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La società mondiale sta perdendo il cuore

dilexit nos PApa“Dilexit nos”, la quarta Enciclica di Papa Francesco, ripercorre tradizione e attualità del pensiero “sull’amore umano e divino del cuore di Gesù Cristo”, invitando a rinnovare la sua autentica devozione per non dimenticare la tenerezza della fede, la gioia di mettersi al servizio e lo slancio della missione. È infatti nel Cuore di Cristo che “possiamo trovare tutto il Vangelo” (89) e “riconosciamo finalmente noi stessi e impariamo ad amare” (30). Nella conferenza stapa di presentazione il teologo Mons. Bruno Forte afferma: “l’Enciclica offre la chiave di lettura dell’intero magistero di questo Papa, come ci fa capire lui stesso”. “Lungi dall’essere un magistero schiacciato sul sociale, come a volte è stato maldestramente inteso, il messaggio che questo Papa ha dato e dà alla Chiesa e all’intera famiglia umana nasce da un’unica sorgente, presentata qui nella maniera più esplicita: Cristo Signore e il Suo amore per tutta l’umanità”, ha detto il presule: “È la verità per cui Jorge Mario Bergoglio ha giocato tutta la Sua vita e continua a spenderla con passione nel suo ministero di vescovo di Roma e pastore della Chiesa universale”. Nella prima nota del testo, ha fatto notare Forte, il Santo Padre rivela che buona parte delle riflessioni dl primo capitolo “si sono lasciati ispirare da scritti inediti del padre Diego Fares”, recentemente scomparso. “Tutto ciò che viviamo è unificato nel cuore”, ha osservato il teologo presentando il testo papale: “le tante piccole cose che fanno la vita, come le grandi ferite prodotte dalle guerre, dalle violenze, dalle infermità e dalla morte, ci toccano nel cuore. Chi non lo percepisce mostra di essersi inaridito”. Tra le figure citate, quella di John Henry Newman, che aveva assunto come suo motto l’espressione “cor ad cor loquitur”. Di fronte ad una “forte avanzata” della secolarizzazione, che “aspira ad un mondo livero da Dio”, la devozione al Sacro Cuore “ci aiuta a mettere al centro di tutto l’amore”.

Prima Assemblea sinodale della Chiesa italiana

Basilica San PaoloNella Basilica di San Paolo fuori le mura dal 15 al 17 novembre si terrà a Roma la Prima Assemblea sinodale delle Chiese in Italia, una delle tappe della “fase profetica”, ultimo tratto del Cammino sinodale nazionale. I delegati si confronteranno sui Lineamenta per poi giungere allo Strumento di lavoro, in vista della Seconda Assemblea sinodale in programma, sempre a Roma, dal 31 marzo al 4 aprile 2025.
I Lineamenta si articolano attorno a tre nuclei: il rinnovamento della mentalità ecclesiale e delle prassi pastorali; la formazione alla fede e alla vita; la corresponsabilità. Il tutto nell’orizzonte missionario, nello stile della prossimità.
Il documento traccia le condizioni di possibilità perché le comunità ecclesiali siano più snelle, più missionarie e più accoglienti. In quest’orizzonte, si è delineata la necessità di operare sul terreno della cultura e dei linguaggi, nell’ambito dell’iniziazione cristiana e della formazione, sul versante della corresponsabilità e della trasparenza.
“Il tema del Cammino sinodale – spiega Mons. Castellucci relatore principale e Presidente del Comitato nazionale del cammino sinodale – è l’orizzonte missionario nello stile della prossimità. Abbiamo vissuto tre anni di lavoro nelle Diocesi attorno alla parola ‘missione’: non si tratta di ritoccare meccanismi interni, di rivedere spazi e tempi, ma di rispondere a ciò che ci viene chiesto dalla società. Siamo in una società pluralista, in un tempo particolare, usciti dalla pandemia che lascia ancora degli strascichi, in un momento in cui le persone perdono la speranza. Noi cristiani dobbiamo rispondere a chi ci domanda ragione dalla speranza che è in noi”.

Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione

sinodo 2024Il 27 ottobre è stato pubblicato il Documento finale della Seconda Sessione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Papa Francesco ha annunciato che il testo, approvato in tutti i suoi 155 paragrafi, non sarà oggetto di un’Esortazione apostolica ma può essere diffuso subito perché possa ispirare la vita della Chiesa. “A tutte le Chiese locali – si legge nel Documento – chiediamo di proseguire il loro quotidiano cammino con una metodologia sinodale di consultazione e discernimento, individuando modalità concrete e percorsi formativi per realizzare una tangibile conversione sinodale nelle varie realtà ecclesiali. "Alla luce di quanto è emerso ci sono e ci saranno decisioni da prendere" ha detto Francesco nel discorso di conclusione. "In questo tempo di guerra dobbiamo essere testimoni di pace, anche imparando a dare forma reale alla convivialità delle differenze". «Aprire le porte, senza erigere muri – raccomanda il Pontefice. Cita Madeleine Delbrêl «la mistica delle periferie», che esortava: «Soprattutto non essere rigido. La rigidità è un peccato che tante volte entra nei chierici, nei consacrati, nelle consacrate». «Insieme, con la speranza che non delude, uniti nell’amore di Dio diffuso nei nostri cuori, possiamo non solo sognare la pace ma impegnarci con tutte le forze perché la pace si realizzi attraverso processi di ascolto, dialogo e riconciliazione».
Il documento è stato approvato dai due terzi dell'Assemblea; la parte relativa alle donne nella Chiesa ha ricevuto il maggior numero dei voti contrari. (Il Documento finale)

Rinascita Cristiana verso il Giubileo: animatori e responsabili a Convegno

PDL 2024Da venerdì 25 ottobre a domenica 27 il Movimento Rinascita Cristiana riunisce i propri animatori diocesani in un incontro di programmazione e di presentazione del nuovo Piano di Lavoro a Roma presso la Casa Maria Immacolata.
In un periodo storico fatto di pianto e di tristezza cantare la speranza è un segno tangibile della nostra fede in un Dio misericordioso amante di tutta l’umanità. Il Movimento Rinascita Cristiana propone quest’anno ai propri gruppi questo tema insieme ad una riflessione sul Giubileo.
La nostra proposta inizia volutamente con uno sguardo positivo sugli eventi recenti nella nostra Chiesa italiana: Sinodo e 50° Settimana Sociale.
A luglio una Chiesa giovane e vitale ha approfondito il senso della democrazia nella nostra società durante la Settimana Sociale di Trieste. È stato ribadito che la democrazia vive di partecipazione e “la partecipazione non si improvvisa: si impara da ragazzi, da giovani e va allenata” così come ha ricordato Papa Francesco.
“La democrazia richiede sempre il passaggio dal parteggiare al partecipare, dal fare il tifo al dialogare”. Come cattolici non possiamo accontentarci di una fede privata ma dobbiamo avere il coraggio di avanzare proposte di giustizia e di pace nel dibattito pubblico; non vogliamo difendere privilegi ma essere voce di chi non ha voce e denunciare e propone in una società spesso afona. In definitiva è compito nostro, come ricorda Papa Francesco, “organizzare la speranza”, cioè organizzare la pace, la buona politica, la giustizia sociale, la solidarietà e l’inclusione.
“Senza speranza, saremmo amministratori, equilibristi del presente e non profeti e costruttori del futuro” (Papa Francesco).
“La speranza non delude” (Rm. 5,5) è il titolo della Bolla di indizione del Giubileo ordinario dell’anno 2025. Tutti sperano e nel cuore di ogni persona è racchiusa la speranza come desiderio e attesa del bene; tante sono le attese, tante le ingiustizie da sanare, tante le conversioni da fare a livello personale, di società, di popolo e di nazioni.
Tra i temi proposti dalla Bolla di indizione il Movimento Rinascita Cristiana ne ha scelti alcuni particolarmente urgenti nella società italiana e che esigono una attenta revisione di vita secondo la metodologia propria del Movimento.
I temi in esame sono: la ricerca attiva della pace, la lotta alla povertà e all’impoverimento crescente in Italia e nel mondo, l’alleanza tra anziani e giovani per una nuova cultura e infine e, non ultima, la grande sfida dell’immigrazione che oggi mette in causa nel nostro Paese la dignità e il rispetto di ogni persona, la lotta ad ogni esclusione e al razzismo crescente nel nostro Paese.
Con il contributo del biblista P. Jean Louis Ska il canto della speranza è accompagnato da una meditazione sui Salmi. Un approfondimento sui Salmi aiuta a vivere meglio la preghiera della Chiesa che si esprime nella liturgia delle ore e a gustare la bellezza di questi canti biblici.
Speranza, pace, perdono, invocazione… tutto ciò che è parte dell’esperienza umana fondamentale e che troveremo nella nostra Inchiesta è espresso nella poesia dei Salmi. Sarà questa la preparazione al Giubileo che Rinascita Cristiana celebrerà nel mese di dicembre.

Una visione larga della cittadinanza e l'impegno per una cultura di pace

consiglio permanente 2016Dal 23 al 25 settembre a Roma si è tenuto  il Consiglio permanetne della CEI. La speranza è il tema attorno al quale si sono sviluppati i lavori. Riprendendo gli spunti offerti dal Cardinale Presidente nella sua Introduzione, i Vescovi hanno concordato sulla necessità di non cedere alla sfiducia, ma di «guardare al futuro con speranza perché la Chiesa è una comunità, nonostante le nostre fragilità e contraddizioni». Questa prospettiva, posta da Papa Francesco come fulcro del Giubileo 2025, non può non riguardare i giovani che devono essere considerati una ricchezza e non un problema. L’urgenza educativa, richiamata dal Cardinale Presidente, diventa allora occasione per rilanciare un impegno a favore delle nuove generazioni, un accompagnamento efficace che le valorizzi e le faccia sentire protagoniste della loro vita, di quella della Chiesa e della società, fondato sulla fede e «sulla certezza che niente e nessuno potrà mai separarci dall’amore divino».
Della tendenza ad abituarsi, a non sentirsi interpellati nel profondo da ciò che accade nel mondo i Vescovi hanno parlato anche in riferimento alle guerre e alle migrazioni. In particolare, di fronte alle migliaia di persone che scappano dalle loro case per cercare speranza altrove, i Vescovi hanno fatto propria la visione aperta da Papa Francesco che ha chiesto di affrontare la questione «ampliando le vie di accesso sicure e le vie di accesso regolari per i migranti, facilitando il rifugio per chi scappa da guerre, dalle violenze, dalle persecuzioni e dalle tante calamità; favorendo in ogni modo una governance globale delle migrazioni fondata sulla giustizia, sulla fratellanza e sulla solidarietà. E unendo le forze per combattere la tratta di esseri umani, per fermare i criminali trafficanti che senza pietà sfruttano la miseria altrui» (Udienza generale, 28 agosto 2024). Al termine dei lavori un “Appello per la pace”  preoccupati dall’escalation che sta interessando, in queste ore, soprattutto il Medio Oriente, senza dimenticare l’Ucraina e gli altri conflitti in corso in diverse parti del mondo.
Altri temi su cui i Vescovi si sono soffermati sono: lo ius scholae, il cammino sinodale, le violenze in famiglia, l'Europa (interessante la prospettiva di una Camaldoli europea, l'ambiente e la riforma della CEI). (Comunicato finale del Consiglio permanente)

  1. Quanti sperano nel Signore camminano senza stancarsi (Is. 40,31)
  2. Costruire insieme senza paura un patto sociale
  3. Come essere Chiesa sinodale missionaria
  4. 50° Settimana sociale: al cuore della democrazia

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