Si è concluso domenica 23 febbraio a Bari, con la Messa celebrata da Papa Francesco, l'incontro Mediterraneo frontiera di pace” promosso dalla CEI, che ha riunito 58 vescovi di 20 nazioni affacciate sul grande mare.Due i grandi temi che si sono affrontati: la trasmissione della fede e il rapporta tra Chiesa e società.
Nella Messa iniziale il Cardinale Bassetti, presidente della CEI, ha reso evidente l'obiettivo dell'incontro: cercare nuove vie di riconciliazione tra i popoli: “Sono convinto che la pace nel mondo dipenda dalla pace nel Mediterraneo”, spiega il cardinale. Per questo il Mediterraneo, oggi “ridotto a tomba di migliaia di fratelli”, deve tornare ad essere “mosaico delle culture e delle tradizioni cristiane”, ha sottolineato ancora Bassetti nell'incontro di apertura, dove ha ricordato le situazioni di ingiustizia e iniquità che “minano il fondamento dei diritti inviolabili della persona” e ha indicato con chiarezza il ruolo delle Chiese “Chiese che ritornano costantemente alle sorgenti della fede... Chiese della profezia”.
Uno dei punti emersi dalla seconda giornata dei lavori è la necessità di una maggior conoscenza, di scambi culturali e di fede sia tra le diverse Chiese cristiane, sia tra le religioni. La conoscenza è antidoto anche alla “globalizzazione dell'indifferenza”.
La teologa Pina de Simone ha posto al centro della sua riflessione l'interrogativo sulle “nuove modalità della traditio fidei in società sempre più segnate dalla secolarizzazione.
Lo storico Adriano Roccucci nella sua relazione ha affermato che “l'Umanesimo nasce dal Mediterraneo e nel Mediterraneo deve tornare a fiorire” “Il Mediterraneo non ha perso il suo carattere peculiare di ambito di relazioni e interazioni, anche conflittuali... Se noi non capiamo il meticciato, non capiremo il Mediterraneo, un mare geograficamente chiuso rispetto agli oceani, ma culturalmente sempre aperto all'incontro, al dialogo e alla reciproca inculturazione”.
Nella terza giornata dell'incontro è venuto dai vescovi l'appello a mettere al bando le armi, che sono la causa di tutti i mali, Ai politici i vescovi chiedono di aprire corridoi umanitari, di mettere fine alla causa delle migrazioni e di promuovere la cultura della pace La Chiesa deve farsi voce profetica e diventare coscienza dell'Europa.
Il documento finale dei lavori, un testo che raccoglie sensibilità diverse su numerosi temi, è stato consegnato al Papa nella Basilica di S. Nicola.
E Papa Francesco, nel suo primo discorso, torna a chiedere pace e sottolinea l'ipocrisia dei governi che parlano di pace e al contempo commerciano armi e mette in guardia da nazionalismi e populismi.
“La guerra è una follia. Non alimentare l'odio” “Dal nemico da odiare al nemico da amare” è il messaggio forte che il Papa consegna nell'omelia durante la Messa. L'amore è la strada per disarmare ogni violenza.
(I documenti completi sul sito Mediterraneo di pace)



