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Incontro di aggiornamento: quale missione per Rinascita Cristiana oggi? Sezano 1-3 maggio

monasterobenecomuneScopo dell’incontro è chiederci cosa oggi chiede Dio per il nostro Movimento? Come far fronte alla scomparsa di un mondo che conosciamo e alla preparazione di un mondo nuovo?
L’obiettivo è porre concretamente l’attenzione sulla situazione attuale di RC e sui necessari cambiamenti da compiere per essere all’altezza della sfida del tempo. Per questo c’è bisogno dell’impegno e della riflessione di tutti.
L’incontro si svolge dal 1 al 3 maggio nel Monastero del Bene Comune tenuto dai Padri Stimmatini.
Cercheremo di usufruire dei momenti di preghiera del Monastero e di goderne l’atmosfera di raccoglimento. (programma)

Il messaggio di Mattarella al papa: recuperare le ragioni del dialogo e della convivenza pacifica

Mattarella diritti umani«Santità, a nome del popolo italiano e mio personale, desidero rivolgerLe i più fervidi auguri in occasione della Santa Pasqua, la prima dalla Sua elezione al Soglio Pontificio.
Nella giornata in cui la Chiesa Cattolica celebra in Italia e in ogni luogo la gioia della Risurrezione e il trionfo della vita sulla morte, auspico che questi sentimenti, specialmente in tempi così complessi e inquieti, rasserenino e sollecitino tutti - governanti, donne e uomini di buona volontà – a recuperare al più presto le ragioni del dialogo, della moderazione e della convivenza pacifica e giusta tra le genti. Ci è di conforto la speranza che la Santa Pasqua rechi ovunque un messaggio che scuota dalla rassegnazione ed esorti all’azione concreta affinché l’umanità sia risvegliata da quella che Vostra Santità ha definito la “globalizzazione dell’impotenza”.
In un mondo segnato da profonde divisioni, talvolta esacerbate da interpretazioni distorte e strumentali delle fedi religiose, Vostra Santità costituisce punto di riferimento universale, capace di promuovere una cultura di concordia tra i popoli che valica i confini confessionali. Pertanto, condividendone l’urgenza, mi unisco ai Suoi costanti appelli a favore della pace, della giustizia e del bene comune. Sono i medesimi valori posti a fondamento della Repubblica italiana.
La lieta celebrazione odierna mi offre parimenti l’opportunità di ringraziare la Santità Vostra per le recenti visite pastorali compiute nella Diocesi di Roma e per le numerose visite in Italia che Ella si accinge a compiere. Ciascuna di queste occasioni rappresenta un segno tangibile della vicinanza del Soglio di Pietro al nostro Paese, che accogliamo e ricambiamo con profondo affetto.
In questo spirito, Le auguro, Padre Santo, una buona e Santa Pasqua, rinnovandoLe i migliori auspici di benessere personale».

Don Renzo Pegoraro, nostro stimato assistente, è nominato vescovo

PegoraroPapa Leone XIV ha nominato il 25 marzo, vescovo titolare di Gabi, monsignor Renzo Pegoraro, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, conferendogli il titolo personale di arcivescovo.  
Mons. Pegoraro ha espresso  "sorpresa e gratitudine" per questa notizia e ha ringraziato il Papa "per la fiducia" nei suoi confronti e "per la considerazione e l’attenzione premurose" verso l'Accademia, al suo servizio e a quello della Santa Sede.
"Nella città e nella Chiesa di Padova, di cui sono figlio, sono diventato medico e prete e il Signore mi ha guidato a imparare a prendermi cura dell’umanità ferita nel corpo e nell’anima", scrive monsignor Pegoraro. "Adesso, come vescovo, avverto come si faccia ancora più urgente la responsabilità di testimoniare quanto la fede cristiana significhi amore per la vita, per la sua cura e per la sua piena realizzazione".
Mons. Pegoraro cita anche Papa Francesco, il quale "ricordava che spesso la vita umana è minacciata da uno sguardo indifferente, dalla violenza e dalle guerre, da ingiuste diseguaglianze". 
Ringraziando il Signore per la scelta fatta di don Renzo in un ambito così difficile come quello della custodia della vita di tutti e soprattutto dei più fragili, il Movimento Rinascita Cristiana gli rinnova la sua gratitudine per l'aiuto competente  dato in questi anni  e gli augura un fruttuoso e felice ministero. 

Consiglio permanente della CEI: la prolusione del Presidente

ZUPPILa chiesa presenza di prossimità, amore e pace
“La Chiesa, nella società, si presenta sola e libera, amica, pronta a collaborare al bene comune. Ma non fa blocco con nessuna forza politica o sociale”, parole chiare e nette, quelle pronunciate dal presidente della Cei: “Chi pensa di capire la Chiesa con misere letture politiche o le attribuisce intenzioni di parte non la conosce così come ignora la sua libertà di indicare e vivere l’unica parte che cerca: la difesa della persona”. E ancora: “Non spetta direttamente alla Chiesa fare politica. Ma proprio per questo spetta alla Chiesa, con ancora maggiore passione, formare coscienze laicali libere, mature, coraggiose, capaci di discernimento e di responsabilità”.
Tra i rischi da evitare, il “disimpegno” e la tentazione di “sostituirsi impropriamente alla responsabilità dei laici, intervenendo direttamente là dove invece è decisiva la libertà della coscienza cristiana nella costruzione del bene comune”.
Queste affermazioni del Cardinale, pronunciate mentre arrivavano i risultati del referendum, trascendono il momento storico e valgono come monito a chi pensa di strumentalizzare la chiesa.
Quanto al referendum il Cardinale a caldo commenta: “Tenendo sempre conto dell’equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che tutti devono preservare, ci auguriamo che sia scelta la via di un dialogo responsabile e costruttivo tra le forze sociali e culturali e le diverse parti politiche, nella ricerca dell’indispensabile consenso possibile attorno a soluzioni di bene”.
Nella prolusione c’è anche un invito alla comunità cristiana di restare “fedele a una distinzione alta e necessaria della politica che riconosce l’autorità politica come servizio al bene comune, ma conserva la libertà di parola e di giudizio quando sono in gioco i principi etici che promuovono la dignità della persona, quando si calpestano i poveri, quando la forza prende il posto del diritto.  È importante non far mancare il nostro impegno di cristiani che credono nella vita umana, nella famiglia, nell’educazione, nel volontariato, nella pace, nel lavoro degno, in un’economia per l’uomo, nella cura del creato, nell’inclusione dei poveri”.
Sul piano pastorale, il presidente della Cei ha definito l’Evangelii gaudium di Papa Francesco – rilanciata da Papa Leone – “il testo base per la missione della Chiesa in questi primi decenni del XXI secolo” e ha citato “la bellezza e la ricchezza del percorso sinodale che abbiamo vissuto in questi anni e che ci vedrà uniti, in questi giorni, nell’esame delle Linee di orientamento che porteremo poi all’Assemblea Generale di maggio”. “Il testo, che non sostituisce il Documento di sintesi del Cammino sinodale e non si sovrappone al discernimento delle Chiese locali, indica alcune priorità che dovranno illuminare la vita ecclesiale negli anni a venire”, ha anticipato il cardinale a proposito del lavoro di questi giorni.

COMUNICATO FINALE
In un tempo di ferite profonde e di conflitti e divisioni i vescovi hanno sottolineato alcune urgenze.
1. Riprendere in mano la nota Educare a una pace disarmata e disarmante per una educazione permanente alla pace. In questo contesto l'importanza della colletta per la Terra Santa del venerdì santo.
2. Le notre comunità siano tutte orientate alla missione, in questo senso ci aiuteranno le linee di orientamento per il cammino sinodale che verranno messe a punto nell'assemblea dell CEI di maggio.

Mons. Baturi insieme ai Vescovi europei: chiedere la pace è operare per la pace

Cappella CEI 300x268“Chiedere la pace è operare per la pace: significa andare incontro alla carne di Cristo che sta soffrendo e domanda la cura della nostra dedizione e la purezza della nostra preghiera”. Lo ha ricordato Mons. Giuseppe Baturi, Segretario Generale della CEI, che, il 4 marzo, ha presieduto la Messa nella Cappella della sede della CEI aderendo all’iniziativa del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) di pregare per le vittime della guerra e invocare una pace “disarmata e disarmante”.  Un invito più che mai attuale in questi ultimi giorni e che tutti noi abbiamo fatto nostro.
Durante la Celebrazione, si è quindi pregato per affidare a Dio “il grido dei popoli feriti dalla guerra, le nostre paure e le nostre resistenze, perché la sua presenza disarmi i cuori e apra vie di fraternità”, per “le vittime innocenti della violenza e della guerra, perché, nel mistero del dolore innocente, ogni vita ferita sia accolta e ogni lacrima venga asciugata”, perché i responsabili delle Nazioni “non cedano alla tentazione della violenza e del dominio, ma scelgano il disarmo dei cuori e delle armi e si impegnino a promuovere la giustizia e il dialogo” e perché le terre ferite dalla violenza “tornino a rinverdire nella vita e nella concordia”.
Il 13 marzo la Conferenza Episcopale Italiana promuove una Giornata di preghiera e digiuno per invocare la pace. L'invito è rivolto a tutte le comunità ecclesiali affinchè chieda al Re della Pace di salvare l'umanità dagli orrori e dalle lacrime di tutti i conflitti in corso. (www.chiesacattolica.it) 

  1. Il tuo volto Signore io cerco
  2. «Ogni comunità, ‘casa della pace’». Educare alla pace e alla nonviolenza”
  3. Migranti morti in mare: colpa delle scelte disumane di UE e Italia
  4. Il mare ci chiede conto

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PROSSIMI APPUNTAMENTI

MAGGIO
1-3 Sezano (VR)
Incontro di amiciazia e aggiornamento
(Programma)

30 Novara
Parrocchia S. Cuore ore 15,00
"Gli anziani e il carisma della pace" - Daniela Sironi, Egidio Barbiero

OTTOBRE
23-25 Roma
Convegno Animatori Rinascita Cristiana

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Rinascere n. 3 - 2026

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