PREMESSA - Una definizione più ampia e 'neutrale' di civiltà
Rifiutando il concetto di civiltà come la forma più evoluta e complessa di una cultura, molti studiosi hanno cercato di usare il termine civiltà in un'accezione assai più ampia e 'neutra', in cui sia assente ogni giudizio di valore, ogni riferimento a una gerarchia di 'superiore' e 'inferiore'. Esemplare è la definizione formulata alla fine dell'Ottocento dall'inglese Edward B. Tylor, considerato da molti il fondatore dell'antropologia culturale: "La cultura, o civiltà [...] è quell'insieme complesso che comprende le conoscenze, le credenze, l'arte, i principi morali, le leggi, le usanze e ogni altra capacità e abitudine acquisite dall'uomo in quanto membro di una società". In questa definizione la civiltà assume un significato globale in quanto comprende la totalità delle manifestazioni di una società, ma non viene più limitata a una fase, la più recente, della storia umana. Viene così a cadere quella connessione tra l'idea di civiltà e la nozione di progresso che circoscrive la civiltà a quelle culture che sono pervenute, nel loro processo evolutivo, a un presunto livello 'superiore' di vita. Optare per una definizione ampliata di questo tipo significa anche rifiutare di parlare di civiltà al singolare, riconoscendo l'esistenza di una pluralità di civiltà. Ogni civiltà può essere intesa come la 'risposta' data da un gruppo umano alle sfide poste dalle particolari condizioni dell'ambiente naturale e sociale in cui viene a trovarsi. La nascita di una civiltà coincide quindi con una serie di risposte riuscite ad altrettante sfide. Una civiltà si sviluppa finché è capace di rispondere alle sfide che incontra sul suo cammino; quando questa capacità viene meno, la sua crescita si arresta; una serie di risposte non riuscite causa la sua disgregazione. Ma non si tratta di un processo irreversibile. Proprio la fase della disgregazione può segnare, anzi, la nascita di una nuova civiltà, 'figlia' della precedente. (dalla relazione di un gruppo sulla parola CIVILTA')
Le parole scelte/citate dai gruppi: solidarietà, relazione, libertà, limite, reciprocità, povertà, istruzione, potere, dignità, diversità, responsabilità, tempo, speranza... gentilezza.
Solidarietà è sostegno reciproco, coesione che si esprime come mutua assistenza, consapevolezza di far parte di un tutto unico che indeboliamo tutte le volte non ci prendiamo cura di chi sta male o è in difficoltà: ci indeboliamo e rendiamo il corpo fragile, mentre una società solidale è anche una società solida. Un fatto vissuto: il “Villaggio globale”, realizzato a Riace da Mimmo Lucano, con il sostegno di varie Associazioni e personalità, come Mons. Bregantini, padre Alex Zanotelli, don Luigi Ciotti ed altri, quando negli anni novanta un battello di Curdi, naufragò nei pressi di Riace. Lucano si trovò a fare una scelta: voltarsi da un’altra parte oppure offrire un aiuto solidale a quei fratelli sfortunati. Il suo aiuto si è ampliato fino a diventare una forma di integrazione apprezzata internazionalmente. Purtroppo si è tentato di cancellare quel modello con accuse che, nel tempo, si sono rivelate false. Una certa politica ha tentato di distruggere, con verbali falsificati e con ispezioni favorevoli ignorate, quell’esempio di solidarietà che non è solo carità, ma aiuto solidale e rispetto della dignità umana.
* solidarietà è sentirsi obbligati moralmente a dare aiuto all’altro, deriva dal riconoscere l’altro come fratello, nel riconoscersi nell’altro, per rispondere assieme a lui alle difficoltà in cui si trova. Ci rende più umani e ci fa stare meglio tutti. Non è sempre spontanea, anzi … ne deriva la responsabilità, intesa come necessità di rispondere a quello che capita al mio fratello.
* la solidarietà va oltre il volontariato: " è la virtù sociale che nasce dalla coscienza della corresponsabilità globale" espressa chiaramente da Giovanni Paolo II nella Sollicitudo rei socialis é una restituzione .
* leggendo la "Fratelli tutti", ci è richiesto un grande cambio di mentalità per capire e vivere la solidarietà del Vangelo: essere solidali significa pensare che tutti coloro che esistono intorno a noi hanno bisogno di noi e noi di loro. Questo crea una comunità basata sulla pari dignità dove la reciprocità non è altruismo, ma una forma di egoismo positivo che parte dalla coscienza dei propri talenti e di quelli degli altri. Se ho l'intelligenza, l'altro mi darà la cura; se ho la fede, l'altro mi trasmetterà i suoi valori.
Relazione - E' nella relazione che cresciamo come persona e formiamo la nostra identità. La relazione utile se guarda lontano e costruisce rapporti per camminare insieme, ma non serve per occupare spazi... quanto la si usa per il proprio tornaconto? Serve per superare i conflitti in vista della unità e non per creare gruppi contrapposti. Serve ad avere uno sguardo ampio sulla realtà, a non chiuderci nelle nostre idee, ci aiuta ad andare oltre il piccolo panorama personale. In molti interventi si nomina la responsabilità, ma non ci sono state ricerche su "cosa intendiamo per responsabilità": spesso è vista come strada per decidere in proprio (la mia responsabilità), mentre è poco sentita la corresponsabilità che deriva dal vivere la nostra relazione a livello globale
Limite/ libertà - È importante riconoscere un limite in se stessi perché questo aiuta a precisare un campo di azione; è anche importante riconoscere il limite di chi ci sta vicino perché è un aiuto al dialogo.
* Vi è un doppio aspetto del limite qualcosa da accettare e qualcosa da essere superato e che spinge ad andare avanti.
* Quando parliamo di limiti, certamente pensiamo a quelli di natura fisica e ambientale, soprattutto quelli imposti dalle condizioni di salute e dal contesto in cui viviamo; la pandemia ci ha imposto tantissime limitazioni che ci hanno colpito nelle relazioni sociali e familiari, per non parlare dei gravi problemi economici che hanno travolto la vita di tanti. A questo punto il limite diventa una situazione d'immobilità, di crisi. Proviamo, tuttavia, a capovolgere la situazione e a pensare che proprio questi limiti potrebbero diventare il volano di un cambiamento, uno stimolo ad andare oltre, uno strumento di conversione. Trasformiamo il male, la frustrazione, gli ostacoli in positività, iniziamo a prenderci cura gli uni degli altri con un discernimento comunitario, adottiamo uno stile di vita attento all’ambiente che coinvolga tutti, in specie i giovani.
*Il limite è dato dall’economia e dal costo per passare all’energia rinnovabile. La crisi economica dovuta alla pandemia rimanda molte decisioni. E’ importante per tutti un vero cambiamento culturale, di mente e di cuore, di stile di vita. E' fondamentale l'azione del singolo per una vita semplice e sobria fatta di vero rispetto e conoscenza della natura.
Libertà e Limite sono in assoluto due aspetti che ci costituiscono come persona. Guardando ai 4 temi, se separiamo la libertà dal limite avremo il liberismo selvaggio; nella tecnologia ci sarà la libertà di non avere limiti mentre la ricerca dovrebbe avere come fine il miglioramento della via per tutti; nella la democrazia la libertà senza limiti diventa personalismo mentre nel rapporto ecologia e stili di vita vanno posti dei limiti a quelle scelte che distruggono la natura per interessi di parte
* il rapporto libertà - limite ha conseguenze in tutte le nostre decisioni e in tutti i 4 temi che presentano realtà correlate e dipendenti: se la relazione tra limite e libertà si rompe, cade la possibilità di uno sviluppo armonico. La finanza autonoma porta ad esasperare forme di investimenti finalizzati al solo profitto, a scapito della economia che dovrebbe mirare al bene della società; la tecnologia senza una visione umana della scienza diventa esercizio fine a se stesso e degli interessi di pochi; la democrazia che non parte da una partecipazione responsabile al servizio della comunità diventa populismo e dittatura di fatto; l'ecologia che non cerca di cambiare stili di vita resta un'utopia o il sogno di pochi fissati... (da vedere il discorso di Papa Francesco al congresso mondiale di Assisi- l'economia di Francesco - nov. 2020)
* Siamo ancora troppo influenzati da una cultura finalizzata ad un'espansione senza limiti. Dobbiamo vivere i limiti imposti dalla natura non come frustrazione o ripiego, ma nella dimensione di una gestione più giusta. In sintesi: il primo passaggio è riconoscere l’esistenza dei limiti: il corpo stesso è un limite ma è condizione di esistenza. Il secondo è sapere convivere con i limiti, la natura stessa ci limita ma come possiamo gestirli? Come andare oltre senza negarli? Il terzo anche la comunicazione è sempre segnata dal limite.
Gentilezza dalla "Fratelli tutti": La gentilezza è una liberazione dalla crudeltà che a volte penetra le relazioni umane, dall’ansietà che non ci lascia pensare agli altri, dall’urgenza distratta che ignora che anche gli altri hanno diritto a essere felici. Oggi raramente si trovano tempo ed energie disponibili per soffermarsi a trattare bene gli altri, a dire “permesso”, “scusa”, “grazie”. Questo sforzo, vissuto ogni giorno, è capace di creare quella convivenza sana che vince le incomprensioni e previene i conflitti. La pratica della gentilezza non è un particolare secondario né un atteggiamento superficiale o borghese. Dal momento che presuppone stima e rispetto, quando si fa cultura in una società trasforma profondamente lo stile di vita, i rapporti sociali, il modo di dibattere e di confrontare le idee. Facilita la ricerca di consensi e apre strade là dove l’esasperazione distrugge tutti i ponti." F.T.224.
* La gentilezza non può ridursi ad educazione e buone maniere ma è rispetto, comprensione, dialogo. Perciò è fondamentale che ognuno esamini se stesso. E’necessario passare dall’io al noi; tanto più si esaspera l’io, tanto più si va in tensione e si sfocia nella violenza. La logica del dialogo e del rispetto assume tutto un altro tono e ci pone in condizione di serenità.
* la gentilezza è uno stile di vita che nasce dalla convinzione di un noi sociale ed ecclesiale che ci aiuta a vedere nell'altro un compagno nel cammino della vita. Si manifesta con l'ascolto, la vicinanza, la attenzione, la cura e diventa la base del nostro vivere il quotidiano.
* La gentilezza è la strada che possiamo percorrere in ogni situazione: é una componente dell'animo che ci rende disponibili a quanto accade per dire una parola, saper ascoltare, fare un gesto e proporre le nostre idee. Quello che conta è l'animo che traspare: parliamo con gli occhi, ma impariamo a guardare con il cuore.
* la Patris Corde sottolinea l'importanza della gentilezza, della vicinanza, della collaborazione attraverso l'ascolto, il coinvolgimento, il rispetto, l'esempio e la collaborazione. Non si tratta di evitare la discussione con una cortesia formale che cela il disinteresse, ma di credere che il confronto non crea perdenti e vincitori, ma collaboratori per andare avanti.
* La coscienza che ogni mia azione o frase ha delle ripercussioni su altre persone e quindi la importanza di fare attenzione a non creare situazioni sbagliate. Il rispetto dell'altro e delle sue idee, l'onestà interiore e il sentirsi parte di un tutto sono i criteri per cercare di fare scelte positive, in famiglia, sul lavoro, nel mondo.
Istruzione - è un passaggio fondamentale per collegare i temi e i problemi della vita. Oggi abbiamo un vuoto di cultura che porta a un non- vivere, mentre le persone della nostra età hanno avuto un'istruzione che ha aiutato a formarci. Oggi la complessità del vivere rende più difficile saper scegliere: inoltre i luoghi dove si impara a confrontarsi con tempi adeguati nel rispetto dell’idea dell’altro, che mi arricchisce, sono ormai cambiati (famiglia, scuola …), si sono ristretti, o sono ormai poco frequentati (sindacati, partiti, associazioni …). Non ci sono più le palestre per allenare le persone alle relazioni e dove poter insieme approfondire temi di interesse. Questo porta allo scadimento della qualità e della capacità del confronto e, in una catena perversa, a quello della politica più alta, dove si avverte la mancanza di “visione”, di spessore morale ed umano, di credibilità.
Reciprocità - E' fondamentale agire insieme: il confrontarsi con gli altri e lavorare insieme ci aiuta ad uscire dalla visione unica della realtà. Istruzione e reciprocità vanno collegate per promuovere la dignità e la responsabilità di tutti. Non è sempre facile, ma se siamo fratelli non possiamo fermarci ai buoni propositi. Siamo chiamati a vivere concretamente quanto diciamo di credere e spesso siamo frenati dall'età, dalla paura... impariamo ad essere esempi di gioia, di entusiasmo.
* la reciprocità è duratura nel tempo, costruisce unità nelle realtà concrete e comprende tutti gli aspetti: avendo compreso e fatto nostro il concetto della non - autonomia possiamo vivere in positivo la reciproca dipendenza tra le persone e tra persone e istituzioni.
* la reciprocità è un seme importante per andare oltre la tolleranza che presuppone sempre un superiore che concede; la reciprocità, invece, è un dono reciproco, un vivere insieme e non uno scambio economico. Non è facile, è quasi una utopia. Se guardiamo le nostre preferenze, come vediamo i diversi? Il tarlo di sentirci superiori, più sicuri, più tranquilli è in noi. "C'è una persona che incontriamo tutti i giorni, che aiutiamo, ma che non mi porterei a casa" .... perché? e' una realtà che vediamo e viviamo tutti e che ci chiede di cambiare qualcosa in noi stessi. Cerco di fare un tuffo in mondi diversi, ma è difficile. Andrei da loro, ma non riesco a portarli a casa.
La parola potere entra in relazione con tutti i campi della vita. Subito si pensa al potere politico di chi ci governa o al potere economico che domina il mondo, ma in realtà forme di potere si trovano in tutte le relazioni umane. Pensiamo al potere della stampa e dei media, agli insegnanti, a chi ha un ruolo preminente nelle associazioni, alla chiesa istituzionale, ma pensiamo pure ai genitori verso i figli. A ben vedere ognuno di noi ha un potere legato al suo ruolo. Grande o piccolo che sia il potere è certamente un servizio, o almeno così dovrebbe essere inteso, e una responsabilità: perciò il potere richiede umiltà e mai deve diventare sopraffazione, ma aiuto e sostegno verso quelli che la vita ci ha affidato. Ma il potere è anche un DOVERE, un talento che ci è stato dato per utilizzarlo a favore degli altri e che non va quindi rifiutato, ma messo a frutto. Perciò nasce il dovere di mettersi in gioco, di usare il giusto discernimento, di rispettare l‘altro e di aiutarlo a crescere. Negativi sono quindi sia l’uso del potere per la propria ambizione e affermazione personale, sia il non utilizzarlo per paura o pigrizia. Di questo talento, grande o piccolo che sia, dobbiamo rendere conto.
* è la possibilità di agire in base alle proprie capacità e prerogative per il bene individuale e/o per il bene comune. E’ meglio se viene riconosciuto dagli altri all’interno di un gruppo/comunità che dialoga sulla base delle specifiche capacità della persona.
Se è inteso come servizio, è rivolto agli altri e nasce dal senso di responsabilità. Richiede competenza, e confronto con gruppi di riferimento per non perdersi e portare avanti scelte comuni, o talvolta richiede di portare avanti scelte che personalmente non sono condivise.
Ci vuole solidarietà verso chi gestisce il potere, va aiutato/sostenuto e non lasciato solo affinché decida e agisca per il meglio in vista del bene comune.
Povertà: è una carenza, una mancanza che allontana, emargina, divide. Può essere culturale, economica, fisica ... e suscita reazioni opposte tra rifiuto e beneficenza, ma non relazione. Di fatto sono situazioni di carenza che incrocio nel mio quotidiano e mi chiamano ad una restituzione. Partendo dalla coscienza dei propri talenti è un mio dovere di persona umana restituire e la fede mi da una motivazione in più nel riconoscere Dio Padre di tutti.
* povertà è carenza di qualcosa e crea una mancanza di partecipazione alla democrazia ed alla vita civile. Oggi la povertà materiale pesa sul mondo. In Italia ci sono 5.000.000 di persone che non hanno da mangiare.
* La povertà è una distribuzione ingiusta dei beni del mondo ed è nostra responsabilità il ritrovare una distribuzione più equa.
* Nella mia vita non ho mai sofferto di mancanze ma ho due incontri con la povertà: in India dove le dimensioni della povertà sono inimmaginabile e quando facevo il volontario a Santa Maria del Soccorso dove ho conosciuto persone che vivevano con 300 Euro al mese e con problemi concreti. Una signora con una bambina mi disse "non abbiamo addosso nulla di comprato, è tutto Caritas". Quando tocchiamo il peso della povertà ne siamo sconvolti. Sono due esperienze che mi hanno toccato profondamente.
Rapporto Democrazia e Partecipazione: la nostra autonomia di scelta si sono persi i valori democratici su cui sono nate le istituzioni europee, la repubblica italiana, ecc.. I valori che sono fondanti nelle nostre democrazie (libertà di espressione, solidarietà soprattutto verso chi è più sfortunato, rispetto delle opinioni, delle diversità, tutela della vita, diritto al lavoro e sicurezza nel lavoro, diritto allo studio e alla conoscenza, diritto alla salute, ecc …) spesso non li viviamo, non operiamo perché si realizzino, oppure li ricerchiamo a corrente alternata, in modo opportunistico, e ne chiediamo il rispetto solo a chi non è legato a noi da interessi comuni .
E’ difficile farsi un giudizio sulle situazioni vicine e lontane, e quindi fare delle scelte, personali e politiche, se manca la possibilità del confronto, e se è faticoso e difficile accedere ad un’informazione corretta e onesta.
Ruolo e potere dei social: rappresentano oggi il vero potere e, talvolta, drammatico amplificatore di messaggi negativi e irrispettosi delle persone, manipolatore delle notizie e delle coscienze, fino a portare a scelte deleterie (assalto a Capitol Hill, interferenza occulta nel funzionamento delle istituzioni democratiche…), luogo della solitudine delle persone e del bullismo mediatico dove si getta fango irresponsabilmente su persone inermi … I social sono ormai fuori dal controllo umano, di fatto condizionano velocemente la mente delle persone, e quindi le loro scelte, spostando l’opinione pubblica in modo massiccio e veloce, a fronte della fatica nella possibilità di informazione e di reale formazione, che invece richiedono tempi lunghi, ricerca di fonti sicure e oneste.
Per vivere e costruire Democrazia, dobbiamo partecipare e non criticare dal balcone: in concreto non dobbiamo far passare in silenzio i luoghi comuni, le critiche vuote, il disfattismo comodo, ma saper spiegare motivazioni positive ed essere propositivi. Passare dall'io al noi nella comunità civile ed ecclesiale.
* Dobbiamo impegnarci per una Società che parta dalla pari dignità di ogni persona, in quanto tale, promuovendo la relazione e la responsabilità personale e collettiva, collaborando con quanti hanno a cuore il futuro dei giovani e della terra
* Il contagio, la possibilità di influire sui comportamenti non è solo in negativo: anche la cortesia, la gentilezza, la attenzione sono comportamenti contagiosi e capaci di trasformare la vivibilità di un quartiere. La trasformazione del Rione Sanità a Napoli e tanti altri esempi positivi devono farci riflettere e prendere decisioni concrete. Quante volte ricordiamo episodi positivi che ci hanno cambiato l'umore? I segni di amicizia aiutano a creare solidarietà.
Chiediamoci se la nostra autonomia di giudizio è legata a motivazioni bloccate o alla nostra capacità di senso critico. Da una indagine fatta nella Diocesi di Milano per capire e stimolare la presenza e l'impegno dei cristiani nella vita sociale della città sono emersi dati che fanno pensare: battezzati 90% ; praticanti 25%; impegnati 8%. Questa % minima si riferisce alle persone convinte che l'impegno politico faccia parte dei doveri del cristiani, non tanto e non solo come iscrizione ad un partito o assumere incarichi pubblici, ma come sentirsi parte attiva nella costruzione di una cittadinanza attiva che guarda al futuro di tutti
Nel rapporto Ecologia e Stili di vita dobbiamo imparare ad andare oltre la raccolta differenziata (da fare comunque) o gli appelli per la natura (da sostenete sempre) ed imparare ad aprire il nostro vivere agli altri, partendo dalla convinzione che tutto è collegato non solo nel male (Covid) ma anche nella crescita del bene, che è altrettanto contagioso. Quanto facciamo ha sempre delle ricadute su chi abbiamo vicino. Si tratta di allargare il contagio positivo, non è facile, ma serve. L'altro giorno ho telefonato ad una badante ucraina che veniva ai corsi di italiano ed era sparita: era sconvolta per dei fatti familiari tragici e si è stupita che l'avessi cercata dopo la sua assenza.
Tempo - E' ciò che in modo più evidente ci sfugge, sottolineando la nostra impotenza.
E’ limitato, e quindi esserne consapevoli significa non sprecarlo in cose inutili. Vivere al passo con i tempi: la tecnologia può aiutare a collegarsi, spostarsi con la testa, ad informarsi. E’ la trama lungo la quale si articolano le nostre vite, passato, presente, futuro: importante vivere bene il presente, tendo conto del passato e di un futuro incerto. E’ relativo, può essere pieno, ma anche vuoto, perso, dilatato, in relazione all’intensità con cui viviamo, in senso qualitativo (esperienze profonde/superficiali/diverse..), e anche quantitativo (fretta, accelerazione..) . Il tempo “vuoto”, il tempo “perso” è forse il più importante perché è quello che ci permette di entrare in noi stessi, in cui elaboriamo le esperienze vissute, meditiamo, preghiamo, siamo in contatto con la nostra essenza più profonda, capiamo chi siamo e cosa vogliamo fare, come ci orientiamo … è il tempo dedicato all’ascolto degli altri, alla compagnia verso gli altri, alla condivisione con gli altri.
* L'uso del tempo durante il Covid: accanto un reale stress per il cambio dei ritmi, il non vedersi, una rinnovata convivenza alla quale molte famiglie non erano più abituate... è stata anche l'occasione per rivedere l'uso del tempo "lento" da riempire con la riflessione, le piccole cose quotidiane o la scoperta di talenti nascosti che sono diventati la risorsa non solo economica in un periodo di crisi.
Un esempio: il forzato "Restare in casa" ha fatto nascere in un mio cugino (dirigente in una ditta farmaceutica) la decisione di provare a trasformare in quadri /collage le sue reazioni a questo momento particolare: ora espone in Mostre in tutta Italia sia perché le sue composizioni sono interessanti, sia per passare un messaggio di vita: "in ogni situazione è importante reagire e cercare di trovare il positivo "
La nostra autonomia di scelta
* le nostre scelte e le nostre capacità di giudizio derivano dai nostri valori: più siamo convinti, più le valutazioni sono accolte. Cerchiamo di andar al fatto, mai separati dai valori. Ho 76 anni: condizioniamo la coscienza con scelte sbagliate... evitiamo di ripeterle. Decidere è tagliare tra quello che scelgo e quello che scarto?
* Sono tante le paure che influenzano la nostra autonomia di scelta: non vogliamo cambiare strade collaudate che abbiamo posto alla base delle nostra vita. sentiamo sgretolare le nostre certezze, ma Gesù sconvolge questa nostra ricerca di sicurezza. Dobbiamo imparare a essere elastici. Gesù è il nostro metro nella spinta a rinnovarci senza paure. Molte opinioni sono fondanti, ma altre sono ora rivedibili. Le inquietudini hanno cambiato il mondo e sono un valore. Per la autonomia di giudizi servono i valori, ma vanno uniti alla flessibilità.
* giudicare è difficile perché sono chiusa in casa con notizie false. Penso che oggi la cosa importante sia affermare che dobbiamo ora preparare il futuro e le persone al dopo covid, esser positivi per ripartire, testimoniare non stando fermi, chiusi nei nostri limiti. Gli italiani hanno fantasia per produrre idee nuove.
Che valore diamo alla parola Scelta?
* Diventare adulti nella fede, nella preghiera e nell' impegno a scegliere senza delegare. Dio ci ha dato la libertà di scegliere: essere giusti o no - amare o no- e la fede da sempre ci aiuta ad essere liberi. Scegliere significa essere responsabili della propria scelta, con l'aiuto di Dio.
* nella mia testa anche la adesione alla fede è una scelta, non un dono. L'essere cristiano e cattolico deriva dal fatto di essere nato qui, ma perché ho detto SI? perché mi sento migliore, più completo. Tornando a Giuseppe la sua scelta è di accogliere Maria, di seguire i sogni per fede... non era facile, ma lo fa. Il suo esempio è importante per il senso della accoglienza, il valore della preghiera e della fiducia in Dio, per come custodisce Maria e Gesù
Quale differenza tra speranza laica e speranza cristiana?
* la prima è apertura al nuovo in vista di un futuro migliore, per il credente la speranza va oltre è perché è collegata alla fiducia in Dio. Sentiamo che c'è un progetto di Dio sulla nostra vita. La fede ci porta oltre, ci apre verso un percorso più alto che ci aiuta a fare scelte diverse.
* la speranza abbatte muri ed apre porte ci proietta verso il futuro, l'inatteso ed il trascendente. Evita la progettazione statica e riduce la zavorra delle piccolezze umane. Del nostro operare risponderemo personalmente, ma come operare con gli altri? Ci sono esempi belli, come l'esperienza per la vaccinazione fatta con attenzione e cura dei dettagli e gestita da volontariato civile e alpini, ma ci sono tanti esempi negativi quando devo faticare per farmi fare la regolare fattura se non voglio essere complice di una frode fiscale.
* la speranza cristiana è sapere che " siamo le Sue mani" nell'oggi e che, quando sbagliamo, Dio ci è vicino per aiutarci a vedere strade nuove, superando la pigrizia, l'indifferenza, la disperazione del "non si può fare nulla"
Diversità: rischio o risorsa
* Partendo dalla definizione di razzismo, parola e concetto risalenti alla metà del XIX secolo, tutti concordiamo nel non definirci tali: Se però allarghiamo la nostra analisi vediamo che anche noi siamo contagiati dall’avversione per la diversità, che può essere omofobia, misoginia, insofferenza per le diversità culturali o per l’ignoranza, cioè insofferenza per categorie specifiche di persone, che ai nostri occhi appaiono talvolta come pericolose ed estranee.
* In una realtà che cambia molto velocemente siamo quotidianamente a contatto con diversità che ci pongono domande e che non possiamo rifiutare a priori. Sono realtà che ci avvicinano a modi di vivere, pensare, reagire e credere diversi, ma non necessariamente sbagliati: questo ci obbliga a verificare la fondatezza e la solidità delle nostre convinzioni con la attitudine al confronto e ad accettare di poter o dover cambiare qualcosa che era ormai morto e che continuavamo a portarci dentro. " la diversità interpella la mia libertà e le mie scelte" e scardina la certezza plurisecolare della nostra "superiorità europea".
* Per fortuna abbiamo un Papa che ci solleva, ci dimostra che si può sperare, ci aiuta con riflessioni, gesti e scelte di vita coerenti con il Vangelo, dimostrandosi concretamente un vero uomo di fede ed anche un politico di alto spessore, capace di far incontrare mondi religiosi e culturali distanti su temi e valori comuni, operando scelte concrete coerenti con tali valori.
* quando ero in Banca c'era una persona che era considerata uno scarto dai colleghi; quando è morta sono andato a parlare con una persona del Sindacato ed ho scoperto che era una persona indicata ad esempio agli altri. Conoscere le diversità è il modo per entrare in relazione con persone e problematiche diverse, con povertà alle quali non avevamo pensato o con situazioni che avevamo già catalogato. Cosa possiamo fare a livello culturale?
* Dio educa il suo popolo, ma noi possiamo educare noi stessi e gli altri



