Quella appena conclusa è stata una tappa importante del cammino sinodale della Chiesa universale voluto da papa Francesco. Inoltre, non si è trattato di uno dei soliti sinodi dei vescovi, ma di un Sinodo dei vescovi allargato, ampliato in un’Assemblea ecclesiale originale: un Sinodo del popolo di Dio, in cui non solo i vescovi, ma anche i battezzati, donne e uomini, hanno avuto un posto e una voce. L’alto gradimento del testo è stato reso possibile dal fatto che molte questioni non sono state risolte, ma indicate come ancora aperte: il che, da solo, deve essere considerato un grande successo. Questo significa molto lavoro per l’anno prossimo. Il diaconato delle donne, la questione del celibato, la cultura sessuale, la questione di genere, la benedizione delle coppie omosessuali − sono tutte rimaste aperte. Da un lato, questo può deludere chi si aspettava già ora delle decisioni. Ma preoccupa anche chi voleva che questi temi fossero rimossi dal tavolo sinodale. Secondo le cifre del voto sulle questioni sensibili, questi ultimi non sono poi così pochi − circa un terzo.
Il fatto che l’assemblea sinodale si occupasse di sinodalità ha fatto temere che si trattasse principalmente di riforme interne alla Chiesa: ma fortunatamente, il documento di sintesi non si ferma a queste domande interne alla Chiesa. Il mondo che sta barcollando è ben presente, non da ultimo attraverso le persone che provenivano dai luoghi di crisi: dall’Ucraina alla Russia, da Israele alla Palestina. È stata prestata grande attenzione alle migrazioni, è stato ascoltato il grido della terra e dei poveri. Anche alle sfide della informatizzazione è stato dato ampio spazio, perché Internet e i social media possono essere un luogo per influencer del Vangelo tra i giovani, ma anche il terreno per un odio.
Rimane aperta la questione se e come il sentimento ecclesiale sinodale acquisito in queste quattro settimane si diffonderà nell’intera Chiesa mondiale. La relazione esprime questa speranza. La collega al tema dell’inculturazione: che nel prossimo anno ci siano nuovi impulsi sulle questioni aperte, soprattutto dalle assemblee continentali, ma anche dalle Chiese locali.(La relazione di sintesi finale)



