migranti naufragio“Come il popolo d’Israele al tempo di Mosè, i migranti spesso fuggono da situazioni di oppressione e sopruso, di insicurezza e discriminazione, di mancanza di prospettive di sviluppo…trovano molti ostacoli nel loro cammino: sono provati dalla sete e dalla fame; sono sfiniti dalle fatiche e dalle malattie; sono tentati dalla disperazione”. Papa Francesco, nel Messaggio per la 110ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, descrive così la sofferenza di milioni di persone che lasciano le loro case e i loro affetti. "Dio non solo cammina con il suo popolo, ma anche nel suo popolo, nel senso che si identifica con gli uomini e le donne in cammino attraverso la storia - in particolare con gli ultimi, i poveri, gli emarginati - come prolungando il mistero dell'incarnazione. Per questo, l'incontro con il migrante è anche incontro con Cristo".
Secondo il Rapporto dell’ONU a maggio i rifugiati nel mondo erano 120 milioni. La Chiesa italiana da oltre 30 anni sostiene i migranti, gli sfollati, i rifugiati e le famiglie nei loro bisogni fondamentali e nel richiedere il rispetto dei loro diritti. Grazie al contributo dell’8xmille, ha potuto aiutare anche tante famiglie di migranti scomparsi riunite in comitati nella costante ricerca di verità, giustizia e riparazione.
Nelle ultime ore due nuovi naufragi che hanno coinvolto famiglie e bambini; il Centro Astalli con un suo comunicato esprime profondo cordoglio per i migranti che hanno perso la vita in mare. “Sono almeno 64 i dispersi di un naufragio avvenuto nel mare Ionio, a circa cento miglia dalla costa della Calabria.11 i migranti superstiti, una donna è morta subito dopo lo sbarco. A bordo dell’imbarcazione a vela partita dalla Turchia viaggiavano soprattutto afghani, iraniani e curdi. A queste vittime si aggiungono i 10 migranti, trovati privi di vita nello scafo di una barca in legno, a largo di Lampedusa, forse soffocati dai fumi del carburante. Partiti dalla Libia, erano in viaggio da alcuni giorni. A bordo c’erano altre 51 persone, due delle quali trovate prive di sensi, che sono state salvate. P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, sottolinea come: “Queste tragedie avvengono davanti ai nostri occhi. Eppure nulla si muove. Ogni naufragio ci mostra il paradosso di questa epoca: il fatto che degli esseri umani muoiano in mare non suscita reazioni e non provoca indignazione. Serve un sussulto di umanità. La gestione delle migrazioni richiede lungimiranza, visione e responsabilità. Limitarsi a misure di contenimento, costose in termini economici e di vite umane, non è la soluzione”. Il Centro Astalli torna a chiedere un’immediata reazione da parte dell’Europa e dei governi nazionali per cercare di salvare quante più vite possibile, l’attivazione di canali umanitari piani di evacuazione dalle principali aree di crisi. Si tratta di misure già sperimentate che bisognerebbe mettere in atto in maniera strutturale e sistematica”. (Centro Astalli: www.centroastalli.it)