloro che hanno bisogno di aiuto. Ma vorrei aggiungere anche un altro aspetto, molto importante nel processo sinodale: l’ascolto di Cristo passa anche attraverso l’ascolto dei fratelli e delle sorelle nella Chiesa, quell’ascolto reciproco che in alcune fasi è l’obiettivo principale ma che comunque rimane sempre indispensabile nel metodo e nello stile di una Chiesa sinodale....
L'educazione ai diritti e alla pace
Pubblichiamo nei documenti il testo della Lectio magistralis tenuta il 21 febbraio dal Presidente della CEI in occasione della Cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università degli Studi Roma Tre. "Costruire la pace è opera dell'educazione e questo è l'investimento necessario per una pace preventiva, individuale e collettiva.
La centralità dell'impegno educativo indispensabile a questo sogno e dovere collettivo è stata affermata nel preambolo nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani approvata all'Assemblea Generale dell'ONU il 10 dicembre 1948".
Questo testo può essere uno strumento utile e attuale per la valutazione del nostro Piano di Lavoro.
Un orrendo bilancio di morti
Il Movimento Rinascita Cristiana è vicino alle vittime del terribile terremoto che ha colpito Turchia e Siria. La Siria già devastata da dieci anni di guerra e la Turchia con al confine milioni di rifugiati. Ognuno di noi farà il possibile secondo le indicazioni che verranno date dalla Caritas e dalla Protezione Civile. Intanto uniamo la nostra preghiera a quella di Papa Francesco e alle Chiese in Siria e Turchia. La Conferenza Episcopale Italiana ha stanziato 500 mila come primo aiuto alla popolazione tratto dai fondi dell' 8xmille.



