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Settembre 2026 - Tempo del creato

Creato 2026Il nostro testo biblico per quest’anno è tratto da Ezechiele 47:1-12, che descrive l’acqua vivificante di Dio che scorre dal tempio di Dio. Il fiume diventa sempre più profondo, risanando terre aride, rivitalizzando le acque e sostenendo ecosistemi fiorenti. La visione invita alla responsabilità umana: riconoscendo il danno ecologico, abbracciando l’interconnessione, siamo chiamati a immergerci nell’acqua e a salvaguardare e lavorare attivamente per il rinnovamento del creato affinché la guarigione dell’ambiente e il benessere umano possano fiorire insieme.

Fai scorrere l’Acqua Viva
Ogni gesto di cura per il Creato diventa parte di un flusso globale di speranza. Condividi come la tua parrocchia, scuola, comunità o organizzazione sta celebrando il Tempo del Creato. Il tuo evento può ispirare gli altri e mostrare come l’Acqua Viva scorre in tutto il mondo.

Dalla CNAL: auguri al Presidente Mattarella

Mattarella diritti umaniAl Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella
Il Comitato Direttivo della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali (CNAL, che rappresenta oltre 65 associazioni di laici organizzati), riunito oggi a Roma, sente il bisogno di farle giungere l’espressione della nostra più profonda e sincera gratitudine per la sua costante opera a garanzia e difesa della nostra Carta Costituzionale, delle diverse Istituzioni e della loro autonomia.
Di fatto lei oggi rappresenta un preciso punto di riferimento in un tempo che ha tanto bisogno di testimoni credibili.
Alla gratitudine si aggiunge il nostro impegno come singoli e come associazioni ad essere sempre maggiormente presenti in questo non facile momento, per la costruzione di una Società accogliente, di un Paese che non discrimini nessuno, un Paese dove, nel rispetto delle leggi, si possa dare vita ad una convivenza pacifica e rispettosa di tutti e di ognuno.
Accolga, caro Presidente, i nostri migliori auguri per il suo recente genetliaco.

Il Direttivo CNAL: Giuseppe Notarstefano: Azione cattolica italiana, Francesca Tittoni: Movimento Rinascita Cristiana, Pier Marco Trulli: Scouts d’Europa FSE, Palma Camastra: Movimento Vivere in, Antonella Amico: MASCI - Movimento Adulti Scout Cattolici italiani, Ruggero Diella: Salesiani Cooperatori, Romolo Guasco: Comunità di vita cristiana (CVX), Lucia Tognarini: Nuovi Orizzonti, Mario Landi: Rinnovamento nello Spirito (RnS) Patrizia Bertoncello: Movimento dei Focolari, Massimiliano Signifredi: Comunità di S. Egidio, Giuliano Visconti: Comunione e Liberazione (CL), Maddalena Pievaioli: Istituzione Teresiana.

                                                             Per il Direttivo                                                                                                   Maddalena Pievaioli, Segretaria generale
Roma 24 luglio 2026   

Leone XIV a Lampedusa

Papa LampedusaUn messaggio all'insegna della "prossimità" e della speranza, quello affidato dal Papa agli abitanti di Lampedusa. Al cimitero, prima tappa di una mattinata intensa, Leone si è inginocchiato per deporre una corona di fiori bianchi e gialli e poi raccogliersi in preghiera nel luogo dove, insieme alle tombe dei lampedusani, trovano spazio le croci e le lapidi senza nome di chi è stato inghiottito dal mare, tra cui molti bambini.
La seconda tappa della visita è stata un fuori programma: il Papa ha varcato lui stesso la Porta d’Europa, appoggiando la sua mano destra su uno dei due lati e, una volta attraversata, ha percorso a piedi un tratto di costa rocciosa, inerpicandosi fino a guardare il mare e l’orizzonte, mentre il vento gli portava via lo zucchetto.  
Un papa “migrante tra i migranti”, dunque, che con il gesto compiuto in uno dei luoghi più iconici dell’isola di Lampedusa – la Porta alta cinque metri e larga tre realizzata dall’artista Mimmo Paladino nel punto più a sud non solo dell’isola, ma dell’intera Europa – ha ripercorso non solo idealmente il percorso di chi non ce l’ha fatta a salvarsi in mare. Nella terza tappa del viaggio, al Molo Favaloro, Leone ha benedetto la targa – “luogo di approdo, speranza e umanità”, come è inciso nel marmo – che da oggi intitola il Molo a Papa Francesco. Al Molo il Pontefice ha salutato alcuni migranti ospiti nell’hotspot dell’isola, che attualmente accoglie 114 persone.
“Il Vangelo risuona dove i popoli si incontrano, le persone si accolgono, le loro vicende si intrecciano, le diverse culture si pongono in dialogo. Diventa muto, invece, dove ognuno fa di sé stesso un’isola, dove il contatto è evitato, lo scambio è interrotto”, l’inizio dell’omelia della messa conclusiva, nel Campo sportivo “Arena”.  “Sono grato al Signore di potervi visitare, sulle orme di Papa Francesco”, il primo omaggio di Leone. “Qui avete visto non solo uno, ma migliaia di esseri umani caduti nelle mani di briganti”, ha osservato il Papa attualizzando la parabola del Buon Samaritano attraverso la parola “prossimità” e i riferimenti alla Magnifica Humanitas.
“I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate”, la denuncia dal sapore politico.  “Il disinteresse per il bene comune e la corruzione nei luoghi di provenienza, un sistema economico mondiale che genera povertà ed esclusione, la paura che alimenta pregiudizi e disprezzo, l’idea che tali problemi non ci riguardano, i calcoli criminali di chi lucra sul dramma altrui, il lento e difficile passaggio da una mera gestione delle emergenze all’elaborazione di politiche organiche e condivise”. Sono queste, per il Papa, le occasioni del “passare oltre” il dramma dei migranti.

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Un Patto tra i responsabili delle religioni in Italia

tappo patto 25giugno2026Il 25 giugno, i responsabili delle religioni che sono in Italia, sottoscrivono a Roma presso l’Auditorium dell’Ara Pacis un Patto per dare continuità e prospettiva al lavoro compiuto, rendendo al contempo ufficiale l’esperienza chiamata “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”.
Questa firma rappresenta una tappa fondamentale del percorso intrapreso nell’ambito del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia. A partire dal 2023 i leader delle religioni diffuse nel Paese, si sono incontrati annualmente nella sede della Conferenza Episcopale Italiana, avviando una riflessione comune sulla necessità di essere, nello spazio pubblico, una risorsa capace di tessere dialogo, comunione e pace.
Hanno siglato il Patto: Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai; Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í d’Italia; Sikhi Sewa Society; Istituto Tevere; Confederazione Islamica Italiana; Comunità Religiosa Islamica Italiana; Assemblea dei Rabbini d’Italia; Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia; Centro Islamico culturale d’Italia; Unione delle Comunità Islamiche d’Italia; Unione Induista Italiana; Unione delle Comunità Ebraiche Italiane; Conferenza Episcopale Italiana; Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia; Unione Buddhista Italiana.
“La via italiana del dialogo interreligioso risponde a una domanda di senso: quale rilievo, quale ricaduta ha il dialogo interreligioso per la società in cui viviamo? Ciò che proponiamo è la via maestra dell’incontro con l’altro, del dialogo tra diversi accogliendo quanto dalle rispettive tradizioni può aiutare alla crescita della nostra società”, sottolinea Mons. Gaetano Castello, Vescovo ausiliare di Napoli e Presidente della Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo.
“L’Italia è ormai da tempo una società multireligiosa, composta da un ricco mosaico di fedi e di spiritualità. Il cammino che ha portato al Patto è il segno di un desiderio di conoscenza, dialogo e condivisione che unisce le comunità firmatarie sia nei loro rapporti reciproci sia nel loro interagire con l’intera società italiana”, osserva Daniele Garrone, Presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.

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Radicati e costruiti in Cristo

Luca signorelli comunione con gli apostoli cortona 1La Conferenza Episcopale Italiana nella sua ultima assemblea ha approvato le Linee di orientamento per l'attuazione del documento di sintesi del cammino sinodale delle chiese che sono in Italia. Nel testo sono indicate alcune priorità, riconosciute dai Vescovi italiani a partire da una rilettura globale del Documento di sintesi del Cammino sinodale. “Radicati e costruiti in Cristo” non sostituisce il Documento di sintesi né si sovrappone al discernimento delle Chiese locali, delle Metropolie e/o delle Conferenze Episcopali Regionali.
Si articola in introduzione, quattro capitoli e conclusione. A fare da cornice un passo della lettera ai Colossesi nel quale si evidenzia come solo il radicamento vitale e costante dei cristiani in Cristo permette alla Chiesa di essere realmente missionaria: nell’annuncio e nella testimonianza del Vangelo.
Le linee di orientamento presentate sono quattro: la prima riguarda la necessità di riconnettere vita e Vangelo, prendendo atto che la fede e la sua trasmissione non possono più essere date per scontate. La seconda, strettamente connessa alla prima, concerne la vita comunitaria che può rappresentare una testimonianza concreta della fede a patto che ci sia un serio ripensamento della Chiesa nel territorio affinché le comunità cristiane siano vitali e attrattive. La terza linea tratta della “corresponsabilità differenziata”, con attenzione alla presenza missionaria dei laici, agli organismi di partecipazione e all’attivazione di ministeri battesimali. La quarta chiede di verificare l’adeguatezza delle strutture per la trasmissione della fede: comunità parrocchiali o interparrocchiali, Conferenze Episcopali Regionali e alcuni aspetti della struttura della CEI.
“Occorre avviare processi, tanto più necessari in un tempo nel quale la trasmissione della fede cristiana non può più essere presupposta né affidata a dinamismi spontanei. È questa la consegna – si legge nel testo – che raccogliamo e che vogliamo assumere con realismo e fiducia. Avviare processi significa accettare che il rinnovamento ecclesiale richiede tempo, pazienza, discernimento, conversione e perseveranza; significa non cedere alla tentazione di cercare soluzioni immediate o assetti soltanto funzionali; significa generare dinamismi, capaci di incidere realmente nella vita delle comunità, di formare coscienze credenti, di rendere più evangeliche le relazioni ecclesiali, di favorire una presenza cristiana più viva nei contesti quotidiani. In questa prospettiva, le priorità indicate in questo testo vogliono essere un orientamento per il cammino, non un punto di arrivo”. (Il documento)

  1. Il Card. Zuppi all'Assemblea della CEI: Magnifica Humanitas un dono prezioso
  2. Leone XIV: "abbiamo il dovere di restare umani"
  3. Una Commissione per l’intelligenza artificiale
  4. Il lavoro e l’edificazione della pace

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Parrocchia S. Cuore ore 15,00
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