Veglia CEI 2024Un grido d’allarme lanciato dal card. Matteo Zuppi nella sua introduzione ai lavori della 79ª Assemblea generale dei vescovi italiani, che si è svolta in Vaticano dal 21 al 23 maggio. Mentre il Governo di centro-destra studia il premierato e l'autonomia differenziata "la povertà assoluta è ormai strutturale". “In Italia, il 9,8% della popolazione, circa un italiano su dieci, vive in condizioni di povertà assoluta”. “Le stime dell’Istat, riferite all’anno 2023, mostrano quanto la povertà sia un fenomeno strutturale del Paese e il dato italiano supera la media europea”. Si rafforza inoltre il divario generazionale: i giovani sono sempre più esposti a difficoltà economiche e aumenta il vuoto creato da coloro che tendono ad allontanarsi dalla partecipazione politica e dal volontariato”. 
“Nel nostro Cammino sinodale uno spazio importante viene riservato proprio alla domanda spirituale dei giovani, ma anche a quella degli anziani, che tanto possono aiutare a costruire un futuro per tutti ma che vanno garantiti nella loro fragilità”. L’imminente Settimana sociale dei cattolici, che vedrà la presenza del Santo Padre e del presidente della Repubblica, “sarà per noi una occasione preziosa per favorire le dinamiche partecipative in particolare dei giovani, perché si sentano parte di un sogno e di un progetto comune”.
Alla sera del 21 maggio una veglia di preghiera in San Pietro per la paceu. «La Chiesa è una madre che ama e per questo non può arrendersi alla logica terribile del male» dice il card. Zuppi a conclusione della preghiera per la pace nella basilica di San Pietro: «La Chiesa è una madre che porta nel cuore quella sofferenza terribile e indicibile delle tante madri che non vogliono essere consolate perché i loro figli non ci sono più. Maria fa sua la sofferenza, la capisce perché la vede con gli occhi di Gesù e con gli occhi di quei tanti bambini che ci fanno capire il mondo partendo da quel grido terribile dei piccoli che giorno e notte invocano la pace. La preghiera ci fa cercare la via della pace nell’affrontare ogni seme di divisione e di odio, per ricostruire la famiglia umana partendo dall’essere, dal pensarsi insieme in nome di quella fraternità che viene dall’essere fratelli, e fratelli con tutti. Nessuno esiste senza gli altri. Se gli altri non esistono più, anche noi smettiamo di esistere. Tanti artigiani di pace possono aiutare coloro che hanno il compito di costruire l’architettura della pace, costruendo solidarietà, comprensione, amore». (La prolusione)