Riceviamo da don Enrico Garbuio, assistente di Sovvenire-CEI, un bel contributo che ci ricorda che tutti noi possiamo esprimere la nostra partecipazione al sostegno del clero attraverso offerte deducibili che possono essere fatte in qualsiasi momento dell'anno. le indicazioni in fondo all'articolo:
Ci sono persone che, giorno dopo giorno, diventano un punto di riferimento. Non perché abbiano sempre una risposta pronta, ma perché ci sono: ascoltano, accompagnano, dedicano tempo, aprono una porta. È attraverso questa presenza quotidiana, fatta spesso di gesti semplici e discreti, che un sacerdote contribuisce a tenere viva una comunità.
Il suo ministero attraversa le stagioni della vita: incontra le famiglie, accompagna i giovani, sta accanto a chi vive una difficoltà, visita anziani e ammalati, ascolta chi cerca un senso, condivide la gioia di una celebrazione e il dolore di una perdita. Una presenza che non si limita a offrire un servizio, ma aiuta a leggere la realtà alla luce del Vangelo e a riconoscersi parte di una comunità.
«Un sacerdote, nella sua vita, accompagna centinaia di famiglie, apre le porte della sua canonica a chiunque bussi» spiega Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa cattolica. «Viviamo in un’epoca in cui per ogni bisogno c’è un servizio da acquistare. Poi c’è chi sceglie di fare della propria vita un dono, e questo sovverte tutto».
È proprio la gratuità una delle dimensioni più profonde della vocazione sacerdotale: offrire tempo, ascolto, vicinanza e cura senza chiedere nulla in cambio. Una gratuità che si manifesta nei luoghi più diversi: nella parrocchia e nelle famiglie, accanto a chi è solo, nel dialogo con i giovani, nel mondo della scuola e del lavoro, vicino a chi vive una fragilità. Anche quando non ha soluzioni da offrire, il sacerdote può esserci, aiutando le persone a non sentirsi sole.
Sono incontri che possono sembrare piccoli, ma che nel tempo costruiscono legami. E una comunità cresce proprio attraverso i legami: quando le persone si incontrano, si ascoltano, si sostengono e mettono a disposizione degli altri i propri doni.
La presenza del sacerdote non sostituisce la responsabilità dei laici, ma la sostiene e la incoraggia. Il suo ministero può aiutare ciascuno a riconoscere nella famiglia, nel lavoro, nella cultura e nella società i luoghi concreti nei quali vivere la fede e contribuire al bene comune.
La gratuità, osserva Monzio Compagnoni, «non si esaurisce in chi la pratica: chiede di essere riconosciuta, sostenuta, rimessa in circolo». Per questo sostenere economicamente un sacerdote significa riconoscere il valore di una presenza che appartiene a tutti: qualcuno disposto ad ascoltare, accompagnare, celebrare, pregare con le persone e per le persone, soprattutto quando la vita attraversa momenti di fragilità.
Lo raccontano anche gli otto sacerdoti della nuova campagna nazionale per il sostentamento del clero: sono impegnati nella pastorale della salute, accanto alle persone con disabilità, nel mondo della scuola e del lavoro, nella pastorale familiare, con i giovani, nello sport e nella pastorale carceraria. Ambiti diversi, territori differenti, ma una stessa scelta: fare della propria vita un dono agli altri.
Anche per questo il sostegno ai sacerdoti non è soltanto una questione economica. È un modo concreto per partecipare alla loro missione e riconoscere il valore di una presenza al servizio di tutti.
Le Offerte deducibili per il sostentamento del clero sono una delle forme attraverso cui esprimere questa partecipazione. Diverse dall’8xmille alla Chiesa cattolica e dalla questua domenicale, sono una scelta libera e personale, destinata al sostentamento dei circa 31.000 sacerdoti delle 226 diocesi italiane.
L’Offerta può essere fatta in qualsiasi momento dell’anno, attraverso www.unitineldono.it, con carta di credito, bonifico bancario o conto corrente postale, oppure presso gli Istituti Diocesani per il Sostentamento del Clero. Le somme versate sono deducibili dal reddito complessivo fino a un massimo di 1.032,91 euro annui.
Sostenere un sacerdote significa sostenere una presenza: una presenza che ascolta, accompagna, celebra, prega e serve. Una presenza che aiuta a tenere insieme Vangelo e vita e contribuisce, giorno dopo giorno, a generare comunità capaci di prendersi cura degli altri.



