Quando parliamo di fiducia, della capacità di fidarsi degli altri e di ripagare la fiducia ricevuta, parliamo del fondamento del vivere civile. Come afferma John Locke, la fiducia è il collante della società. E Simmel giunge a dire: “senza la fiducia generalizzata e vicendevole tra le persone, la società si disintegrerebbe …” la fiducia gioca insomma un ruolo fondamentale in ogni interazione sociale diretta o indiretta, personalizzata o anonima, mediata o immediata … (Bruni e Zamagni, p.397).
Purtroppo anche in Italia, come in altri Paesi dell’Occidente, si osserva una diffusa caduta di fiducia, in politica (verso le Istituzioni, verso gli esperti, verso la politica democratica), in economia (le imprese lasciano l’Italia, le imprese investono poco, le famiglie spendono poco) . E anche nel sociale: le famiglie molto spesso si sentono lasciate sole, quanto meno dalle istituzioni pubbliche (penso ai casi frequentissimi di nuclei familiari con non autosufficienti, e costretti ad arrangiarsi …)
C’è un aspetto attuale di grande rilievo della crisi della fiducia: quella nei confronti dei cd ‘esperti’ . In una democrazia, la complessità delle molteplici decisioni da prendere chiede il ricorso a degli esperti … il rapporto tra esperti e cittadini, al pari di quasi tutte le relazioni in una democrazia, si basa sulla fiducia. Il crollo di questa fiducia, che Nichols configura come un attacco alla conoscenza, determina una grave disfunzione della democrazia (Nichols, p.215). Per porvi rimedio s’impone chiarezza e onestà intellettuale da parte degli esperti, e un’adeguata alfabetizzazione, sia politica sia generale, della popolazione, che favorisca un atteggiamento critico non preconcetto nei confronti di proposte alternative e scoraggi esibizioni di arroganza … (penso, per l’Italia, alle idee che circolano su vaccini, immigrazioni, deficit e debito pubblico, i burocrati del Tesoro, … Brexit, Italexit, …)
Alla base di tutto questo troviamo la convinzione ‘Io valgo quanto te’. Come ci fa osservare Nichols, molti “cittadini delle democrazie occidentali sembrano non capire il concetto stesso di democrazia … le persone non sono tutte dotate o intelligenti in egual misura … ma i cittadini sembrano interpretare la democrazia non più come una condizione di uguaglianza politica, in cui ogni persona dispone di un voto, e ogni individuo è uguale davanti alla legge … ma come uno stato di uguaglianza più generale, in cui ogni opinione vale quanto le altre su quasi tutti gli argomenti del mondo”… (Nichols, p.229) tutto diventa una questione di opinione … si diffondono le verità alternative, le stupidate, le bufale, le post-verità … Come scrive Ferraris, “la potenza modernissima del web si allea col desiderio umano molto antico di aver ragione a tutti i costi …” e anche in tal modo può avviarsi la fine della democrazia … democrazia che invece richiede il riconoscimento dell’importanza dello sviluppo della conoscenza, per esercitare confronti, contenere conflitti e assumere decisioni rispettose di equità ed efficienza …
C’è una ragione più profonda che può giustificare l’attuale sfiducia nella politica. Come osserva Matthew Flinders, il valore della politica democratica risiede nella sua capacità di cambiamento e rinnovamento, nella ricerca di un modo nuovo di vivere insieme … al tempo d’oggi, nella capacità di costruire una nuova economia ispirata a principi etici, basata su uno stile di vita più sostenibile, sia sul piano sociale, combattendo le disuguaglianze e proteggendo le fasce di popolazione più vulnerabili e bisognose, che su quello ambientale (Laudato Si’, n.43 segg.). Insomma rifondando ciò che dà senso alla vita … Alla radice della crisi attuale della politica possiamo trovare dunque la perdita della fiducia nella capacità della politica di generare cambiamenti positivi (qui può rientrare anche il caso italiano) … (Flinders, pp.233 segg.)
La politica democratica e le sue istituzioni, sottolinea Flinders, deve fondarsi, in un contesto di cittadinanza globale, su un costante dialogo civico su come vivere insieme e sulle rispettive aspirazioni, perché le idee, gli interessi e i conflitti siano espressi apertamente e risolti pacificamente … e in cui tutti si assumano le proprie responsabilità civiche … se la politica fallisce, siamo tutti complici del suo fallimento … (Flinders, pp.248-252).
Per affrontare le sfide che ci fronteggiano, occorre un impegno su più fronti e una cooperazione diffusa, come si coglie in tema di creazione di posti di lavoro sostenibili nel mondo globalizzato … Questa richiede, tra l’altro, investimenti e innovazioni imprenditoriali generatrici di nuove nicchie competitive, la formazione alle competenze, grazie anche all’alternanza scuola-lavoro, e il miglioramento del sistema Paese sui fronti più critici (formalismo burocratico, giustizia civile, banda larga, costo dell’energia, …), e un’attenzione particolare nell’aiutare le micro imprese per l’accesso al credito … (Becchetti L., Postfazione, in F.Occhetta, pp.133-135). Per assicurare “una vita degna e ricca di senso”, non basta dunque prendersela con dei ‘capri espiatori’ (volta a volta l’euro, lo straniero, il politico corrotto), dobbiamo molto impegnarci, in primo luogo tutti noi, su molti fronti, con politiche inclusive e generative, ad ogni livello … occorre una cooperazione diffusa, una fiducia reciproca, quindi un clima di unitarietà e di coesione, che in Italia oggi contrasta nettamente con lo spirito divisivo, di accesa, rancorosa competizione, portato avanti nel Paese …
Anche RC nel Piano di lavoro coglie appieno i problemi di oggi, compresi quelli indicati (impoverimento, disuguaglianze, perdita di sovranità, sfiducia, paura, …) e si pone, nel suo percorso di discernimento, lungo un cammino con alcuni tratti comuni a quello richiesto ai cittadini che credono nella democrazia e nelle politiche democratiche … Il Piano di lavoro si propone di migliorare il processo di conoscenza, verificando le informazioni, valutando le percezioni, approfondendo il discernimento, per conoscere il vero, amare il bene, servire la dignità delle persone e il Regno di Dio … per tendere a questi orizzonti, RC riconosce la necessità di Pensare, con la p maiuscola, percorrendo appieno la vita della mente: che, come è stato osservato, inizia dal sentire, procede con il percepire, si realizza con l’intelligenza nel concepire e infine trova la sua pienezza nel Pensiero, che è collegamento, orchestrazione dei singoli concetti, formando con essi un’architettura, da cui poter avere una “visione del mondo” (Mancuso, pp.37,45-46) … è la dimensione costruttiva del Pensiero, che può produrre, alla luce del Vangelo, saggezza e sapienza, sintesi armoniosa delle aspirazioni alla verità, alla giustizia e al bene … Questa è una parte del cammino che può compiere RC, superando la prevalente assenza di Pensiero del mondo attuale, andando oltre il ricorso generalizzato a opinioni, percezioni, slogan, oltre la divisione dicotomica della questione politica in due parti rigidamente contrapposte : si pensi alla frequentissima contrapposizione tra la élite al potere, e un popolo genericamente considerato come un blocco omogeneo, di contro alla reale differenziazione di questo in numerosi gruppi, con caratteri ed interessi diversificati (come quella recentemente proposta per l’Italia da Mannheimer …)
Ma non c’è solo il pensare … come abbiamo già rimarcato, c’è anche l’esigenza dell’impegno … La politica democratica potrà dare soltanto benefici sociali proporzionati al sostegno che riceve dal pubblico, anche sotto il profilo dell’impegno, della propensione a discutere, a interessarsi attivamente, al volontariato, … entro certi limiti, il pubblico ha la politica e i politici che si merita … (Flinders, p.243)
Anche RC si sta muovendo in questa direzione Negli ultimi anni RC ha imboccato una strada di rinnovamento, cercando, tra l’altro, di passare dal pensare all’agire concreto, rinnovando il lavoro di gruppo in una prospettiva di ricerca comunitaria … in unione al movimento cittadino … Lanciando la riflessione su tre sfide per noi ineludibili, il Piano di lavoro ci invita a valorizzare --modi nuovi di vivere i rapporti tra cittadini ed istituzioni …-il rapporto tra pubblico e privato …- percorsi di partecipazione e di impegno civile , in linea con quanto raccomandato dalla Dottrina Sociale della Chiesa (Gaudium et Spes, 31) …
Così il Movimento, nel suo procedere verso la maturità cristiana, accompagnato dalla Parola di Dio, potrà anche dare il suo contributo perché, come auspica Magatti, la politica possa “ritornare a disegnare il futuro, fissando priorità condivise (es.,l’ambiente), realizzando progetti strategici, promuovendo la partecipazione civica e sociale, combattendo sprechi e corruzione, garantendo equità distributiva e sviluppo della capacitazione” (Magatti, pp.146-47).
Note bibliografiche
Bruni L. e Zamagni S., Dizionario di Economia Civile, Città Nuova, 2009
Diamanti I., Lazar M., Popolocrazia, Laterza, 2018
Ferraris M., Postverità e altri enigmi, Il Mulino,2017
Flinders M., In difesa della politica, Il Mulino, 2014
Gaudium et Spes, Costituzione apostolica conciliare, 1965
Laudato Si’, Enciclica, 2015
Magatti M., Cambio di paradigma, Feltrinelli, 2017
Mancuso V., Il bisogno di pensare, Garzanti, 2017
Mannheimer R. e Pacifici G., Italie, Jaca Book, 2018
Nichols T., La conoscenza e i suoi nemici, LUISS,2017
Occhetta F., Il lavoro promesso, Ancora, 2017



