Il Card. Matteo Zuppi è il nuovo Presidente dei Vescovi italiani
Papa Francesco ha nominato il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Ad una prima estemporanea intervista data alla stampa il Cardinale ha usato tre parole: collegialità, cammino sinodale e pace. "Comunione e missione sono le parole che sento nel cuore. Cercherò di fare del mio meglio, restiamo uniti nella sinodalità". La Chiesa per il CArdinale è una Chiesa in movimento: "la missione quella di sempre: la Chiesa che parla a tutti e parla con tutti", "la Chiesa che sta per strada e che cammina, la Chiesa che parla un'unica lingua, quella dell'amore, nella Babele di questo mondo".
Il Movimento Rinascita Cristiana accompagna con la preghiera il cardinale Matteo Zuppi nel suo nuovo servizio alla Chiesa come presidente della Cei.
Retinopera: Appello Ucraina
Al Presidente del Consiglio Mario Draghi e al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio
Il 6 maggio la rete di 23 Associazioni, Movimenti e Organizzazioni cattoliche a livello nazionale a cui aderiscono circa otto milioni di cattolici, ha espresso in un comune documento la propria crescente angoscia per le vicende per la guerra in Ucraina e le proprie aspettative e speranze di pace. L'intero appello condivide profondamente l'invito del Papa ad impegnarsi sempre di più per il bene comune e ad essere costruttori di pace. Il Papa nel messaggio Urbi et Orbi del 17 aprile invita a contrastare lo "spirito di Caino" e a lasciare entrare la pace di Cristo nelle nostre vite, nelle nostre case e nei nostri Paesi.
"Retinopera chiede al Governo Italiano di operare affichè l'Unione Europea prepari e poi sostenga una proposta di negoziato per porre fine alla guerra. Siamo convinti che l'assoluta condanna nei confronti dell'aggressore può e deve essere accompagnata da un'iniziativa volta ad una seria trattativa. La pace si fa tra nemici. Non possiamo rischiare di far precipitare questa carneficina in una terza guerra mondiale nella quale periremo tutti.
Siamo convinti che il Governo italiano ha tutte le competenze e un baaglio di esperienze, convinzioni e capacità per sostenere attivamente lo studio e la definizione di proposte concrete volte al negoziato". (Leggi l'intero documento con l'elenco delle Associazioni aderenti)
I Vescovi italiani un appello e una preghiera per fermare la guerra
Il card. Bassetti ha aperto il Consiglio permanente della Cei, il 21 marso, lanciando un nuovo appello per fermare la guerra in Ucraina e chiedendo all'Europa di mobilitarsi per l'accoglienza attraverso una ripartizione dei profughi nei vati Stati.
“Questa ‘inutile strage’ del nostro tempo sia fermata”, ha esclamato Bassetti, che si è unito alle parole pronunciate dal Papa nell’Angelus di ieri: “Tutto questo è disumano! Anzi, è anche sacrilego, perché va contro la sacralità della vita umana, soprattutto contro la vita umana indifesa, che va rispettata e protetta, non eliminata, e che viene prima di qualsiasi strategia”. “Le guerre sono sempre ingiuste”, ha ripetuto assetti con il Papa.
“Le nostre Chiese stanno facendo e faranno la loro parte nell’accoglienza e nell’apertura di corridoi per favorire l’arrivo in sicurezza delle persone che sono bloccate nei Paesi di transito, che non riescono più a proseguire il loro viaggio o sono troppo vulnerabili per farlo”, ha assicurato il cardinale. L’auspicio della Cei è che “la mobilitazione della comunità politica internazionale possa trovare una soluzione al conflitto, intensificando gli sforzi diplomatici per arrivare alla cessazione delle ostilità e dell’indiscriminata violenza, che rappresentano sempre un passo indietro nel cammino dell’umanità”. “Ci conforta, in tal senso, la recente esperienza dell’Incontro ‘Mediterraneo frontiera di pace’ vissuto a Firenze dal 23 al 27 febbraio”, il bilancio: “Noi vogliamo costruire la pace: vogliamo farlo per le nostre città, per le nostre comunità religiose, per le nostre famiglie, per i nostri figli. La pace è un valore che non si può barattare con nulla. Perché la vita umana non si compra e non si uccide! Sogniamo e vogliamo la pace tra tutti i popoli”.
La Conferenza Episcopale Italiana propone una preghiera per la pace da celebrare il sabato o la domenica delle palme. Anche Rinascita Cristiana si unisce a questa preghiera. PREGHIERA PER LA PACE
Il Presidente della Conferenza Episcopale polacca a Kirill Patriarca ortodosso di Mosca
Una interessante rassegna stampa dello scambio di lettere tra il Vescovo polacco Gadecki e il Patriarca Kirill a cura di don Pier Giuseppe Accornero.
«Ti prego, fratello, il più umilmente possibile, di fare appello a Vladimir Putin per il ritiro dell’esercito russo da uno Stato sovrano quale l’Ucraina perché nessuna ragione giustifica mai la decisione di iniziare un’invasione militare di un Paese indipendente, il bombardamento di case, scuole e asili; affinché termini l’insensata lotta contro il popolo ucraino, nella quale stanno morendo persone innocenti, e la sofferenza non riguarda solo i militari, ma anche i civili, donne e bambini».
La lettera dell’arcivescovo Stanisław Gądecki e la risposta del Patriarca. Il presidente della Conferenza episcopale polacca il 2 marzo si rivolge a Kirill, Patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le Russie. La risposta il 6 marzo con un attacco diretto alla cultura antropologicamente decadente dell’Occidente: getta tutto il suo peso a favore dell’aggressione di Putin all’Ucraina. Essa riguarda «da quale parte di Dio intenda stare l’umanità» e, in particolare, quale atteggiamento prendere sull’«impero della menzogna», cioè l’Occidente, impegnato ad assecondare le richieste del mondo omosessuale. Il «Moscow Times» ricorda la lettera di alcune centinaia di pope russi contrari all’invasione dell’Ucraina. Il Patriarcato di Mosca nell’ottobre 2018 ha subìto lo scisma dalla Chiesa ucraina che si è staccata da Kirill, si è dichiarata autocefala ed è stata riconosciuta da Bartolomeo Patriarca di Costantinopoli. La nascita a Kiev della Chiesa ortodossa nazionale è una sconfitta totale per Mosca. «Le parate gay – dice ora Kirill, con un’argomentazione che non c’entra nulla - hanno lo scopo di dimostrare che il peccato fa parte del comportamento umano» e che ospitarle è «una prova di lealtà» dei governi occidentali. Un atteggiamento invece «rifiutato» dalle autoproclamate Repubbliche indipendentiste nell’Ucraina orientale.
Un accorato appello
Cari fratelli e sorelle,
in Ucraina scorrono fiumi di sangue e di lacrime. Non si tratta solo di un’operazione militare, ma di guerra, che semina morte, distruzione e miseria. Le vittime sono sempre più numerose, così come le persone in fuga, specialmente mamme e bambini. In quel Paese martoriato cresce drammaticamente di ora in ora la necessità di assistenza umanitaria.
Rivolgo il mio accorato appello perché si assicurino davvero i corridoi umanitari, e sia garantito e facilitato l’accesso degli aiuti alle zone assediate, per offrire il vitale soccorso ai nostri fratelli e sorelle oppressi dalle bombe e dalla paura.
Ringrazio tutti coloro che stanno accogliendo i profughi. Soprattutto imploro che cessino gli attacchi armati e prevalga il negoziato – e prevalga pure il buon senso –. E si torni a rispettare il diritto internazionale!
E vorrei ringraziare anche le giornaliste e i giornalisti che per garantire l’informazione mettono a rischio la propria vita. Grazie, fratelli e sorelle, per questo vostro servizio! Un servizio che ci permette di essere vicini al dramma di quella popolazione e ci permette di valutare la crudeltà di una guerra. Grazie, fratelli e sorelle.
Preghiamo insieme per l’Ucraina: qui davanti abbiamo le sue bandiere. Preghiamo insieme, come fratelli, la Madonna Regina dell’Ucraina. Ave o Maria…
La Santa Sede è disposta a fare di tutto, a mettersi al servizio per questa pace. In questi giorni, sono andati in Ucraina due Cardinali, per servire il popolo, per aiutare. Il Cardinale Krajewski, Elemosiniere, per portare gli aiuti ai bisognosi, e il Cardinale Czerny, Prefetto ad interim del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Questa presenza dei due Cardinali lì è la presenza non solo del Papa, ma di tutto il popolo cristiano che vuole avvicinarsi e dire: “La guerra è una pazzia! Fermatevi, per favore! Guardate questa crudeltà!”.
UNIAMOCI IN PREGHIERA CON LE PAROLE DI FRANCESCO
Signore Dio di pace, ascolta la nostra supplica!
Abbiamo provato tante volte e per tanti anni a risolvere i nostri conflitti con le nostre forze e anche con le nostre armi; tanti momenti di ostilità e di oscurità; tanto sangue versato; tante vite spezzate; tante speranze seppellite… Ma i nostri sforzi sono stati vani. Ora, Signore, aiutaci Tu! Donaci Tu la pace, insegnaci Tu la pace, guidaci Tu verso la pace. Apri i nostri occhi e i nostri cuori e donaci il coraggio di dire: “mai più la guerra!”; “con la guerra tutto è distrutto!”. Infondi in noi il coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace. Signore, Dio di Abramo e dei Profeti, Dio Amore che ci hai creati e ci chiami a vivere da fratelli, donaci la forza per essere ogni giorno artigiani della pace; donaci la capacità di guardare con benevolenza tutti i fratelli che incontriamo sul nostro cammino. Rendici disponibili ad ascoltare il grido dei nostri cittadini che ci chiedono di trasformare le nostre armi in strumenti di pace, le nostre paure in fiducia e le nostre tensioni in perdono. Tieni accesa in noi la fiamma della speranza per compiere con paziente perseveranza scelte di dialogo e di riconciliazione, perché vinca finalmente la pace. E che dal cuore di ogni uomo siano bandite queste parole: divisione, odio, guerra! Signore, disarma la lingua e le mani, rinnova i cuori e le menti, perché la parola che ci fa incontrare sia sempre “fratello”, e lo stile della nostra vita diventi: shalom, pace, salam! Amen.



