ll Card. Zuppi incontra i lavoratori dell’ex Ilva
Il Cardinale Matteo Zuppi ha incontrato il 9 gennaio, nella sede della CEI, una delegazione di lavoratori dell’ex Ilva di Taranto. Il Cardinale, con ascolto attento ai loro problemi, ha rinnovato la vicinanza e la solidarietà della Chiesa ai lavoratori. In questo momento di incertezza per il futuro, la Chiesa auspica che si possano trovare la giusta prospettiva e adeguate soluzioni, coniugando sempre diritto al lavoro e salute. I lavoratori nel ringraziare il Presidente della CEI gli hanno fatto dono di una targa in ricordo di “questo momento memorabile”. L’incontro è nato su iniziativa del parroco della Cattedrale di Taranto don Ciro Alabrese; i lavoratori dell’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia, essendosi trovati senza tredicesima e stipendio nella settimana di Natale hanno pensato di occupare la cattedrale Gran Madre di Dio di Taranto. Dopo l’iniziale sorpresa il parroco li ha accolti e si è attivato per questo incontro con la Cei. Un bel episodio che dimostra la vicinanza della Chiesa con il popolo.
Futuro e speranza per l'Italia
Queste le parole ricorrenti nel discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Presidente non rassegnandosi alla retorica del declino inesorabile della paura e del rancore dice: "vi è un'Italia spesso silenziosa, che non ha mai smesso di darsi da fare". Certo, i poroblemi sono gravi e non debbono essere sottovalutati a cominciare dal lavoro e dalle forti disugualgianze; tuttavia disponimao di grandi risorse "di umanità, di ingegno, di capacità di impresa". E questo richiede "spirito e tteggiamento di reciproca solidarietà" perchè si tratta di una sfida che si può affrontare solo insieme Nord e Sud, giovani e anziani. "Per promuovere fiducia è decisivo il buon funzionamento delle pubbliche istituzioni che devono alimentarla favorendo coesione sociale" "assicurando decisioni adeguate, efficaci e tempestive sui temi della vita concreta dei cittadini", perchè "la democrazia si rafforza se le istituzioni tengono viva una ragionevole speranza".
Il richiamo alla fiducia che attraversa tutto il discorso del Presidente si condensa con particolare intensità in riferimento ai giovani, che significativamente vengono collegati al tema della famiglia. “Le nuove generazioni – rileva Mattarella – avvertono meglio degli adulti che soltanto con una capacità di osservazione più ampia si possono comprendere e affrontare la dimensione globale e la realtà di un mondo sempre più interdipendente” e hanno chiara la percezione che “i mutamenti climatici sono questione serissima che non tollera ulteriori rinvii nel farvi fronte”. Se “ogni società ha bisogno dei giovani”, ciò è tanto più vero “oggi che la durata della vita è cresciuta e gli equilibri demografici si sono spostati verso l’età più avanzata”. Questa nuova condizione “impone di predisporre nei confronti degli anziani maggiori cure e attenzioni”, ma “occorre, al tempo stesso investire molto sui giovani”. “Diamo loro fiducia”, chiede il Capo dello Stato, “diamo loro occasioni di lavoro correttamente retribuito” e “favoriamo il formarsi di nuove famiglie”. “Dobbiamo riporre fiducia nelle famiglie italiane”, su cui “grava il peso maggiore degli squilibri sociali”, dice ancora il Presidente. “Fornire sostegno alle famiglie vuol dire fare in modo che possano realizzare i loro progetti di vita” e “che i loro valori – il dialogo, il dono di sé, l’aiuto reciproco – si diffondano nell’intera società rafforzandone il senso civico”. Perché “quella del civismo, del rispetto delle esigenze degli altri, del rispetto della cosa pubblica”, afferma Mattarella “è una virtù da coltivare insieme”. (Il discorso integrale)
Giornata mondiale della pace 2024
Intelligenze artificiali e pace
I notevoli progressi compiuti nel campo delle intelligenze artificiali hanno un impatto sempre più profondo sull’attività umana, sulla vita personale e sociale, sulla politica e l’economia. Papa Francesco nel suo messaggio sollecita un dialogo aperto sul significato di queste nuove tecnologie, dotate di potenzialità dirompenti e di effetti ambivalenti. Egli richiama la necessità di vigilare e di operare affinché non attecchisca una logica di violenza e di discriminazione nel produrre e nell’usare tali dispositivi, a spese dei più fragili e degli esclusi: ingiustizia e disuguaglianze alimentano conflitti e antagonismi. L’urgenza di orientare la concezione e l’utilizzo delle intelligenze artificiali in modo responsabile, perché siano al servizio dell’umanità e della protezione della nostra casa comune, esige di estendere la riflessione etica all’ambito dell’educazione e del diritto.
La tutela della dignità della persona e la cura per una fraternità effettivamente aperta all’intera famiglia umana sono condizioni imprescindibili perché lo sviluppo tecnologico possa contribuire alla promozione della giustizia e della pace nel mondo. (Il testo completo su www.vatican.va)
La 56° Marcia della pace del 31 dicembre 2023 si svolgerà a Gorizia. Chi desidera partecipare può prendere contatti con la Diocesi.
Ecco il Signore apparirà!
Auguri a tutti gli amici di RC, a tutti coloro con i quali abbiamo condiviso fede, ideali e slancio missionario.
Luminarie decorazioni scintillanti animano le strade e le piazze dei nostri paesi e delle nostre città. Quanta luce!
In un momento dell'anno in cui le ombre della notte calano presto e durano a lungo anche queste luci ci confortano, ci accompagnano verso la stagione più luminosa. È un periodo di lunga notte nel nostro mondo, conosciamo solo alcune delle ombre che lo sovrastano, quelle più lunghe più scure, che incombono proprio nei luoghi in cui si è manifestata la “Luce”.
Dio viene in mezzo a noi per portarci la “Luce” che ci orienta nelle tenebre: che lo sgomento non diventi scoraggiamento o disperazione, che l'attesa non ci sembri vana. Si legge nelle profezie del Natale “Ecco il Signore apparirà e non mente, se pare che indugi state in attesa, perché verrà e non tarderà”. Fedeltà nell'attesa è la nostra speranza testimoniata, è il cammino per arrivare alla Luce di Betlemme.
Ogni donna uccisa è un fallimento della società
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre 2023), ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«Drammatici fatti di cronaca scuotono le coscienze del Paese. Una società umana, ispirata a criteri di civiltà, non può accettare, non può sopportare lo stillicidio di aggressioni alle donne, quando non il loro assassinio.
La pena e il dolore insanabili di famiglie e di comunità ferite sono lo strazio di tutti.
Quando ci troviamo di fronte a una donna uccisa, alla vita spezzata di una giovane, a una persona umiliata verbalmente o nei gesti della vita di ogni giorno, in famiglia, nei luoghi di lavoro, a scuola, avvertiamo che dietro queste violenze c’è il fallimento di una società che non riesce a promuovere reali rapporti paritari tra donne e uomini.
La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne richiama tutti a un rinnovato, personale, impegno.
Non soccorrono improvvisate analisi di psicologia sociale a giustificare la persistenza di una piaga che non si riesce a guarire nonostante gli sforzi.
Abbiamo bisogno del lavoro delle Istituzioni, delle associazioni, del mondo produttivo, della scuola, della cultura, del contributo di ciascuno, per sradicare un fenomeno che tradisce il patto su cui si fonda la nostra stessa idea di comunità.
Il numero di donne vittime di aggressioni e sopraffazioni è denuncia stessa dell’esistenza di un fenomeno non legato soltanto a situazioni anomale. Ad esso non possiamo limitarci a contrapporre indignazioni a intermittenza.
Siamo lontani dal radicamento di quel profondo cambiamento culturale che la nostra Carta costituzionale indica.
Un percorso in cui le donne e gli uomini si incontrano per costruire insieme una umanità migliore, nella differenza e nella solidarietà, consapevoli che non può esserci amore senza rispetto, senza l’accettazione dell’altrui libertà.
Una via in cui le donne conquistano l’eguaglianza perché libere di crescere, libere di sapere, libere di essere libere, nello spirito della Convenzione di Istanbul, alla quale ha aderito l’Unione Europea, segno importante di una visione universale di autodeterminazione e dell’eguaglianza dei diritti delle donne e passaggio decisivo nel delineare il quadro degli interventi contro la violenza di genere».



