Mons. Soddu: strumentalizzare le paure è il pericolo più grande
“Agitare lo spettro di invasioni, pur smentite dalle statistiche o sventolare quello dell’insicurezza, laddove una visione complessiva fatica a cogliere le radici fattuali di essa, al di là di episodi della cronaca esecrabili e dolorosi, ma non generalizzabili” rappresenta “il modo per introdurre modelli di convivenza del tutto estranei alla nostra tradizione, oltreché in buona parte estranei al messaggio evangelico, che rischiano anche di indebolire la capacità del nostro paese di costruire una comunità nazionale coesa, accogliente e solidale”. “Occorre migliorare il testo del decreto Salvini” afferma mons. Francesco Soddu, direttore della Caritas Italiana. “È la strumentalizzazione delle paure esistenti a costituire il pericolo più grande a generare politiche che sembrano porre in discussione i principi di bene comune, accoglienza, di tolleranza, di solidarietà, più profondamente iscritti nel nostro modello di convivenza civile e nella nostra Costituzione, in cui è contenuto anche il Vangelo”. Oggi “la politica sembra aver cambiato radicalmente direzione” tanto che “i principi che solo pochi anni fa non ci si sarebbe nemmeno sognati di porre in discussione vengono considerati quasi come degli inutili orpelli”. “Il tema della democrazia e della partecipazione rappresenta con molta probabilità la sfida tra le più cruciali che ci vengono poste innanzi nei tempi non facili che stiamo vivendo”, ha osservato mons. Soddu evidenziando che questa sfida chiama in causa tutti, sia “come cristiani, preoccupati di testimoniare il Vangelo con la nostra vita” sia “come cittadini, impegnati nella costruzione di un bene comune condiviso in cui la centralità della persona umana sia riconosciuta e garantita”.
Serve “un impegno di tutti, su molti fronti, con politiche inclusive e generative, ad ogni livello”, ha confermato l’economista Pierluigi Grasselli, docente all’Università di Perugia, per il quale occorre “una cooperazione diffusa, una fiducia reciproca, un clima di unitarietà e di coesione, che in Italia oggi contrasta nettamente con lo spirito divisivo, di accesa e rancorosa competizione, portato avanti nel nostro Paese”. In questo orizzonte, si inserisce il ruolo di Rinascita Cristiana, chiamata a “superare la prevalente assenza di pensiero del mondo attuale, andando oltre il ricorso generalizzato a opinioni, percezioni, slogan” e a “migliorare il processo di conoscenza, verificando le informazioni, valutando le percezioni, approfondendo il discernimento”.
“È finito il tempo delle attese: ci siamo messi al servizio della Parola, non possiamo più far finta di nulla se non vogliamo domani essere irrilevanti. I nostri valori sono quelli che troviamo nella Costituzione, li vogliamo ritrovare anche nelle nostre leggi”, ha concluso Serena Grechi, presidente nazionale di Rinascita, per la quale “è tempo di raccogliere le sfide di questo tempo, di fare delle scelte, dire che noi ci siamo e che vogliamo esserci, ogni volta che c’è un’ingiustizia e che il nostro fratello ci chiede aiuto”.
(Consulta la rassegna stampa a cura di Stefania Careddu)
Abitare i conflitti: lavoro, famiglia, diritti sociali, diritti privati e corruzione
Il lavoro dell'anno nei gruppi di Rinascita Cristiana
Una delle sfide di oggi è controllare i conflitti, impegnandosi a trasformare le situazioni di potenziale rottura, personale o collettiva, in nuove opportunità; è il nostro agire, infatti, che può far diventare i conflitti occasioni di sviluppo e di crescita futura. Da queste premesse di fondo è partito il percorso di quest’anno. Nelle sintesi arrivate dalle città si coglie il disagio provocato dai contrasti e dalle contraddizioni che caratterizzano questo tempo di accelerazione senza tregua in cui tutto cambia e viene messo in discussione e in cui il dominio del vivere qui e ora annulla la durata degli affetti e di tutte le esperienze.
Si è spiazzati come cittadini e come credenti di fronte alla complessità del mondo e ai suoi interrogativi inaspettati, cui vorremmo rispondere a partire dalla la nostra identità cristiana, ma aperti a valutare con discernimento le sue provocazioni.
Rendere abitabile un conflitto non vuol dire sempre risolverlo, anche perché a volte non c’è una soluzione immediata, ma sapere che malgrado ciò vi è la possibilità di vivere al suo interno con generosità, dignità. Non costruiremo il futuro restando a guardare con virtuosa indignazione guerre fratricide e mazzette, ma cercando di assumere in prima persona la responsabilità di tutto questo confidando nell’aiuto di quel Dio incarnato che del conflitto e del contrasto ha fatto esperienza dirette venendo ad abitare in mezzo a noi.
Il MIAMSI presso il Consiglio d’Europa
E' interessante capire come è strutturata la nostra presenza, tramite il MIAMSI, nel Consiglio d'Europa. Le nostre inchieste e i nostri resoconti servono ad alimentare e rendere efficace questa presenza.
Il funzionamento del Consiglio d’Europa è strutturato su tre colonne: i paesi membri attraverso il Comitato dei ministri e l’Assemblea parlamentare, le autonomie locali attraverso il Congresso delle Autorità locali e regionali e la società civile attraverso la Conferenza delle ONG. Tutti questi attori partecipano alla formulazione della politica sociale europea.
Per la sua attività di partecipazione alla formulazione e controllo delle politiche sociali europee, la Conferenza delle ONG si è dotata di commissioni tematiche che sono divise a loro volta in gruppi di lavoro su questioni specifiche.
Il MIAMSI, del quale Rinascita Cristiana è parte nonché movimento fondante, a Strasburgo è integrato in tutte le commissioni e in numerosi gruppi di lavoro.
Nella Commissione diritti umani partecipa ai seguenti gruppo di lavoro: povertà e grande povertà; problemi di rispetto dei diritti e nel “vivere insieme” posti dalla trasformazione in digitale delle nostre società; protezione dei diritti umani e affermazione del ruolo della società civile nel controllo del loro rispetto.
Nella Commissione democrazia, coesione sociale e sfide mondiali partecipa ai gruppi di lavoro sulla prevenzione della corruzione che impegna la società civile e sulla protezione dell’essere umano e della dignità umana.
Nella Commissione educazione e cultura partecipa ai gruppi di lavoro sulle città interculturali (politiche per l’integrazione culturale per il quale il Consiglio d’Europa propone un programma apposito che ha visto l’adesione del movimento di Rinascita Cristiana a Firenze), sul diritto all’educazione continuata e sulle questioni del digitale (informatica) nell’educazione.
Vi sono anche gruppi di lavoro che s’interessano ad argomenti che sono trasversali a quelli trattati dalle tre commissioni: tra questi, il MIAMSI partecipa a quello sulla coesione sociale e territoriale e a quello sulla cittadinanza digitale.
Ricostruire, ricucire, pacificare
Prolusione del Cardinale Bassetti al consiglio permanente dei vescovi italiani. Una sapienza antica ci insegna che «per ogni cosa c’è il suo momento»: c’è «un tempo per demolire e un tempo per costruire», un «tempo per stracciare e un tempo per cucire» e, infine, un «tempo per la guerra e un tempo per la pace». Questi passi del Qoèlet vanno oggi riformulati con tre verbi che ci guideranno nella riflessione di questi giorni e nell’azione pastorale del prossimo futuro: ricostruire, ricucire e pacificare.
Dichiarazione congiunta dei Responsabili europei del MIAMSI
A tutti i nostri aderenti
Noi, responsabili dei movimenti che fanno parte del Relais Europeo del MIAMSI, riuniti a Parigi il 27 e il 28 febbraio 2016, abbiamo riflettuto sull’emergenza legata al problema dei flussi migratori e sull’attuale tendenza a rimettere in discussione il Trattato di Schengen.
Davanti all’urgenza delle situazioni umane, abbiamo deciso di rivolgerci a tutti i membri di ogni nostro Movimento.
Nel Vangelo di Luca (10,29-37) viene posta a Gesù una domanda da parte di un dottore della legge: « Chi è il mio prossimo? » Gesù risponde che non esiste un prossimo naturale ma è mio prossimo colui che io riconosco come figlio di Dio. É per decisione che io mi rendo prossimo dell’altro. Ecco la buona notizia del Vangelo!Considerando gli avvenimenti che stiamo vivendo nel mondo e nei nostri paesi d’Europa, dove i cuori e le frontiere si chiudono sempre di più, i nostri Movimenti sono chiamati a dare prova di coraggio, di audacia e di fede per superare l’angoscia e affrontare le paure della convivenza oggi che nascono nelle nostre società.
È quello che i partecipanti al Colloquio di Pozzallo, organizzato dal Relais Europeo sull’accoglienza dei migranti, hanno sperimentato e vissuto.
Di fronte alle tante situazioni e agli ultimi avvenimenti, i nostri gruppi di base come d’abitudine continuano ad utilizzare il proprio metodo come mezzo di discernimento che può favorire una convivenza comune rischiarata dalla fede e dall’esperienza di Cristo.



