Cei ed Ucei:16 schede per conoscere l’ebraismo
Il 4 giugno presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito sono state presentate le 16 schede frutto del lavoro di alcuni Uffici e Servizi della Conferenza Episcopale Italiana (Ufficio Nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso; Ufficio Nazionale per l’educazione, la scuola e l’università; Servizio Nazionale per l’insegnamento della religione cattolica) e dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI). Si tratta di uno strumento indirizzato alla redazione dei libri di testo per l’insegnamento della religione cattolica (IRC) nella scuola e per la formazione degli insegnanti, elaborato congiuntamente in un clima di reciproca stima e rispetto.
Introducendo l’incontro, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, on. Giuseppe Valditara, ha sottolineato la necessità di “impegnarci tutti perché, a prescindere da qualsiasi contesto, il demone dell’antisemitismo non ritorni mai più”, aggiungendo che “bisogna partire dagli studenti per fare in modo che non si affermino pregiudizi e narrazioni sbagliate sulla cultura ebraica e sul ruolo che ha avuto nella nostra storia”.
Nel suo intervento, il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, si è detto molto contento del lavoro comune, “che fa bene a tutti”, e del metodo: “Lavorare insieme aiuta a crescere”. Le schede, infatti, hanno coinvolto esperti della tradizione cristiana ed ebraica, “volendo essere uno strumento per assicurare alla scuola italiana testi di qualità per l’IRC, promuovendo cultura e conoscenza come vero antidoto ad ogni forma di antisemitismo.
Da parte sua la Presidente dell’UCEI, dott.ssa Noemi Di Segni, ha indicato due sfide: “Proseguire il lavoro avviato con la CEI per radicarlo sempre di più nel territorio e creare ulteriori prassi e collaborazioni tra le Comunità Ebraiche italiane e il mondo editoriale.
Leone XIV appello per Gaza
"È sempre più preoccupante e dolorosa la situazione nella Striscia di Gaza. Rinnovo il mio appello accorato a consentire l’ingresso di dignitosi aiuti umanitari e a porre fine alle ostilità, il cui prezzo straziante è pagato dai bambini, dagli anziani, dalle persone malate". (Udienza 21 maggio 2025)
Il Movimento Rinascita Cristiana fa suo l'appello del Pontefice.
Il Movimento Rinascita Cristiana chiede allo Stato Italiano di considerare
La dichiarazione congiunta dei leader di Regno Unito, Francia e Canada sulla situazione a Gaza e in Cisgiordania
Ci opponiamo fermamente all'espansione delle operazioni militari israeliane a Gaza. Il livello di sofferenza umana a Gaza è intollerabile. L'annuncio di ieri che Israele permetterà l'ingresso a Gaza di una quantità minima di cibo è del tutto inadeguato. Chiediamo al governo israeliano di fermare le sue operazioni militari a Gaza e di consentire immediatamente l'ingresso degli aiuti umanitari a Gaza. Ciò deve includere l'impegno con le Nazioni Unite per garantire un ritorno alla consegna degli aiuti in linea con i principi umanitari. Chiediamo ad Hamas di rilasciare immediatamente gli ostaggi rimasti che ha detenuto così crudelmente dal 7 ottobre 2023.
Il rifiuto da parte del governo israeliano di fornire assistenza umanitaria essenziale alla popolazione civile è inaccettabile e rischia di violare il diritto umanitario internazionale. Condanniamo il linguaggio ripugnante usato di recente dai membri del governo israeliano, che minacciano che, nella loro disperazione per la distruzione di Gaza, i civili inizieranno a trasferirsi. Lo sfollamento forzato permanente è una violazione del diritto umanitario internazionale.
Israele ha subito un attacco efferato il 7 ottobre. Abbiamo sempre sostenuto il diritto di Israele a difendere gli israeliani dal terrorismo. Ma questa escalation è del tutto sproporzionata.
Non staremo a guardare mentre il governo Netanyahu persegue queste azioni eclatanti. Se Israele non cesserà la rinnovata offensiva militare e non eliminerà le restrizioni agli aiuti umanitari, adotteremo ulteriori azioni concrete in risposta.
Ci opponiamo a qualsiasi tentativo di espandere gli insediamenti in Cisgiordania. Israele deve fermare gli insediamenti che sono illegali e minano la vitalità di uno Stato palestinese e la sicurezza sia degli israeliani che dei palestinesi. Non esiteremo a prendere ulteriori provvedimenti, comprese sanzioni mirate.
Sosteniamo con forza gli sforzi guidati da Stati Uniti, Qatar ed Egitto per garantire un cessate il fuoco immediato a Gaza. Si tratta di un cessate il fuoco, del rilascio di tutti gli ostaggi rimasti e di una soluzione politica a lungo termine che offrono la migliore speranza di porre fine all'agonia degli ostaggi e delle loro famiglie, alleviare le sofferenze dei civili a Gaza, porre fine al controllo di Hamas su Gaza e raggiungere un percorso verso una soluzione a due Stati, coerente con gli obiettivi della conferenza del 18 giugno a New York co-presieduta da Arabia Saudita e Francia. Questi negoziati devono avere successo e tutti noi dobbiamo lavorare per l'attuazione di una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati, che è l'unico modo per portare la pace e la sicurezza durature che sia gli israeliani che i palestinesi meritano, e garantire la stabilità a lungo termine nella regione.
Continueremo a lavorare con l'Autorità Palestinese, i partner regionali, Israele e gli Stati Uniti per finalizzare il consenso sugli accordi per il futuro di Gaza, sulla base del piano arabo. Affermiamo l'importante ruolo della Conferenza di alto livello per la soluzione dei due Stati che si terrà all'ONU a giugno nella costruzione del consenso internazionale intorno a questo obiettivo. E siamo impegnati a riconoscere uno Stato palestinese come contributo al raggiungimento di una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati e siamo pronti a lavorare con gli altri a tal fine.
La Chiesa italiana esprime gioia e fedeltà al nuovo Pontefice
Beatissimo Padre,
esprimiamo i sentimenti di commozione e gioia delle Chiese in Italia nell’accogliere la notizia della Sua elezione al Soglio Pontificio. Insieme alle comunità ecclesiali eleviamo il canto di lode al Signore per il dono della Sua chiamata a essere «principio e fondamento visibile dell’unità nella fede e della comunione nella carità» (Messale Romano), messaggero di pace in un mondo lacerato e ferito. Accogliamo il Suo invito a «essere una Chiesa missionaria, una Chiesa che costruisce i ponti, il dialogo, sempre aperta a ricevere come questa piazza con le braccia aperte, tutti, tutti coloro che hanno bisogno della nostra carità, la nostra presenza, il dialogo e l’amore».
La nostra Conferenza Episcopale è unita in modo speciale a Lei, a motivo del Suo ruolo del tutto unico di Vescovo di Roma e Primate d’Italia. Siamo grati di poter esercitare la collegialità episcopale sotto la Sua guida paterna. Le comunità ecclesiali si rallegrano con noi stringendosi intorno a colui che custodisce l’unità nella carità. Oggi la storia e soprattutto l’affetto di noi tutti si intrecciano per creare un nuovo rapporto, saldo e filiale, con Lei, Beatissimo Padre.
Seguendo gli appelli del Suo predecessore, Papa Francesco, ci siamo posti “in uscita” e “in cammino” con la gioia di chi ha sperimentato la pace di Cristo Risorto. Una pace, come Lei ci ha ricordato, «disarmata e disarmante, umile e perseverante», perché «proviene da Dio, che ci ama tutti incondizionatamente». In questo tempo, così tumultuoso per i conflitti che affliggono vaste aree del pianeta e i vari cambiamenti sociali e culturali in atto, continuiamo a lavorare «per la pace nel mondo». Le assicuriamo il nostro impegno per costruire ponti di dialogo, per soccorrere l’umanità sofferente, per essere sempre a servizio degli ultimi e dei più bisognosi.
Santità, può contare su di noi, sulle Chiese in Italia: vogliamo essere strumenti vivi per realizzare il sogno evangelico di diventare un’unica famiglia umana, «un solo popolo sempre in pace». La Sua elezione nel tempo liturgico di Pasqua è per noi un segno che il Risorto non ci ha lasciato orfani. A Dio rendiamo grazie e all’intercessione di Maria affidiamo il Suo ministero, perché illumini il Popolo di Dio con la verità del Vangelo e lo edifichi con la testimonianza di vita.
La Presidenza
della Conferenza Episcopale Italiana
Leone XIV il nuovo Romano Pontefice
I Responsabili nazionali e i Dirigenti locali del Movimento Rinascita Cristiana riuniti a Roma per progettare le iniziative dei prossimi mesi rendono grazie a Dio per l'elezione del Cardinale Robert Francis Prevost quale nuovo Romano Pontefice e Vescovo di Roma.
Il nuovo Papa ha scelto di chiamarsi Leone XIV: un nome evocativo di tanta storia della Chiesa che in particolare rimanda a Papa Leone XIII e alla sua enciclica Rerum Novarum, da cui ha inizio la moderna dottrina sociale della Chiesa.
Alla piazza affollatissima e a tutto il popolo romano e proveniente da ogni parte del mondo il Papa ha rivolto questo saluto:
"La pace sia con tutti voi! Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo risorto, il buon pastore che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anche io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, tutte le persone, ovunque siano, tutti i popoli, tutta la Terra. La pace sia con voi. Questa è la pace di Cristo risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio.
Dio che ci ama tutti, incondizionatamente. Ancora conserviamo, nelle nostre orecchie, quella voce debole ma sempre coraggiosa di Papa Francesco, che benediva Roma. Il Papa che benediva Roma, e dava la sua benedizione al mondo intero, quella mattina, nel giorno di Pasqua. Consentitemi di dar seguito a quella stessa benedizione: Dio ci vuole bene, Dio vi ama tutti, e il male non prevarrà: siamo tutti nelle mani di Dio. Pertanto senza paura, uniti mano nella mano con Dio e tra di noi, andiamo avanti. Siamo discepoli di Cristo, Cristo ci precede: il mondo ha bisogno della sua luce. L’umanità necessita di lui, come il ponte per essere raggiunta da Dio e dal suo amore. Aiutateci anche voi, poi gli uni gli altri, a costruire ponti con il dialogo, con l'incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo, sempre in pace. Grazie a Papa Francesco.
Voglio ringraziare anche tutti i confratelli cardinali che hanno scelto me per essere successore di Pietro, e camminare insieme a voi, come Chiesa unita, cercando sempre la pace, la giustizia, cercando sempre di lavorare come uomini e donne fedeli a Gesù, senza paura, per proclamare il Vangelo, per essere missionari.
Sono un figlio di Sant’Agostino, agostiniano, che ha detto “con voi sono cristiano e per voi vescovo”. In questo senso possiamo tutti camminare insieme verso quella patria che Dio ci ha preparato.
Alla chiesa di Roma un saluto speciale. Dobbiamo cercare insieme di essere Chiesa missionaria, aperta, del dialogo, con le braccia aperte come questa piazza, aperta a ricevere tutti coloro che ne hanno bisogno. Una chiesa missionaria. A tutti voi, fratelli e sorelle, vogliamo essere una chiesa sinodale, che cammina, che cerca la pace, la carità, vicina a coloro che soffrono.
Oggi è il giorno della supplica alla Madonna di Pompei. Nostra madre, Maria, vuole sempre camminare con noi: ci aiuta con la sua intercessione e amore. Preghiamo insieme per questa nuova missione per la pace del mondo e chiediamo l'intercessione di Maria".
Il Movimento Rinascita Cristiana accoglie il nuovo Pontefice con fiducia, con gioia e con devozione figliale.
Con il popolo di Dio le sue ultime ore
All’età di 88 anni Papa Francesco si è spento il 21 aprile 2025, lunedì dell’Angelo, alle ore 7,35. Il giorno precedente, Pasqua di Risurrezione, con un filo di voce ha dato la benedizione Urbi et Orbi dalla loggia di San Pietro. Il suo ultimo messaggio, con un accorato appello alla pace, scritto di suo pugno, è stato letto dal Cerimoniere pontificio. Subito dopo il Papa ha voluto fare un giro sulla papamobile a Piazza San Pietro, salutando i pellegrini convenuti da ogni parte del mondo. È commovente pensare a queste ultime ore di Papa Francesco trascorse con il popolo di Dio, con quella Chiesa che ha amato e servito con dedizione per tredici anni. Con questo suo ultimo gesto di amore per il popolo ricordiamo anche tanti suoi gesti originali verso gli ultimi, i carcerati, gli immigrati, i deboli e gli scartati in ogni parte del mondo. E ricordiamo anche tante sue parole estemporanee che ci hanno spronato a essere cristiani coerenti e coraggiosi.
Tra le sue encicliche, in particolare, vogliamo ricordare Evangelii Gaudium, il suo programma pastorale, Fratelli Tutti, tutti figli dello stesso Padre appartenenti alla stessa famiglia umana e Laudato Sì, un inno alla madre terra e un invito ad una ecologia integrale. Il Movimento Rinascita Cristiana ha dedicato a queste encicliche tre recenti Piani di Lavoro.
In Evangelii Gaudium Papa Francesco ci ha insegnato che il tempo è superiore allo spazio e che per la Chiesa e per ciascuno di noi è importante, più che prendere decisioni immediate, iniziare processi che portino ad un discernimento reale e condiviso. In questo senso il Sinodo universale è stato ed è tuttora un evento di discernimento comunitario di tutto il popolo di Dio.
“Nella Pasqua del Signore, la morte e la vita si sono affrontate in un prodigioso duello, ma il Signore ora vive per sempre e ci infonde la certezza che anche noi siamo chiamati a partecipare alla vita che non conosce tramonto, in cui non si udranno più fragori di armi ed echi di morte. Affidiamoci a Lui che solo può far nuove tutte le cose!”
È con queste ultime parole del tuo messaggio pasquale che, caro Papa Francesco, ti vogliamo ricordare. Nello splendore della Pasqua eterna veglia sulla Chiesa e su ciascuno di noi, aiutaci a portare a compimento con coraggio la riforma della Chiesa da te iniziata. Il Movimento Rinascita Cristiana ti ricorda con affetto e gratitudine.



